Bus aggiuntivi Atac. Impossibile pagare il biglietto

Non hanno le obliteratrici a bordo e i controllori non possono più salire sui mezzi. Inoltre i torpedoni girano senza gps: l'attesa alle fermate non più monitorata

 

Percorrono paciosi e spesso semivuoti i tracciati dei bus Atac. Hanno l’aspetto di pullman gran turismo oppure di autobus extraurbani, in realtà sono bus di linea a tutti gli effetti. Si tratta dei cosiddetti “mezzi a noleggio” che il Campidoglio e l’azienda dei trasporti hanno voluto affiancare alla rete Atac per rendere più fluido e meno affollato il tpl romano.

A causa dell’emergenza Covid era necessario immettere nel circuito ordinario nuovi autobus in modo da permettere un miglior distanziamento. Il problema è che questi mezzi non sono dotati né di gps, né di obliteratrice per cui sono come fantasmi che si aggirano per la capitale. Nessuno sa quanti passeggeri salgono a bordo, non inviano informazioni sulle attese alle fermate e non prevedono la possibilità di pagare il biglietto.

Anche il più volenteroso e dotato di senso civico, una volta salito non troverà nessuno strumento in grado di timbrare il titolo di viaggio e quindi si rassegnerà a spostarsi gratis per Roma.

L’anomalia era stata già segnalata i primi di febbraio da alcuni quotidiani ma nessuno ha mosso un dito per modificare la situazione. E come se non bastasse sull’intera rete Atac i controllori non salgono più a verificare se i passeggeri hanno un biglietto o meno. Le regole per la prevenzione del virus impediscono a questi lavoratori di salire sui bus per un “potenziale” pericolo di contagio. 

E così sugli autobus tradizionali non ci sono i controllori e su quelli a noleggio non ci sono proprio le obliteratrici.

Eppure Roma Capitale paga questi torpedoni aggiuntivi molti soldi. Una parte della somma è a carico del Campidoglio e un’altra parte ce l’ha messa la Regione Lazio. Al quartier generale di via Prenestina avevano pensato di spedire i controllori alle fermate in modo che potessero chiedere il biglietto o l’abbonamento a chi scende dai mezzi. In questo modo non si sarebbe corso un rischio di contagio per gli operatori ma si sarebbe garantito un minimo di introito. Ma tra l’opposizione dei sindacati e l’elefantiaca macchina di Atac non si è riusciti a portare a dama neanche questa proposta.

Eppure solo i bus aggiuntivi sono al momento 125 e potrebbero diventare 290 secondo un accordo sottoscritto dalla Regione.

Il problema dell’evasione è cronico ma il Covid lo ha aggravato a tal punto da aver fatto segnare un record: quattro persone su dieci non pagano. E Atac, a fine anno, potrebbe trovarsi con un deficit aggiuntivo (oltre al noto debito monstre) di 145 milioni.

A questo si aggiungeranno gli evasori che prendono i bus a noleggio sui quali si viaggia sempre gratis e il costo di questi bus. Una vera debacle per le casse Atac che senza adeguati ristori da parte del governo nazionale o della Regione Lazio rischiano di saltare.

Il contesto era già grave prima della pandemia. Il professor Andrea Giuricin, dell’Istituto Bruno Leoni, ha calcolato che Atac sostiene un costo per vettura/km che è più del doppio rispetto alla media europea. Con uscite tanto sostanziose e introiti da bigliettazione ridotti al lumicino per il Covid e per l’evasione, l’intero piano che porta al concordato fallimentare potrebbe saltare.

Ecco perché la mancata bigliettazione non è un problema minore ma un aspetto da tenere sotto controllo con attenzione.

 

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