Bus periferici: nuovo stop del Tar. La gara più lunga di sempre

Gli errori infiniti raccontati in un articolo di Repubblica nel quale è citato il lavoro di diarioromano. Ennesimo fallimento del M5S

 

Una doccia fredda per la Raggi e l’assessore Calabrese. La gara più importante che sia stata bandita da questa amministrazione incontra un nuovo stop da parte del Tar. Dopo diversi tentativi di assegnare il servizio dei bus di periferia a un nuovo gestore, il Tribunale Amministrativo ha chiesto la nomina di un consulente che ripeta le stime. Evidentemente sono sbagliate.

Parliamo, per chi non lo ricordasse, di 103 linee oggi svolte dal consorzio Roma Tpl con bus che circolano con la livrea di Atac. Solo una piccola scritta permette di riconoscerli, ma si tratta a tutti gli effetti di autobus privati, gestiti da una società privata.

Un appalto da 130 milioni l’anno per dieci anni, quindi un importo monstre di un miliardo e trecentomilioni va assegnato con tutti i criteri. Eppure è dal 2018 che il Campidoglio prova a mandare in porto la gara e non ci riesce.

La storia, della quale più volte abbiamo parlato sulle nostre pagine, viene ricostruita con ricchezza di particolari da Carlo Andrea Tortorelli, fondatore di Odisseaquotidiana, su Repubblica. Nell’articolo viene citato più volte il lavoro di diarioromano che grazie al nostro eccellente Mercurio Viaggiatore, ha scoperto tanti difetti delle precedenti gare e avvisi di gara che poi sono stati annullati.

Il risultato è stata una marea di proroghe a favore dell’attuale gestore, Roma Tpl, che ha potuto svolgere il servizio sebbene il suo contratto sia scaduto da quasi 4 anni.

Questa volta il bando sembrava quello giusto, tanto che l’assessore ai Traporti Calabrese aveva annunciato che dal 1° settembre sarebbe intervenuto un nuovo operatore (o forse due). Invece l’ordinanza del Tar emessa lo scorso 9 giugno ha “inchiodato nuovamente la gara”, come scrive Tortorelli su Repubblica.

Poiché l’articolo è riservato agli abbonati di quel giornale, proviamo qui di seguito a riassumerne i punti salienti, dato che vengono ricordati tutti gli errori madornali collezionati fin qui.

Durante la campagna elettorale del 2016 Virginia Raggi era stata molto netta: “Non faremo affidamenti diretti, né proroghe“. Così non è stato, dato che siamo all’ottava proroga per Roma Tpl!

Poiché il contratto scadeva a maggio del 2018, a luglio del 2017 fu pubblicato un preavviso della nuova gara, ma gli errori erano così clamorosi che ben presto tutto venne annullato. Pensate che l’importo minimo della gara era fissato a 11 milioni, mentre nella realtà doveva essere di 110 milioni e quello massimo era indicato a 167 milioni, che era però l’importo di un solo anno, mentre la gara era prevista in 8 anni.

Insomma stupidaggini da matita blu che seppur corretti in sede di gara furono causa di ulteriori problemi. Tutti i concorrenti, infatti, decisero di impugnare il bando perché favoriva il gestore uscente e penalizzava chi sarebbe subentrato. Tra l’altro era previsto un obbligo di acquisto di tutti gli autobus di Roma Tpl, a un prezzo fisso, compresi quelli andati a fuoco o completamente scassati.

Il Tar bocciò nettamente la gara definendola “palesemente anti-concorrenziale e discriminatoria“.

Dovranno passare altri due anni e mezzo per vedere una nuova gara, a novembre 2020, ma i termini di questo bando furono rinviati più volte. Ad oggi – ricorda l’articolo di Repubblica – il subentro dovrebbe avvenire il 1° settembre ma questa data non potrà essere rispettata per via del nuovo provvedimento del Tar.

E’ riportata la dichiarazione di diarioromano nella quale sottolinea che in questa nuova gara da una parte è scritto che il nuovo gestore dovrà mantenere la livrea di Atac sui suoi bus, dall’altra viene spiegato che il Comune deciderà in futuro sull’argomento (!?!). Elementi di confusione e questioni non risolte che potrebbero creare ulteriori intoppi.

Nei prossimi giorni torneremo sulla vicenda, dopo aver esaminato a fondo l’ordinanza del Tar del 9 giugno e cercheremo di capire se questa ottava proroga sarà davvero l’ultima o se bisognerà aspettare la nuova giunta per risolvere una questione che il M5S non è stato in grado di affrontare.

Nel frattempo il servizio per i cittadini è notevolmente peggiorato. Roma Tpl, vivendo una forte incertezza sul suo futuro, ha evitato di rinnovare la flotta. I bus sono sempre più vecchi e restano fermi nei depositi, aumentando i tempi di attesa alle fermate.

 


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2 risposte

  1. Durante i 5 anni di amministrazione capitolina del M5S, si sa quante gare d’appalto sono andate a buon fine?
    Redazione Diarioromano:
    siete in grado di dare una risposta oppure dobbiamo rivolgerci alla trasmissione “Chi l’ha visto (l’appalto andato a buon fine)?
    Grazie.

  2. Ed ecco l’ennesimo giornalaio di destra che fa disinformazione.
    Sotto gli articoli nel sito ci sono domande di utenti al quale non rispondono mai per tenere ben salde le balle che raccontano

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