Londra chiama Roma – I bagni pubblici

2 Commenti

toilets a londra3

 

Il tempo vola e sono già sette mesi di Londra, che più o meno vogliono dire 200 sfumature di cielo grigio (ma non solo perché a Londra non piove sempre…..ma questa è un’altra storia) e un numero crescente di pinte di birra, man mano che la vita sociale si fa più intensa. Bere una pinta al pub con gli amici è piacevole e rilassante però c’è un aspetto di questa abitudine che ha generato alcune riflessioni. Bere birra in compagnia vuol dire correre al bagno un’infinità di volte, un fiume urgente di pipì e, per me, il terrore di non farcela a trovare un bagno pulito.

Poco avvezza a questa vita liquida, da sempre mi inibisco di fronte a un bagno sporco. Divento ansiosa e sto male, decido addirittura di non bere. Insomma, un supplizio.

Dopo numerose esperienze posso dire con certezza, e poche eccezioni, che fare pipì in un pub di Londra è un’esperienza finalmente piacevole. Mi affascina molto la pulizia dei bagni pubblici, soprattutto le toilets dei pub storici: mattonelle dai colori caldi, specchi antichi, profumo di lavanda, crema per le mani, carta igienica, prodotti per l’igiene personale.

toilets a londra2

 

 

Anche mentre scrivo provo ammirazione e meraviglia per questo popolo che si comporta in modo corretto in un bagno pubblico. “Shoot straight!” si dice a Londra, e non solo in senso metaforico a quanto pare. Potreste obiettare che non sono stata in un bagno per Signori, ma non è così. Prima di tutto dopo qualche birra a volte capita di aprire la porta dei “Gentleman” per una sbirciatina accidentale…..”So sorry!”. Ma la verità è che ho i miei informatori e la maggior parte delle persone di sesso maschile intervistata afferma che, a suo giudizio, la tazza è quasi sempre in ottime condizioni e nessuno schizzo vieta loro di sedersi se il bisogno dovesse trasformarsi in una seduta più lunga.

C’è da aggiungere che sulla porta del bagno c’è un foglietto con i turni delle pulizie e il numero da contattare in caso di lamentele. Non si vedono graffiti osceni e i numeri di telefono per prestazioni sessuali non li troverete incisi sulle pareti del bagno.

Insomma, ci siamo capiti. Vi avevo promesso che non avrei fatto confronti e infatti non li farò, però vivere in questa città con i bagni puliti mi dà una specie di gioia “intima”. Sapere che nei bagni ti aspetta la carta igienica al profumo di “Forget me not” e la crema per le mani, insomma un bagno pulito e accogliente, mi ha fatto dimenticare l’ansia opprimente che mi prendeva nei bagni pubblici.

Per questo articolo è tutto dalla vostra corrispondete a Londra. Alla prossima volta! E mi raccomando … “no squirting”.

 

Articoli correlati

2 Commenti

    • Giovanna

      Gentile Giuliano,
      Sono felice che abbia letto il mio articolo e che lo abbia trovato stimolante. Donna Moderna non è una rivista che leggo per documentarmi sulla lingua inglese; per quello suggerisco il dizionario.

Partecipa alla discussione

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono indicati con (richiesto)

Tweets

Obbligo per chi risiede in Italia di cambiare la targa straniera in una italiana entro 60 giorni. A Roma non pagate il 74% delle multe a veicoli stranieri. Una delle poche cose buone del decreto sicurezza. diarioromano.it/?p=27611

Adesso che @virginiaraggi ha superato due prove impegnative (sentenza e referendum), lanciamo un appello alla Sindaca perché ascolti di più i suggerimenti dei cittadini. Collaboriamo tutti alla rinascita di Roma. diarioromano.it/?p=27718

Cosa sarà del trasporto pubblico romano dopo il fallimento del #ReferendumAtac ? L'analisi di @MercurioPsi e una proposta di transizione per garantire i km che Atac perde ogni anno. @TreninoBlu @metroxroma @TplRoma diarioromano.it/?p=27703

Riflessioni sul risultato del #ReferendumAtac. Amarezza per una città irriformabile e per una giunta che ha volutamente nascosto ai romani la consultazione. I cittadini che aspettano ore il bus se la prendano con loro stessi. @MercurioPsi diarioromano.it/?p=27662

Video diario
  • Tutto gettato in terra dai rovistatori

    Africano: vi avevo scritto un anno fa ma tutto è rimasto uguale. I rovistatori o chissà chi lasciano in terra ogni cosa. Basta! Mariella C.

  • Ancora col senso civico?!?

    Il rispetto e amore per la cosa pubblica a Roma va ricostruito e ci vorrà tempo, ma nell'immediato occorre reprimere gli abusi con costanza

Newsletter
Rimani aggiornato! Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere direttamente nella tua casella di posta elettronica gli ultimi articoli pubblicati.