Purtroppo quello che temevamo, dopo la segnalazione giuntaci da VAS, è puntualmente accaduto: quest’oggi in viale Mazzini, altezza incrocio con via Baiamonti, è spuntato un mega-impianto pubblicitario, invadente, volgare e minaccioso.

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Per quelli di noi che si sono dannati l’anima per anni perché queste porcherie non accadessero più è un colpo basso, di cui non possiamo che dare tutta la responsabilità al commissario Tronca ed alla sua evidente incapacità di contenere il furfantame romano.

All’alba del 2016 a Roma stiamo ancora che l’ultimo degli stupidi si sveglia e devasta un marciapiede nel pieno centro cittadino senza che nessuno si sogni di fermarlo o anche solo di chiedergli con che titolo interviene sul suolo pubblico. Senza contare che se un lavoro del genere fosse servito a montare un obice per bombardare San Pietro la cosa sarebbe passata ugualmente inosservata. Alla faccia dell’allerta terrorismo.

Ed ora veniamo anche a sapere qual è la ditta che continua ad operare con i modi dell’era Alemanno-Bordoni, quelli che davamo tutti per tramontati; diciamo una nostra vecchia conoscenza …

impianto3

Inoltre si tratta anche di un impianto SPQR, di quelli quindi che le ditte gestiscono per conto del Comune di Roma, con tanto di identificativo.

impianto2

Orbene, noi ci aspetteremmo che l’amministrazione rispondesse immediatamente alla denuncia dell’Arch. Bosi perché ormai non solo lui ma anche noi, così come le migliaia di cittadini che hanno letto e rilanciato quella denuncia vogliono sapere quanto prima se questo impianto è stato installato secondo le norme vigenti oppure se ci troviamo di fronte ad una recrudescenza del fenomeno cartellonaro a Roma. E se fosse vera la seconda ipotesi, il commissario Tronca e la sua squadra farebbero meglio a darsi una mossa per bloccare il fenomeno, perché siamo sicuri che a più d’uno stanno già prudendo le mani alla vista delle nuove prepotenze.

Che ci pensi la legge, ma in fretta, e staremo tutti più tranquilli.

 

 

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Una risposta

  1. Il numero di codice identificativo 0040/AH863/P è stato assegnato ad un originario impianto di mt. 4 x 3 della ditta S.C.I. (Società Concessioni internazionali), installato assieme ad altri 7 cartelloni all’altezza dell’ingresso della riserva naturale regionale di Monte Mario, malgrado il divieto di affissione ai confini delle aree naturali protette: per tali motivi è stato da me segnalato più di 5 anni fa, con Nota VAS prot. n. 17 del 14 maggio 2010, sollecitandone poi ripetutamente la rimozione, avvenuta presumibilmente nel primo semestre dell’anno scorso.
    L’impianto, convertito nel frattempo in un cartellone di mt. 3 x 2, è stato ora ricollocato presumibilmente ai sensi della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 325 del 13 ottobre 2015 che ha dettato fra l’altro il seguente ulteriore indirizzo: “gli impianti già inseriti nella Nuova Banca Dati permangono nell’ubicazione in cui si trovano alla data del presente provvedimento e si procede alla loro ricollocazione soltanto per contrasto al Codice della Strada, per lavori pubblici e per contrasto alla disciplina di tutela paesaggistica-architettonica-archeologica-ambientale come risultante dalla deliberazione Assemblea Capitolina n. 49/2014, su diffida dell’Ente tutore, escludendo spostamenti su iniziativa delle Società”.
    Con una integrazione della mia segnalazione, ho chiesto di sapere se lo spostamento sia avvenuto su iniziativa della S.C.I., senza la preventiva ed obbligatoria autorizzazione da parte della U.O. Affissioni e Pubblicità, sollecitando in tal caso la dovuta rimozione dell’impianto in questione: nel caso invece che lo spostamento sia stato autorizzato, ho chiesto di conoscere le ragioni tecniche e giuridiche che possano aver “legittimato” una tale rilocalizzazione in un punto che non è previsto nemmeno dal Piano di Localizzazione del I Municipio .

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