Il TAR squaderna di nuovo le gravi mancanze del Municipio I

Nei giorni scorsi il TAR ha emesso l’ennesima sentenza con cui censura pesantemente lo stallo realizzato dal Municipio I di Sabrina Alfonsi sul Piano di Massima Occupabilità (PMO).

L’abbiamo spiegato a più riprese, l’ultima qui, quello che da circa sei anni sta avvenendo in Municipio I: laddove Orlando Corsetti, presidente del Municipio I dal 2008 al 2013, e la sua amministrazione furono in grado di approvare oltre un centinaio di schede di dettaglio del PMO municipale, la presidente Alfonsi, in carica ininterrottamente dal 2013, con la sua maggioranza dovrebbe essere riuscita ad approvarne cinque (il numero è controverso ma bassissimo) delle diverse decine di schede pronte.

Il problema che la presidente Alfonsi si è ritrovata una volta eletta è una maggioranzadi consiglieri del PD fermamente contrari al PMO perché strumento che limita le Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP), riconducendole alle diverse normative vigenti. Evidentemente questa cosa è malvista da un certo commercio che invece vorrebbe avere mano libera nel massimizzare i propri guadagni a prescindere dalle norme di tutela, di sicurezza e dell’interesse pubblico. E come spesso accade i rappresentanti politici badano più agli interessi particolari, ben identificati, che al bene pubblico, indefinito e senza ritorni immediati.

 

È però tutta responsabilità della presidente Alfonsi aver subito per oltre sei anni questo blocco totale nelle approvazioni delle schede di dettaglio del PMO perpetrato dal Consiglio municipale e che ha portato al caos più completo nella materia.

Come infatti ha riaffermato per l’ennesima volta il TAR, e come aveva già chiarito la stessa Avvocatura Capitolina, il mancato completamento del PMO municipale sta generando da troppo tempo delle sperequazioni tra gli esercenti, con alcuni che debbono sottostare alle schede di dettaglio approvate e altri che invece aspettano ancora l’approvazione delle schede che li riguardano.

Dopo i tanti avvertimenti e proseguendo lo stallo in Consiglio municipale, pare si sia arrivati al rischio che tutti i provvedimenti presi negli ultimi anni sulla base delle schede di dettaglio approvate possano essere annullati, con un contenzioso monstre per l’amministrazione e la reale possibilità di dover pagare danni colossali.

Inoltre il blocco del PMO da parte del Municipio I ha fornito al Comune il pretesto per avocare a sé la competenza creando un’ulteriore confusione. A dispetto infatti dei proclami del presidente Coia, che a dicembre ha affermato di vedersi costretto ad assegnare al Comune la responsabilità dei PMO per far procedere con celerità il processo approvativo, a tuttoggi non si sa ancora a quale ufficio verrà affidato il compito di predisporre i PMO.

 

Insomma i sei anni di irresponsabilità dell’amministrazione Alfonsi hanno generato il caos più totale in materia di OSP e PMO nel centro storico di Roma, come se non fosse già abbastanza difficile governare un territorio tanto complesso.

 

Un’amministrazione tanto inadeguata dimostra una volta in più come il PD romano non possa rappresentare in alcun modo la risposta alle pur gravissime carenze del governo M5S del Sindaco Raggi.

 

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