“Fake news” anche con manifesti abusivi

Occorre difendersi dalle cosidette “fake news” che sempre più spesso incontriamo sui social o su improbabili siti internet. Provocano indignazione, grida scomposte, messaggi violenti da parte di tante persone che non si pongono la minima domanda sulla loro veridicità (basti pensare alla notizia sulla sorella della Presidente della Camera Boldrini che avrebbe gestito 340 cooperative per migranti (!) e che nella realtà è morta da anni).

A Roma (dove i difetti peggiori degli italiani si amplificano per qualche oscura ragione) le fake news arrivano anche via manifesto. Non solo quindi affissione abusiva e illegale che insozza la città, ma pure falsa e bugiarda. Parliamo della cartaccia che ha ricoperto quasi tutte le stazioni della Metro B nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi.

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manifesti abusivi aci

Si dà al Pd la responsabilità dei licenziamenti di Almaviva, della crisi Alitalia e di 600 “previsti” esuberi in Aci Informatica. Il manifesto è firmato “Lavoratrici e lavoratori di Aci Informatica”, una sorta di anonimato molto facile da smascherare. Basta fare una ricerca su Google per risalire al comunicato stampa delle Rsu di Aci Informatica che rivendicano l’azione di “massiccio attacchinaggio per le strade di Roma“.

Nel comunicato si legge che l’articolo 4 del Decreto approvato lo scorso 12 maggio dal Consiglio dei Ministri “dispone il licenziamento di oltre 600 lavoratrici e lavoratori di Aci Informatica e dell’indotto“. Insomma una classica azione di disinformazione, perpetrata con mezzi illegali, cioè manifesti abusivi, rivendicata da sedicenti organizzazioni sindacali.

Per prima cosa il Consiglio dei Ministri non ha approvato ancora alcun decreto, ma solo uno schema. Seconda cosa all’articolo 4 non si dispone alcun licenziamento (e come potrebbe essere altrimenti!) ma si stabilisce una fondamentale semplificazione per i cittadini italiani. Si tratta, infatti, di dare attuazione a quella parte della legge Madia che prevede di unificare il Pra alla Motorizzazione Civile in modo che l’automobilista abbia un solo documento di proprietà del veicolo: dal 1° luglio 2018 l’attuale libretto di circolazione (di competenza della Motorizzazione) e l’attuale foglio di proprietà (di competenza dell’Aci) verranno riunificati in un unico documento. Per semplificare la vita di tutti noi e per allinearci a quanto accade in tutto il mondo occidentale, oltre a registrare un risparmio nelle compravendite di veicoli che si aggirerà sui 30/35 euro. La riforma prevede solo ed esclusivamente questo e non stabilisce alcun licenziamento come ciascuno può leggere nella bozza del Decreto. Sul futuro dei dipendenti di Aci e della Motorizzazione tutto è ancora da scrivere, tanto è vero che molti lavoratori Aci saranno dirottati alla Motorizzazione che oggi conta circa 3500 dipendenti sui 7000 previsti in organico.

Sebbene sia comprensibile la preoccupazione per la tutela dei propri posti di lavoro, niente può giustificare un attacchinaggio così massiccio e la diffusione di notizie così false.

Ma ciò che è peggio è la totale assenza di sanzioni per chi ha sporcato Roma in questo modo. Una multa severa comminata alla RSU di Aci Informatica farebbe perdere il vizio a questi personaggi e sarebbe un esempio importante per tutti gli altri. Roma, in quanto capitale, deve pagare il prezzo di vedere i propri muri imbrattati per qualsiasi rivendicazione di carattere nazionale. Se non si inaspriscono multe e controlli, la città sarà sempre considerata lo sfogatoio di Italia.

 

 

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3 risposte

  1. Gentilissimo Filippo Guardascione ho avuto modo di leggere l’articolo 4 contenuto nel decreto in questione che da quanto sembra lei conosca molto bene ed effettivamente non trovo nessuna riga del testo che indichi esplicitamente “il licenziamento di oltre 600 lavoratrici e lavoratori di Aci Informatica e dell’indotto”, ma a volte è opportuno non leggere LE RIGHE ma FRA LE RIGHE.
    Sperando di non offenderla le consiglierei di guardare sempre oltre l’ostacolo perché l’unico obiettivo che tutti ci proponiamo e quello di lasciare ai nostri figli un mondo più giusto di quello che oggi viviamo.
    Per sottolineare la fondatezza del problema occupazionale la rimando alla mozione approvata unanime (quindi da tutti i partiti politici che la compongono) dall’assemblea capitolina il 23/05/2017
    http://www.askanews.it/cronaca/2017/05/23/roma-ok-unanime-da-aula-a-mozione-su-crisi-aci-informatica-pn_20170523_00406/

    Concludendo le auguro buon lavoro.

    1. Luigi la ringrazio per le sue considerazioni e comprendo benissimo la preoccupazione di vuole tutelare il proprio posto di lavoro. Ma la chiusura di un ramo di azienda non sempre corrisponde al licenziamento dei lavoratori. Anche le province sono state eliminate ma neanche un solo dipendente è rimasto senza lavoro. E’ ovvio che occorre da parte dei lavoratori di Aci Informatica avere delle garanzie sul proprio futuro, ma questo non autorizza a sporcare i muri della città né a dare informazioni sbagliate. Se si facesse la stessa cosa per ogni rivendicazione sindacale ?

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