Per coprire la sua incapacità la Raggi continua ad appropriarsi del lavoro altrui

La sindaca annuncia l'apertura di un parco che in realtà la sua amm.ne ha ritardato per quasi 2 anni. La spiegazione del presidente Caudo grazie al quale la vicenda si è sbloccata

Ieri la sindaca Virginia Raggi ha pubblicato il seguente post sulla sua pagina facebook:

 

 

Una notizia apparentemente innocua, abbastanza vaga (“… presto aprirà al pubblico“) e anche oscura; cosa vuol dire infatti che “… il privato costruttore … ha il parco in convenzione fino a inizio maggio“? Perché il privato ha il parco in convenzione se esso è chiuso?

Ovviamente il post riceve molti commenti positivi, la stragrande maggioranza dei quali provenienti da fuori Roma. Eccone uno emblematico (occhio al “mandrache“):

 

 

 

Quel post della sindaca sarebbe rimasto così, anonimo e poco significativo, se non fosse però intervenuta l’esauriente spiegazione del presidente del Municipio III, Giovanni Caudo, pubblicata sulla sua pagina facebook:

 

 

Così scopriamo che non solo la sindaca e la sua giunta non hanno fatto nulla per quel parco, ma con il loro comportamento omissivo hanno fatto sì che i due anni di manutenzione obbligatoria del privato siano passati col giardino chiuso!?!

Si chiarisce così il passaggio oscuro del post della Raggi: “… il privato costruttore … ha il parco in convenzione fino a inizio maggio“. Ma ci si chiede se chi produce i post della sindaca si renda conto di quello che scrive.

 

Il presidente Caudo è anche in grado, a differenza della sindaca, di dare la data di riapertura del parco, il prossimo 13 marzo.

 

Ci è ricascata la sindaca Raggi col suo malcostume di provare a mettere il cappello sul lavoro altrui. Col presidente Caudo l’aveva già fatto nell’ottobre 2019, quando aveva provato a prendersi il merito della pista ciclabile a Conca d’Oro.

 

Purtroppo trattasi di vero e proprio vizietto della Raggi. Scorrettezza simile l’ha infatti anche fatta il 1 marzo scorso, quando ha annunciato la riapertura al pubblico del mausoleo di Augusto. Scrive la sindaca:

Abbiamo raggiunto questo traguardo importantissimo con il lavoro di squadra di Roma Capitale e il sostegno prezioso della Fondazione TIM, sensibile e generosa nei confronti del nostro patrimonio artistico, storico e culturale.

 

Neanche una menzione per chi quel “sostegno prezioso” l’aveva trovato, ossia Ignazio Marino; quello stesso Marino che aveva trovato il mecenate russo per restaurare gli affreschi della sala degli Orazi e Curiazi, anch’essa inaugurata dalla Raggi senza rendere i dovuti meriti; lo stesso Marino che aveva trovato nella Repubblica dell’Azerbaigian lo sponsor per finanziare gli scavi della via Alessandrina, anche questa celebrata dalla Raggi senza neanche citare chi l’intervento l’aveva reso possibile.

 

Tante ripetute piccole bassezze di un sindaco che evidentemente deve rubare il lavoro altrui per cercare di nascondere il suo fallimento.

Ma se tra sei o sette mesi Virginia Raggi sarà solo un brutto ricordo per Roma, e quelle bassezze riguarderanno solo lei, la cosa più preoccupante è che la prossima amministrazione si troverà senza neanche uno straccio di progetto da portare avanti.

Oltre alle iniziative ricordate prima, la Raggi si era ritrovata progetti avviati per la città di Roma: il nuovo stadio, le torri dell’EUR, gli ex-mercati generali, l’ex-fiera di Roma, per citare i più importanti. Ebbene l’attuale sindaca è stata in grado di bloccare tutto, lasciando un’infinita distesa di macerie su cui la prossima amministrazione dovrà ricominciare da zero.

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