Ad oggi solo circa la metà dei treni mandati in revisione sono rientrati rispetto ai 18 previsti. Considerando anche lo stato delle proroghe concesse da ANSFISA e al Giubileo ormai alle porte, il quadro è particolarmente preoccupante

È da poco rientrato in servizio il 10° treno metropolitano modello CAF.300. ATAC ha stipulato il contratto di manutenzione per i 51 treni di questo tipo, su delega di Comune e Regione, con fondi MIT assegnati a fine 2017, già urgenti allora.

Questi treni sono così distribuiti: 38 su MetroA (il 100% della flotta), 8 su RomaLido (insieme a una manciata di vecchi treni MA200), 5 su MetroB/B1 (insieme a 18 CAF.400 e un numero imprecisato di vecchi MB100/300). L’appalto a lotto unico per le revisioni l’ha vinto il Gruppo ALSTOM, dopo ritardi burocratici ed un contenzioso con la ditta concorrente CAF, che è anche la costruttrice dei treni. L’avvio delle manutenzioni è avvenuto solo a fine 2021.

Il cronoprogramma prevedeva che per Maggio 2024 fossero tornati in circolazione 18 treni revisionati, ne sono rientrati invece solo 10 (il 55%), di cui 4 su MetroA, 4 su RomaLido, e 2 su MetroB/B1, questi ultimi sottratti dalla MetroA per tamponare il crollo del servizio dovuto alle manutenzioni sugli altri modelli di treni.

Questi ritardi erano ipotizzabili, per vari motivi. I treni che stanno andando in revisione hanno accumulato molti più km rispetto al normale limite, hanno quindi un maggiore debito manutentivo che si traduce nella necessità di più ore di manodopera. Inoltre ALSTOM ha battuto CAF nella gara, ma deve rivolgersi a CAF per le parti di ricambio, ma anche per servizi di ingegneria il caso si trovi di fronte a guasti non risolvibili coi normali manuali di manutenzione. Data per scontata la correttezza industriale di CAF nel fornire supporto ad ALSTOM, non possiamo però scommettere che si sbraccerà per dare massima priorità alla concorrente. Infine, l’avvio di attività su una specifica flotta di mezzi ad alta tecnologia può richiedere dei tempi iniziali maggiori per quello che si definisce “apprendimento”. Le tempistiche per i prossimi treni potrebbero quindi accorciarsi, ma senza troppo ottimismo.

La maggior parte dei treni in servizio su MetroA ancora da revisionare, sta circolando grazie a delle proroghe concessa da ANSFISA (l’Autorità Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie), il cui eventuale e sempre possibile mancato rinnovo, pende come una spada di Damocle sugli utenti (mentre ATAC incassa dei “bonus” in caso di mancato servizio, perché le revisioni sono a carico del Comune).

 

Già molto tempo fa avevamo anticipato la criticità, indovinando la previsione sulla riduzione del servizio MetroA nel 2023, che è stata quasi del -18% rispetto agli obiettivi del Concordato, di cui un -5% circa dovuto alle chiusure anticipate alle ore 21 per la sostituzione dei binari.

Il ritardo nelle revisioni, lo stato delle proroghe e il Giubileo2025 ormai alle porte, rendono il quadro particolarmente preoccupante. I nuovi treni (12 per MetroB e 2 per MetroA), in costruzione presso gli stabilimenti Hitachi Rail, inizieranno ad arrivare per fine anno, ma non saranno comunque sufficienti a coprire le esigenze. Per motivi di opportunità, lo scenario potrebbe essere quello di tirare al massimo per sopravvivere durante il Giubileo2025, mettendo una pesante ipoteca per quello che sarà poi il servizio nel 2026.

 

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