Comandante della Polizia Locale: un cambio potenzialmente da brividi!

Con Angeloni a fine mandato, pare che il favorito per sostituirlo sia un comandante con un potenziale conflitto di interessi passato e futuro

Il sindaco Gualtieri ha aspettato che il comandante generale della Polizia Locale, Ugo Angeloni, giungesse a fine mandato per pensare ad un suo avvicendmento, almeno stando alle indiscrezioni di stampa uscite ieri. E già questo va ascritto a demerito del sindaco, avendo perso due anni per mettere mano a quello che già nel 2017 avevamo definito il problema numero uno della città di Roma.

Che Roma sia infatti una città in cui si è perso qualsiasi senso della legalità, in tutti gli aspetti del vivere civile, non è purtroppo una novità e ciò preclude qualsiasi possibilità che la città esca dalla spirale di degrado in cui annaspa da anni.

Come, ad esempio, si può pensare di migliorare la mobilità cittadina se la sosta selvaggia è la norma, con corredo di linee bus e tram bloccate ogni giorno da veicoli in sosta d’intralcio?

Oppure, come si può sperare di regolare la gestione dei rifiuti o il commercio cittadino se qualsiasi comportamento illecito rimane sistematicamente impunito?

Ma soprattutto, si può continuare ad assistere inerti alla terribile strage stradale in corso a Roma, in cui la maggiore responsabilità non può che risiedere nella totale assenza di controlli da parte delle forze dell’ordine, Polizia Locale in primis?

 

Senza ombra di dubbio, la ragione principale di questo vero e proprio far west romano risiede nella totale inconsistenza del corpo di polizia cittadino, la Polizia Locale di Roma Capitale (PLRC).

Alla base di tutto questo vi è una conclamata scarsità di risorse, sia in termini di agenti (da anni la PLRC è drammaticamente sotto organico) che di mezzi, ma ciò non può affatto sminuire le gravissime responsabilità della dirigenza del corpo, che pare addirittura crogiolarsi nella sua condizione di irrilevanza.

Al di là infatti delle risorse a disposizione, l’importanza di una guida adeguata per il corpo fu dimostrata dal pur breve mandato del comandante Raffaele Clemente, il dirigente della Polizia di Stato chiamato nel 2013 da Ignazio Marino a dirigere la PLRC. Clemente introdusse importanti novità nel corpo, sia tecnologiche (“Io Segnalo”, street control) che organizzative (rotazione degli incarichi degli agenti), che diedero una scossa ai vigili romani; ne scaturirono reazioni pesantemente negative (come quella specie di “diserzione” generale degli agenti nel capodanno del 2014), ma si cominciarono a vedere segnali di rinnovamento che facevano ben sperare.

Purtroppo la sindaca Raggi decise di fermare quell’esperienza, preferendo resturare le vecchie dinamiche del corpo tanto care ai sindacati interni, accettando le rituali dimissioni di Clemente e sostituendolo con una figura interna alla PLRC.

Da lì si è ritornati alla cara vecchia e inutile Polizia Locale, fatta di vigili inesistenti ed illeciti di ogni tipo sistematicamente ignorati. E questo nonostante i successivi avvicendamenti alla guida del corpo, fino all’attuale comandante Angeloni il quale, nonostante provenisse come Clemente dalla Polizia di Stato, ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di modificare le dinamiche interne; anzi, laddove fosse emersa qualche oasi di efficacia/efficenza, com’è stato il caso del NAD, si è proceduto ad annichilirla con la scusa di distribuirla tra i gruppi locali.

 

Nel nostro piccolo a Roberto Gualtieri noi abbiamo provato a spiegarlo fin dalla campagna elettorale la necessità di intervenire sulla Polizia Locale, sollecitandolo poi ancora a maggio 2022, quando sembrava maturo un cambio al vertice della PLRC, e ad ottobre 2022, a seguito dell’ennesima tragedia stradale.

 

Venendo ora alla possibilità che il comandante Angeloni venga finalmente sostituito, diciamo subito che il nome che viene dato come più probabile per sostituirlo ci ha fatto sobbalzare sulla sedia!?!

Stando infatti a quanto scrive RomaToday, il favorito per la poltrona di comandante generale della PLRC sarebbe di gran lunga Mario De Sclavis.

 

MARIO DE SCLAVIS???

 

Del comandante De Sclavis ce ne siamo occupati a luglio scorso, in occasione dell’incarico conferitogli dal sindaco per coordinare la mobilità cittadina in relazione ai lavori del Giubileo. Allora descrivemmo gli elementi che ci portavano a ritenere la nomina inopportuna e gli stessi elementi ci fanno semplicemente tremare al pensiero che De Sclavis diventi comandante generale della PLRC.

Riportiamo di seguito quanto scrivemmo a luglio:

 

Anzitutto a noi è rimasto il dubbio dell’incongruenza tra la risposta data dal comandante De Sclavis al giornalista di Report riguardo chi avesse fondato una certa società di riprese cinematografiche e le risultanze emerse presso la camera di commercio.

Come si può verificare nell’estratto della puntata di Report del 23 novembre 2020, il giornalista chiede al comandante De Sclavis se fosse stato lui a fondare la Roma Media Service e la risposta è che la società è stata fondata dal figlio. Subito dopo però nel servizio si dà conto delle visure fatte presso la Camera di Commercio che smentiscono la versione del comandante.

A noi non risulta che ci sia stato un chiarimento riguardo una tale incongruenza e se mai fosse avvenuto saremmo grati a chi volesse segnalarcelo. In assenza di ciò, e pur essendo passati quasi tre anni da quel servizio di Report, a noi appare grave che un comandante della Polizia Locale di Roma affermi una cosa non vera e si faccia finta di niente, tanto che continuano ad essergli assegnati compiti importanti.

 

L’altro elemento che ci fa ritenere inopportuna la nomina di De Sclavis è il possibile conflitto di interessi a cui potrebbe essere soggetto nel caso la sua attività entrasse in contatto con quella dei propri figli.

Come egli stesso ha affermato nella stessa puntata di Report, c’è effettivamente un potenziale conflitto di interessi, ma lui ritiene di superarlo astenendosi da tutte le procedure e tutti gli atti che possano riguardare la società di cui i suoi figli sono titolari.

 

Davvero il sindaco Gualtieri vuole affidare il delicato compito di guidare un corpo di polizia già allo sbando a qualcuno che ha lasciato un dubbio fortissimo sulla sua affidabilità, rendendo dichiarazioni quantomeno ambigue al giornalista di Report?

Davvero Gualtieri sceglierebbe qualcuno che, come da lui stesso dichiarato, potrebbe trovarsi in continue situazioni di conflitto d’interessi?

 

Con una nomina del genere Gualtieri riuscirebbe nel capolavoro di passare dal non far nulla per un rilancio della PLRC ad un suo definitivo affossamento assegnandogli un comandante generale con potenziali conflitti d’interesse passati e sicuramente futuri.

 

Per quello che possa valere, noi il nome giusto per un credibile rilancio della Polizia Locale a Roma ce l’abbiamo e, per quello che ci riguarda, chiunque altro verrà scelto non sarà che un modo per mantenere il disastroso status quo.

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2 risposte

  1. Ho diretto il Corpo con onestà e correttezza non comprendo in quali dinamiche sarei stato coinvolto .vedete i risultati con laia gestione! Poi prima di parlare male delle persone sarebbe bene informarsi bene.decida il Sindaco così come prevede la legge !! Per favore!!

    1. Gent. Com.te Di Maggio, l’articolo sottolinea soprattutto l’inopportunità di procedere con la nomina a comandante generale di una persona che, a detta sua, può trovarsi in situazioni di conflitto d’interesse, oltre ad aver fatto un’affermazione pubblica poi rivelatasi non esatta (vedasi puntata di Report indicata nell’articolo).

      C’è poi una critica generale alle ultime conduzioni della Polizia Locale che, pur considerando la notoria scarsità di risorse, non sono riuscite minimamente ad incidere sull’irrilevanza del corpo per la città.

      Riguardo il suo mandato come comandante generale, noi l’abbiamo prima salutato con entusiasmo (https://www.diarioromano.it/finalmente-il-comandante-di-maggio/), salvo alla fine dover prendere atto che neanche una persona di grandi capacità e passione come lei era riuscita a risollevare il corpo di Polizia Locale (https://www.diarioromano.it/contrordine-il-comandante-di-maggio-rimane/).
      La stima rimane, avendola vista all’opera in prima persona, ma la realtà è purtroppo quella descritta.
      Roberto T.

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