Linda Meleo si deve dimettere!

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Dell’opportunità, o meglio, necessità di sostituire l’assessore Meleo  parliamo dal settembre dello scorso anno. Di motivi a sostegno di quella richiesta ne abbiamo accumulati tanti altri nel frattempo e purtroppo continuiamo a farlo.

Solo ultimo in ordine di tempo si può citare il disastro di giovedì scorso con il blocco della metro B in orario di punta, disagi enormi per migliaia di cittadini, drammatica scarsità di navette sostitutive ed una gestione della comunicazione semplicemente nulla.

 

Piazza dei Cinquecento invasa da persone in attesa delle navette

 

Nel caos generatosi @InfoAtac, su Twitter, cercava di minimizzare gli inconvenienti, aggravando ulterioriormente i disagi degli utenti, privi di informazioni affidabili:

 

 

Molto meglio affidarsi ai cittadini volontari, loro sì che fanno un vero servizio pubblico:

 

In tutto questo, ossia col blocco di una delle 2,5 linee di metropolitana presenti a Roma e migliaia di persone esposte a ritardi e disservizi, qual è stato il ruolo dell’assessore alla mobilità? Totalmente nullo: neanche una parola né al momento dell’inconveniente né ex-post per spiegare l’accaduto ma soprattutto per chiedere scusa ai cittadini del disservizio.

Niente quindi sulla pagina facebook dell’assessore e niente dalla sua utenza Twitter. A proposito di quest’ultima, solo 4 tweet nel mese di aprile per l’assessore Meleo, con gli ultimi tre che condannano gli episodi di lancio di sassi contro i mezzi ATAC, esprimendo in tutti una particolare vicinanza agli autisti coinvolti. Che va pure bene, ma possibile che l’assessore non comprenda la responsabilità del suo ruolo nei confronti dei cittadini e non avverta la necessità di scusarsi con costoro in caso di gravi disservizi?

Un responsabile che si comporti in maniera tanto irresponsabile dovrebbe essere rimosso dal suo incarico.

 

Un altro motivo per cui l’assessore Meleo dovrebbe dimettersi? Lo scandalo quotidiano delle linee di Trasporto Pubblico Locale (TPL) interrotte a causa della sosta selvaggia. A Roma infatti ogni giorno qualche linea di autobus ma spesso anche di tram è costretta a modificare il proprio percorso a causa di veicoli in sosta d’intralcio.

Ecco un tweet di @InfoAtac del 24 aprile scorso, dove si dà notizia della necessità di istituire un servizio sostitutivo al tram a causa della sosta irregolare:

 

Un tweet simile l’avevamo già visto altre volte, tipo il 10 marzo scorso:

 

 

Quindi per Atac, e per l’amministrazione, è ormai normale subire modifiche regolari alle linee del TPL semplicemente perché qualcuno parcheggia male la propria vettura. Peraltro spesso sono sempre le stesse linee TPL interessate dal problema, tipo il famigerato 771 che da due anni viene deviato quasi ogni giorno:

 

 

Può un’assessore alla mobilità che si rispetti tollerare questo vero e proprio affronto al servizio di trasporto pubblico?

Come si può affidare i destini di un cancro come Atac a chi da quasi due anni non riesce ad evitare che qualcuno interrompa linee TPL parcheggiando male la propria autovettura?

 

Ce ne sarebbero tanti altri di motivi per cui l’assessore Meleo dovrebbe dimettersi o essere rimossa ma quello cha a nostro avviso ha superato tutti gli altri per gravità è quanto appena deciso dall’amministrazione riguardo il referendum consultivo su Atac, ossia di spostarlo al prossimo autunno.

Come si saprà, l’amministrazione era stata invitata dal comitato referendario a tenere la consultazione in concomitanza con le elezioni politiche dello scorso 4 marzo, azzerando così i costi di tenuta. Ma la decisione fu di indire il referendum per il 3 giugno accampando la scusa che la normativa sugli enti locali non consentiva un tale accorpamento. Al tempo fu proprio l’assessore Meleo a prendere la bandiera del mancato accorpamento esibendosi in un post su facebook in cui addirittura si permetteva di dare dell’ignorante a Riccardo Magi, del comitato promotore del referendum:

 

 

Ebbene, come già spiegammo al tempo, a nostro modesto avviso quanto scritto dall’assessore non è vero, è sbagliato, scorretto.E non avendo ricevuto smentita alcuna al nostro pezzo precedente, non possiamo che confermare le nostre tesi.

Riportiamo quanto scrivemmo a febbraio:

 

“Ma, ci si chiede, l’avrà letto l’assessore l’articolo che cita? E se sì, l’avrà capito?

Ecco il testo del comma citato:

“Quando, successivamente all’indizione dei referendum, siano stati convocati i comizi elettorali per altre operazioni di voto in coincidenza con la data prescelta, il Sindaco, sentiti la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ed i rappresentanti dei Comitati promotori dei referendum, indice i referendum per altra data, nel medesimo periodo di cui al precedente comma, ovvero, in casi eccezionali, per una domenica compresa tra l’1 ottobre ed il 30 novembre.” (grassetto nostro)

Forse all’assessore sarà sfuggito, ma quando sono state indette le elezioni nazionali e regionali la Giunta di cui lei fa parte la data del referendum non l’aveva ancora decisa. Per cui non ci si trova nella previsione del comma citato. Peraltro se questa fosse stata la situazione, il Sindaco avrebbe dovuto sentire i gruppi consiliari e gli stessi promotori del referendum prima di decidere una nuova data. Ma nessuna data era stata decisa e quindi semplicemente nulla quaestio.

Ora delle due l’una: o l’assessore non capisce una semplice proposizione in lingua italiana, peraltro neanche tanto infarcita di tecnicismi giuridici, oppura sta provando ad intortare i cittadini romani con un’inesattezza che travalica nella fandonia.”

 

Inoltre è vero che la normativa prevede delle esclusioni per un eventuale accorpamento del referendum, ma esse riguardano le operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali, non le elezioni politiche.

 

La novità di questi giorni è che la notizia dello spostamento del referendum al prossimo autunno è stata accompagnata dalla quantificazione dei costi dello stesso, indicata in circa 16 milioni di euro.

Ebbene questo vuol semplicemente dire che la topica presa dall’assessore Meleo sull’impossibilità di accorpare il referendum con le elezioni politiche costerà alla collettività la bellezza di 16 milioni di euro. Tanto per dare un’idea, una cifra simile a quanto sarebbe stato stanziato per l’emergenza buche in tutta la città; oppure, stando proprio alle parole dello stesso assessore dell’altra sera ad Otto e Mezzo, a 45 nuovi autobus!?!

E proprio ad Otto e Mezzo l’altra sera l’assessore ha ribadito la tesi che il referendum non si sarebbe potuto tenere a marzo a causa della normativa.

Chiaramente ormai l’occasione di marzo è persa e non avrebbe più senso parlarne, se non fosse che aver mascherato una consapevole scelta politica con una tesi giuridica errata configura, a nostro modesto avviso, una vera e propria presa in giro dei cittadini romani.

La possibilità poi che l’amministrazione per l’autunno riesca a mettere in campo meccanismi di voto che facciano risparmiare quei 16 milioni fa semplicemente ridere, potendo solo immaginare che sistemi elettronici o telematici di voto si affianchino a quelli tradizionali, almeno la prima volta, pena il rischio che tutto venga invalidato.

 

È ancora possibile tollerare una tale mancanza di rispetto nei confronti dei romani da parte di chi ha una responsabilità tanto grave e con impatti tanto importanti sulle vite dei cittadini? È possibile che una persona che abbia dimostrato tanta poca competenza e altrettanta irresponsabilità rimanga in una posizione tanto delicata dove si riescono a fare danni enormi ai cittadini ed alle casse comunali?

 

Questa è una città che ormai non ha più un trasporto pubblico“, ha dichiarato l’on. Magi nel confronto con l’assessore a Otto e Mezzo, e dopo due anni di governo costei è riuscita solo a replicare con i 150 autobus acquistati grazie alle procedure avviate dall’amministrazione precedente.

Da non perdere anche la seguente affermazione dell’assessore a proposito delle ultime elezioni politiche: “… i risultati raggiunti su Roma sono stati risultati di successo anche durante queste elezioni nazionali …” (se, lallero)

Di nuovo, o l’assessore Meleo ha realmente una visione distorta della realtà oppure sta semplicemente prendendo in giro tutti, a partire dai suoi inconsapevoli sostenitori.

Se, come temiamo, l’assessore Meleo continuerà a non avvertire la necessità di lasciare un incarico evidentemente molto più grande di lei, o anche solo di dare qualche spiegazione su questo errore madornale che costerà la bellezza di 16 milioni di euro, vorrà il Sindaco Raggi fare chiarezza su una questione così importante?

 

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