PGTU approvato dall’Assemblea Capitolina, con qualche problema

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IL NUOVO PGTU Il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) è uno strumento di programmazione della mobilita nel breve e medio periodo. L’ultimo PGTU a Roma fu approvato nel 1999 ed era vigente fino all’approvazione di ieri. Nel frattempo però la città si è data un nuovo Piano Regolatore e sono state urbanizzate nuove zone che, non incluse nel PGTU, hanno dovuto risolvere il problema della mobilità ricorrendo essenzialmente al mezzo privato.

Il nuovo PGTU appena approvato in Assemblea Capitolina è un documento complesso di oltre 200 pagine, più di 600 contando gli allegati. A detta di molti è un utile ed anzi necessario strumento per sperare di attaccare uno dei maggiori problemi che Roma deve risolvere, comune peraltro a tutte le grandi città del mondo, ossia quello della mobilità. Al suo interno viene previsto un aumento ed un miglioramento del Trasporto Pubblico Locale oltre all’utilizzo di varchi elettronici per proteggere l’anello ferroviario con modalità di accesso simili all’ecopass adottato a Milano.

Ci piacerebbe dare un quadro generale di questo nuovo piano, e per questo ci rendiamo disponibili ad accogliere contributi da chi abbia avuto modo di approfondirlo. Nell’immediatezza della sua approvazione vogliamo però far rilevare un punto che ha sollevato le proteste di numerose associazioni del centro storico e non, che hanno preannunciato un ricorso collettivo al TAR. Si tratta di una parte della disciplina delle nuove “isole ambientali”, definite dal PGTU come “… zone urbane racchiuse all’interno di ciascuna maglia della viabilità principale”, “Sono dette isole in quanto interne alla maglia della viabilità principale ed ambientali in quanto finalizzate al recupero della vivibilità degli spazi urbani”.

Detta così sembrerebbero una buona cosa e per farsi un’idea si può pensare all’area del Tridente, dove dall’ottobre dello scorso anno è stata creata la prima “isola ambientale” del centro storico. Tutto il centro storico si prevede dovrà essere suddiviso in isole ambientali, così come tante altre zone della città, da cui l’importanza di questo nuovo strumento.

ISOLE AMBIENTALI Il problema sollevato dalle associazioni è la previsione nel PGTU di eliminare ogni separazione dei flussi di traffico all’interno delle isole ambientali, stabilendo che pedoni e veicoli condividono completamente lo spazio stradale. Questo l’estratto dal PGTU che descrive la nuova filosofia:

“All’interno delle isole ambientali viene favorito il pedone e in generale la mobilità lenta: si passa dalla separazione all’integrazione e convivenza delle diverse componenti del traffico, fino alla totale condivisione degli spazi stradali tra pedoni, ciclisti e veicoli a motore.”

Si chiedono le associazioni: come è possibile parlare di favore per il pedone se poi lo stesso viene costretto a condividere lo spazio stradale con tutti i veicoli? Come è pensabile che lo stesso spazio possa essere utilizzato in sicurezza da componenti deboli del traffico come bambini, anziani e disabili e componenti forti come furgoni, autobus e autocarri?

Domande che in effetti non sembrano oziose e, più in generale, non si possono non condividere le perplessità sul senso del passaggio del PGTU riportato.

LE NORME NAZIONALI A dare ulteriore sostanza ai rilievi delle associazioni è l’affermazione che la commistione tra pedoni e veicoli viola tutta una serie di norme nazionali, che invece prescrivono la completa separazione tra le componenti di traffico, a tutela di quelle più deboli.

La motivazione che starebbe dietro a questa nuova disciplina viaria, stando sempre alle associazioni, è la necessità di rendere disponibili ad altri utilizzi le parti di carreggiata normalmente riservate ai pedoni. In altre parole, si sposta tutto il traffico al centro delle strade, pedoni e veicoli insieme, per fare spazio ai lati a tavolini, bancarelle ed altre occupazioni varie.

Questa motivazione, benché non espressa nel PGTU, sembrerebbe confermata da un ordine del giorno approvato ieri e presentato da alcuni consiglieri della Lista Civica Marino. L’odg chiede al Sindaco e all’assessore alla Mobilità “… di considerare, nella fase realizzativa delle isole ambientali, dove si ha la condivisione degli spazi stradali tra pedoni, ciclisti e veicoli a motore, di adottare i più alti standard di vivibilità urbana e sicurezza stradale, attuando la massima riduzione del traffico motorizzato e uniformando la velocità di tutte le componenti a quelle pedonali. Sarà altresì necessario garantire il più ampio e accurato controllo possibile per evitare che la diminuzione del traffico, anche locale, in dette isole non comporti di contro uno sconsiderato aumento di occupazione delle strade e vicoli da parte dei tavolini dei pubblici esercizi”.

Considerata l’attuale efficacia dell’amministrazione nel reprimere l’abusivismo commerciale, sia esso da tavolini, bancarelle o venditori ambulanti, c’è da aspettarsi che un tale odg rimanga una pia illusione. E sull’utilità di uniformare la velocità di tutte le componenti di traffico ai fini della sicurezza, chi scrive non si sente molto rassicurato dal sapere che l’autocarro che ha alle sue spalle mentre cammina deve andare alla sua stessa velocità.

In ogni caso, se dovesse essere confermata la violazione delle norme nazionali preordinate e ciò fosse confermato dal TAR, assisteremmo all’ennesima bocciatura di un provvedimento che invece contiene elementi utili a trasformare in senso positivo la mobilità a Roma.

Segue l’elenco delle associazioni che hanno firmato i rilievi:

Vivere Trastevere, Comitato Per la Bellezza, Associazione Piazza Navona e Dintorni, Associazione Residenti  Campo Marzio, Comitato Abitanti Rione Monti, Associazione Via degli Ausoni San Lorenzo”, Associazione Roma è la Mia Città.

 

P.s.: chi scrive è parte in causa nella questione e quindi assolutamente sospettabile di faziosità. Eventuali opinioni contrarie sono però le benvenute e possono essere espresse nei commenti o, se più articolate, in contributi che potranno essere presentati come articoli.

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