Si moltiplicano le richieste a Tronca perchè sblocchi la riforma dei cartelloni

In questi ultimi giorni sulla stampa e su diverse testate on line si è ripreso a parlare della questione pubblicità esterna a Roma. La sentenza del Tar della scorsa settimana ha approvato sostanzialmente tutta la riforma varata dalla giunta Marino tranne pochi punti marginali e soprattutto formali. Secondo i giudici amministrativi, infatti, alcuni criteri dei piani di localizzazione andavano approvati in consiglio comunale.

Sulla base di questa disposizione, il processo di partecipazione popolare si è bloccato. Mancavano solo due municipi prima di completare il processo e ora occorre riprenderlo al più presto. Per farlo, però, occorre che il commissario Tronca sani questa censura formale avanzata dal Tar. Egli, cioè, dovrebbe emanare una delibera nelle veci del consiglio comunale per ottemperare a quanto richiesto dai giudici.

Un’agenzia stampa, diramata ieri sera tardi da Omniroma, parla di imminente firma di Tronca “sul Prip”. Si tratta forse di una semplificazione del giornalista, in quanto il Prip come sappiamo è stato approvato nel luglio del 2014. Ma al di là dell’errore del cronista, se la notizia fosse vera, è probabile che presto la questione verrà sbloccata.

Cattura

 

Le associazioni Vas, Bastacartelloni e Cittadinanzattiva Lazio hanno inviato due solleciti al commissario, ma anche i mezzi di informazione se ne stanno occupando.

Repubblica ha lanciato un appello dalla prima pagina di cronaca di sabato scorso: “Tronca firmi quella riforma (giusta) dei cartelloni”, è il titolo dell’editoriale firmato da Giuseppe Cerasa.

20160229_121036

 

Sempre la Repubblica, giovedì 25, aveva intervistato Marta Leonori, l’assessore che ha fortemente voluto questa riforma, spiegando i punti che Tronca avrebbe potuto correggere facilmente.

intervista Leonori

 

Anche Romafaschifo ha invitato il commissario a fare in fretta in un lungo articolo dedicato tra l’altro all’offerta di bike sharing avanzata da alcune imprese pubblicitarie fuori dai bandi di gara.

Ieri il quotidiano Metro ha citato il lavoro e la richiesta delle associazioni in un breve ma efficace riquadro titolato “Tronca può sbloccare iter di riforma cartelloni”.

metro articolo cartelloni

 

E poi sono molti gli appelli al commissario sui social network da parte di cittadini e politici che sperano di vedere completato il processo prima delle elezioni. Su Twitter, nella serata di ieri, Roberto Giachetti ha dichiarato che i cartelloni sono troppi. Gli ha fatto eco Fabrizio Panecaldo, ex consigliere Pd, che si è rivolto a Tronca.

Nello stesso tempo anche le imprese pubblicitarie fanno pressione (opposta) sul commissario. La Clear Channel gli ha chiesto un incontro con una lettera nella quale si sostiene che i piani di localizzazione sarebbero inattuabili. E’ la posizione che alcune associazioni di categoria hanno tenuto anche durante gli incontri pubblici presso i municipi. Dichiarano la impossibilità concreta di installare i cartelloni laddove previsto dai piani.

lettera clear channel

 

Insomma in questi giorni Tronca viene tirato per la giacca da una parte e dall’altra. Il rischio è che per non decidere tenda a rinviare tutto alla prossima consiliatura, ma così facendo getterebbe anni di duro lavoro portato avanti dai cittadini e dalla precedente amministrazione. Tronca deve scegliere. Non è una facoltà ma un dovere. E suo dovere è essere dalla parte della legge e della città.

Nel frattempo l’architetto Bosi di VAS ha analizzato punto per punto la sentenza del Tar spiegando perchè ha dato torto alle ditte e dove invece ha dato loro ragione. Un lavoro molto completo e interessante che invitiamo a leggere. Anche se può apparire complesso ai non addetti ai lavori è importante perchè fa chiarezza sulle tante questioni aperte e dibattute in questi anni sulle quali il Tar ha messo la parola fine.

 

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