La beffa dei permessi ZTL non rimborsati è divenuta un rebus irrisolvibile

Al caos determinato dai mancati rimborso ai titolari di permesso, causa spegnimento dei varchi, si aggiunge ora una proroga automatica della scadenza per pochi fortunati, derivante dai provvedimenti governativi

A più riprese abbiamo raccontato di come l’amministrazione Raggi abbia costretto migliaia di persone, residenti nelle ZTL ma anche operatori commerciali, a pagare normalmente i permessi ZTL nonostante per quasi un anno le stesse ZTL siano state sospese a causa della pandemia.

Da ultimo ne parlammo a fine marzo, spiegando come, oltre al danno comminato ai titolari di permesso, questa “dimenticanza” dell’amministrazione possa mettere in discussione la validità dell’ultimo bilancio approvato da Roma Capitale. I titolari di permesso ZTL hanno infatti un diritto ad essere ristorati per il mancato godimento dei permessi durante lo spegnimento dei varchi elettronici e il non aver previsto in bilancio le somme necessarie a soddisfare tale diritto è un problema che la prossima amministrazione dovrà affrontare.

 

Un’amministrazione minimamente responsabile avrebbe immediatamente collegato la validità dei permessi ZTL al funzionamento dei varchi elettronici: a varchi accesi la validità dei permessi decorre normalmente, a varchi spenti viene sospesa la decorrenza dei permessi.

 

Purtroppo l’attuale amministrazione capitolina ci ha abituato a strafalcioni di ogni tipo e quindi non c’è da stupirsi che nessuno abbia pensato a gestire la validità dei permessi ZTL in concomitanza delle sospensioni delle ZTL, col risultato di aver creato un contenzioso enorme, fatto da molte migliaia di titolari di permesso ZTL che prima o poi dovranno essere risarciti.

 

Abbiamo già dato conto dell’iniziativa intrapresa da un congruo numero di cittadini che stanno presentando un ricorso al TAR per ottenere il rimborso o la proroga della scadenza dei permessi non goduti.

Trattasi dell’ennesimo schiaffo che la sindaca Raggi e la sua giunta dà ad un gruppo di cittadini romani, costringendoli a pagare un ricorso per veder riconosciuto un loro diritto e dando inutile lavoro al TAR, che già si è espresso per un caso simile condannando il Comune di Roma e addirittura addebbitandogli le spese del giudizio (che tanto mica ce li rimette la Raggi di tasca sua quei soldi …).

 

L’ulteriore aggravante di questa storia, che per molti risulta essere una vera e propria beffa, è conseguenza di alcuni recenti provvedimenti governativi che hanno prorogato automaticamente la validità di permessi e concessioni.

In estrema sintesi, con il Decreto Legge 52/2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 22/4/2021, è stata fissata la data di cessazione dello stato di emergenza Covid-19 al 31/7/2021, mentre con Legge 159/2020 è stata stabilita l’estensione della validità dei certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi di ulteriori 90gg rispetto alla data di cessazione dello stato di emergenza.

A seguito di ciò l’agenzia Roma Servizi per la Mobilità, che gestisce i permessi ZTL per conto del Dipartimento Mobilità, ha comunicato di procedere alla proroga automatica fino al 29/10/2021 dei permessi in scadenza (e non rinnovati) nel periodo 22/4/2021-31/7/2021.

 

Quindi chi si trovasse per puro caso ad avere il permesso ZTL in scadenza in quell’intervallo di tempo, e non lo avesse ancora rinnovato, godrebbe della proroga automatica. Tutti gli altri invece ancora niente.

L’assurdo si raggiunge con coloro che pur ritrovandosi con il permesso in scadenza nel giusto intervallo lo hanno già rinnovato, perdendo così il diritto ai 90 giorni di proroga automatica.

Anche in questo caso, un’amministrazione responsabile e rispettosa dei suoi cittadini avrebbe studiato i modi per non lasciare tutto completamente al caso, ma evidentemente quella attuale di amministrazione capitolina ai diritti è molto poco appassionata.

 

Non bastassero quindi le già complicate casistiche createsi con lo spegnimento dei varchi ZTL, le quali una volta che il giudice imporrà al Comune di provvedere ai ristori dovranno essere sanate lo sa il cielo come, in quel caos si innestano ora le conseguenze dei provvedimenti governativi richiamati.

 

Ci vuole davvero del genio per creare una situazione tanto ingarbugliata, oppure è necessario un mix micicdiale di incompetenza, supponenza e irresponsabilità.

Essendo i protagonisti di questa storia l’assessore alla mobilità, quello al bilancio e la stessa sindaca, noi propendiamo senz’altro per la seconda ipotesi, che qui di geniale o anche minimamente razionale non c’è proprio nulla.

 

Ricordiamo infine che se l’amministrazione Raggi ci ha messo tanto del suo per creare il caos che abbiamo spiegato, una grande responsabilità ce l’ha anche colui che si è appena candidato per il PD alla carica di sindaco di Roma.

Roberto Gualtieri è stato infatti eletto alla Camera dei Deputati nel gennaio 2020, nelle elezioni suppletive svoltesi nel collegio elettorale uninominale Lazio 1, corrispondente grosso modo al centro storico di Roma. Quando è scoppiata la pandemia Gualtieri era ministro dell’economia e si è dovuto quindi occupare di tutti i ristori da prevedere per le diverse categorie di cittadini. Ebbene uno nella sua posizione, ministro dell’economia ma anche eletto da poco per la gran parte da titolari di permesso ZTL, possibile non abbia pensato ad una misura che consentisse al Comune di Roma di compensare i titolari di permesso ZTL?

Ovviamente Gualtieri a questo non ci ha pensato affatto, confermandosi quindi anche lui come il classico politico che riconosce gli elettori quando c’è da prendere i loro voti, ma dal giorno dopo li cancella dai suoi pensieri.

Proprio un bel viatico per immaginarlo alla guida del Campidoglio.

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