Cartelloni: un salto indietro di 4 anni?!?

Dall’Arch. Rodolfo Bosi, responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS), abbiamo ricevuto in copia la seguente segnalazione inviata agli organi competenti.

 

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Oggetto: impianto pubblicitario in fase di installazione in viale Mazzini
In data 28 dicembre 2015 è pervenuta a questa associazione una segnalazione trasmessa per posta elettronica da un cittadino per far presente che sul marciapiede alla testa dello spartitraffico centrale di viale Mazzini all’altezza dell’incrocio con via Antonio Baiamonti sono stati incassati con getti di calcestruzzo due tubolari, che lasciano presupporre la prossima installazione di un impianto pubblicitario.

Immagine.Viale Mazzini-via Baiamonti

buchi

Qualora si trattasse veramente della installazione di un impianto pubblicitario, si fa presente che lo spartitraffico centrale di Viale Mazzini è destinato a verde pubblico e che le “Aree a verde pubblico” sono disciplinate dall’art. 8 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (P.R.I.P.), approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014, il quale prescrive che “nelle aree attrezzate a verde pubblico o destinate a verde pubblico dai vigenti strumenti urbanistici, nonché lungo le strade che delimitano il perimetro di queste, è vietata la collocazione di impianti pubblicitari”.

Nel caso che si tratti di una ricollocazione di un impianto pubblicitario che si voglia porre in atto ai sensi della deliberazione della Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008, si deve mettere in evidenza che con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 era stata disposta “una moratoria, per un tempo non superiore a 180 giorni dall’approvazione della presente deliberazione” dei procedimenti di “spostamento/ricollocazione degli impianti pubblicitari” e che con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 325 del 13 ottobre 2015 è stato stabilito che “la moratoria di cui alla deliberazione Giunta Capitolina n. 380/2014, relativa ai procedimenti ivi dettagliati, è rinnovata fino all’approvazione finale dei Piani di Localizzazione predetti e, in ogni caso, per un tempo massimo di 180 gg. dalla pubblicazione del presente atto”.

Nel caso ulteriore che si possa trattare di una trasformazione/accorpamento  che si voglia mettere in atto ai sensi del comma 12 dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità, approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, si deve far presente che con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 325 del 13 ottobre 2015 è stato altresì stabilito che “gli impianti oggetto di trasformazione/accorpamento possono modificare la loro ubicazione solo se la posizione degli impianti originari non è idonea ad accogliere l’impianto risultante dall’accorpamento, a condizione che sia mantenuta la stessa zonizzazione o siano decentrati”, per cui sarebbe ammissibile per il caso in questione una ubicazione diversa da quella originaria, ma non nel luogo sopra detto, a maggior ragione perché un impianto pubblicitario che vi venisse installato risulterebbe in violazione anche del 5° comma dell’art. 4 del nuovo Regolamento di Pubblicità, che prescrive il divieto di affissione nelle strade di quartiere di cartelloni pubblicitari 25 metri prima delle intersezioni (nel caso in questione di Viale Mazzini con via Antonio Baiamonti).

Si chiede pertanto alle SS. LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler far verificare la legittimità del procedimento che ha portato fin qui alla posa in opera dei due tubolari e di far provvedere, in caso di accertata natura abusiva dell’operazione, a prendere i dovuti provvedimenti finalizzati al ripristino dello stato antecedente dei luoghi.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, anche per via telematica, che si richiede ai sensi degli artt. 2,3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS)

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Ieri ci siamo recati sul posto ed abbiamo verificato che l’impianto non è stato ancora installato e da oggi provvederemo a monitorare l’area per vedere se veramente questa ditta (di cui si conoscerà il nome solo quando l’impianto apparirà) ha il coraggio di violare la nuova normativa in materia di cartelloni che è ancora in fase di attuazione.

buco

Da segnalare, con ulteriore preoccupazione, il fatto che al reparto GSSU della PLRC è stato tolto il compito di occuparsi di cartelloni abusivi, senza che sia stato indicato chi lo assume al loro posto.

L’aspettativa è che le istituzioni reagiscano immediatamente a questo atto di protervia di una ditta privata (come altro chiamare l’iniziativa di recintare un pezzo di suolo pubblico e farci due enormi buchi senza avere uno straccio di autorizzazione?) ripristinando immediatamente il marciapiede ed individuando e punendo i responsabili dell’intervento.

Qualcosa ci dice però che questo potrebbe non accadere. Se così fosse sarebbe un segnale devastante che il commissario Tronca, che ne sia conscio o meno, dà ai tanti furfanti che l’ex-assessore Leonori era riuscita in qualche modo a mettere in riga.

Purtroppo questo è un brutto modo di iniziare il nuovo anno ed a noi che eravamo parte dell’associazione Bastacartelloni non può non riportarci indietro di quattro anni, quando combattevamo contro il cancro cartellonaro sia nelle sedi istituzionali che per le strade, rispondendo a volte alla prepotenza di tante ditte con la loro stessa moneta.

Era proprio nei primi giorni di gennaio di quattro anni fa che i cosiddetti holebusters (letteralmente “demolitori di buchi”) si guadagnavano le cronache francesi, con France2 che gli dedicava un servizio in prima serata (qui dal minuto 2:00).

La domanda che chi scrive si pone è: se uno fa un buco sul marciapiede, violando la legge, ed io quel buco glielo chiudo, commetto anch’io un reato? Non che qui si voglia istigare alla giustizia privata, e la nostra lunga storia con Bastacartelloni sta lì a dimostrare come abbiamo sempre creduto nell’importanza di rispettare la legge, ma l’adagio che dice “a brigante, brigante e mezzo” un senso ce l’avrà pure, o no?

Intanto su quei buchi abbiamo acceso dei riflettori e semmai verranno utilizzati per installarvi un nuovo impianto saremo senz’altro i primi a salutarlo.

 

P.s.: quando le istituzioni si degneranno di riconoscere l’immenso lavoro che da anni l’Arch. Bosi sta facendo sulla materia dei cartelloni, impiegando tempo e risorse infinite, oltre che una competenza inattaccabile, per contribuire a ricondurla entro ambiti di legalità e civiltà, sarà sempre troppo tardi.

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5 risposte

  1. Purtroppo Bastacartelloni e’ stata sciolta troppo presto, confidando che con l’approvazione del prip fosse tutto sistemato. In questa città bisogna aspettare la fine dei giorni x cantare vittoria. Sarebbe auspicabile che Diarioromano tornasse a essere Bastacartelloni!

  2. Bastacartelloni non è stata sciolta, ma anzi quando necessario continua ad essere coinvolta direttamente nel processo di revisione della disciplina degli impianti pubblicitari.
    Il fatto che la riforma del settore è stata avviata e che l’amministrazione, almeno finché c’era l’assessore Leonori in carica, abbia in qualche modo ripreso il controllo della situazione ha spinto alcuni dei componenti storici di Bastacartelloni ad ampliare il raggio d’azione occupandosi anche dei tanti altri degradi della città.
    Crediamo però di aver già dimostrato di continuare ad avere molto a cuore la questioni cartelloni ed ogni volta che ne abbiamo occasione ci torniamo con convinzione. Lo abbiamo fatto col cartellone sotto l’Olimpica, con la ditta che ha preferito riportarselo a casa dopo le nostre denunce, e lo faremo adesso con questo nuovo atto di prepotenza in viale Mazzini. Sia chiaro che se la ditta procederà all’istallazione dell’impianto daremo di tutto per farglielo rimpiangere, legalmente.

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