“Non sono state date spiegazioni”

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Noi temiamo sinceramente che a volte al Presidente Coia sfugga la realtà delle cose. Come altro interpretare il post che ha pubblicato ieri sulla sua pagina facebook?

Piccolo preambolo. L’altro giorno qualche decina di ambulanti è scesa in strada sotto l’assessorato al commercio lamentando il rischio di perdere le licenze a causa di un articolo del nuovo regolamento per il commercio su area pubblica promosso dal Presidente Coia ed approvato agli inizi di giugno dall’Assemblea Capitolina. Lo stesso Coia ha incontrato questi ambulanti rassicurandoli che l’articolo incriminato sarebbe stato prontamente modificato. Nella seduta dell’Assemblea Capitolina di ieri la maggioranza ha provato a presentare una mozione, prima firmatario Coia, per impegnare il Sindaco e la Giunta a modificare il regolamento così come concordato con gli ambulanti; trattandosi di mozione non inserita nell’ordine del giorno era necessario l’accordo di tutti i gruppi, accordo che il PD ha rifiutato, costringendo così la maggioranza ad aspettare la prossima riunione dell’Assemblea Capitolina.

 

Ecco il post di ieri di Coia:

Il PD dice no alla discussione della mozione ex art. 58 sulla modifica della delibera 30 ed al dialogo con le associazioni di categoria preoccupate per la decadenza delle autorizzazioni delle rotazioni.

Inspiegabile questa chiusura che avrebbe favorito il dialogo democratico e posto fine alle preoccupazioni degli operatori del settore.

Non sono state date spiegazioni.

 

Ma come? Fai un regolamento praticamente dettato dagli ambulanti, tant’è che le proteste sono state insignificanti, lo fai approvare in fretta e furia dall’Assemblea Capitolina costringendo tutti a sedute fiume non si sa perché (o forse sì), ci metti un’unica misura che potrebbe diminuire l’esorbitante numero di licenze presenti a Roma (12.000!?!), ed al primo refolo di vento ti cali le brache e corri a modificare quanto difeso a spada tratta poche settimane prima???

E in tutto ciò te la prendi con l’opposizione per aver non dico contrastato l’atto, giacché purtroppo non ci aspettiamo tanto dall’attuale opposizione, ma solo mancato di aderire alla somma urgenza con cui volevi provvedere a placare gli animi del gruppetto di ambulanti?

 

Non sarà lei, Presidente Coia, che dovrebbe dare delle spiegazioni di come sia possibile cambiare idea così repentinamente su un provvedimento che aveva difeso come un leone?

Peraltro, visto che ci siamo e che è passato un mese dall’approvazione del regolamento, vorrebbe anche spiegarci come mai la situazione sulle strade non si è minimamente modificata né si colgono segnali o preoccupazioni di qualcuno che la cosa possa avvenire?

 

Di seguito la mozione presentata e che presumibilmente verrà discussa nella prima Assemblea Capitolina utile.

 

mozioneCoia

Si direbbe che la “profonda crisi economica” non ci fosse agli inizi di giugno, quando il regolamento fu approvato con sommo orgoglio del Presidente Coia.

La verità, ai nostri occhi, è che Coia ha scelto di difendere le ragioni della lobby degli ambulanti ed evidentemente ha deciso, un po’ in ritardo, che neanche quegli sfigati delle licenze a rotazione andavano penalizzati; da qui la necessità di un ritocchino al suo splendido provvedimento (splendido per gli ambulanti, ovviamente) per assicurare a tutti la tutela più completa. Come abbiamo già scritto, non c’è nulla di male o di illegittimo a prendere le difese di una lobby. Peccato però che questo sia avvenuto DOPO le elezioni in cui il Coia è stato eletto, mentre PRIMA di tali elezioni tutti lo conoscevano per ben altre, opposte, posizioni.

 

La domanda che ci poniamo è: se gli ambulanti hanno il loro campione in seno all’amministrazione, a chi mai potranno raccomandarsi tutti gli altri esercenti, quelli che pagano fior di affitti, che battono gli scontrini, pagano tutte le tasse e gabelle dovute, che sottostanno a tutte le norme igieniche e di sicurezza, ecc.?

Sarà interessante quanto ancora le associazioni di categoria del commercio “normale” staranno a guardare sempre più negozi chiudere, anche a causa della concorrenza sleale delle bancarelle, prima di decidersi ad alzare la voce e magari a scendere a loro volta in piazza.

Tanto l’ultima degli ambulanti ha dimostrato che l’attuale amministrazione se la fa sotto anche per pochissimo. Come ci ha scritto qualcuno nei commenti su facebook:

e poi loro si sentivano quelli capaci di resistere alle grandi lobby finanziarie mondiali, quando correrebbero dietro anche alla lobby dei pulitori di vetro ai semafori.

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