Bus e tram bloccati dalla sosta selvaggia: servono azioni rapide e tempi certi di rimozione

A Roma in media 8 episodi al giorno con blocchi maggiori di 30 minuti. A Milano il tempo di intervento è minore. Il caso accaduto lunedì che ha paralizzato il quartiere africano

A Roma è quasi normale assistere a bus o tram bloccati a causa di vetture in sosta selvaggia. Non è certamente una responsabilità di Atac ma delle persone che parcheggiano male infischiandosi delle regole e del buon senso. L’azienda di trasporto, però, dovrebbe dotarsi di un protocollo interno per intervenire in fretta in casi del genere e garantire il ripristino della circolazione nei tempi più brevi possibili.

A volte si assiste a interventi rapidi che riescono a risolvere il problema nell’arco di mezz’ora o quaranta minuti. Altre volte trascorrono ore prima che si possa fare qualcosa. L’episodio che vi raccontiamo oggi è piuttosto insolito e non può essere addebitato ad Atac ma suscita qualche interrogativo.

E’ lunedì 18 marzo e in viale Somalia si stanno completando le potature pertanto il traffico in direzione Salaria è interdetto e viene deviato sulla parallela via Pietro Mascagni. Si tratta di una strada residenziale e stretta per cui può sopportare il passaggio delle automobili ma non certo degli autobus. Intorno alle ore 11.30, un bus della linea 235 gestito da RomaTpl per conto di Atac resta bloccato nella stretta via Mascagni.

Il caos nella zona diventa incontrollabile. Viale Somalia, infatti, è chiusa e l’unica altra strada percorribile è bloccata. Nell’arco di un’ora il quadrante è totalmente paralizzato. L’autista del mezzo, interrogato da diarioromano, risponde di aver eseguito gli ordini della centrale operativa (immaginiamo quella di RomaTpl), la quale avrebbe indicato la via Mascagni come percorso alternativo. La cosa sembra alquanto improbabile perché si tratta di una strada troppo difficile da percorrere per un bus ma non si hanno certezze in proposito. Potrebbe pure essere stato un errore di valutazione della centrale.

Fatto sta che alcuni solerti cittadini hanno tentato di regolamentare il traffico impedendo l’accesso a via Mascagni per evitare di trovarsi in un imbuto infernale. Trascorre molto tempo e non si vedono all’orizzonte né vigili urbani, né carri attrezzi. Solo alle 15.00 circa una pattuglia della Polizia Locale ha preso il controllo della situazione che è stata poi sbloccata a metà pomeriggio.

Si è trattato di un caso anomalo, siamo d’accordo, ma è lo spunto per domandarsi se vi siano dei tempi che le aziende di trasporto debbano rispettare per far tornare in servizio i propri mezzi. A piazza Bologna, a dicembre 2022, un bus bloccato dalle auto della movida diventò oggetto di scherno da parte dei giovani presenti in zona che addirittura iniziarono a saltarci sopra. I tempi di attesa per la rimozione delle auto erano stati eccessivamente lunghi. A dicembre del 2023, il 309 resta incastrato nella stessa piazza e fu solo per l’intervento dell’automobilista indisciplinato che la questione si è risolta in 30 minuti. Negli stessi giorni, il 912 (gestito da RomaTpl) per un guasto al mezzo, ha paralizzato la Balduina dalle 7.30 alle 11.30. Ben quattro ore per rimuovere un bus!

Gli esempi potrebbero continuare all’infinito e sarebbe utile che Atac e le altre aziende concessionarie (Roma Tpl, Trotta) predisponessero una tempistica certa degli interventi. Nel caso di RomaTpl, i carri attrezzi di cui si serve fanno capo ad una società del medesimo gruppo. Atac invece si serve di aziende convenzionate col Comune. Ovviamente molto dipende dalla disponibilità di carri attrezzi in quel preciso momento ma garantire tempi di intervento certi significa prevedere un numero maggiore di carri pronti a mettersi in strada e assicurare una più rapida ripresa della mobilità.

La città di Milano ha calcolato che in media, nel corso di un anno, vengono gettate via 2.300 ore di servizio dei mezzi Atm per bus incagliati. La durata media del blocco a Milano è di 30 minuti, segno che l’azienda di trasporto (che gestisce anche la rimozione) riesce a offrire tempi celeri. Nel capoluogo lombardo si registrano circa 5 episodi al giorno.

A Roma sono notevolmente di più tanto è vero che da quando Atac ha iniziato a denunciare in Procura gli automobilisti che bloccano i suoi mezzi, ha presentato una media di 8 esposti al giorno. La querela viene effettuata solo se il blocco supera i 30 minuti, dunque a Roma avvengono almeno 8 episodi con una durata superiore alla mezz’ora. E’ qui che occorre incidere e provare a organizzare un’attività di rimozione più rapida ed efficace.

 

 

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