Il Casino Nobile di villa Leopardi torna ai cittadini: i progetti del Municipio

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Gli uomini di Ama, i vigili dei Pics, gli agenti del Commissariato di Polizia e i cittadini di SOS: erano tutti lì giovedì scorso, 19 aprile, per riprendere il controllo sul Casino Nobile di via Nomentana, all’interno di villa Leopardi. Il Municipio II° è riuscito dopo anni di battaglie a farsi assegnare la gestione del villino di proprietà del Dipartimento Patrimonio del Comune. E l’amministrazione Del Bello è intenzionata a restituire ai romani questo bellissimo edificio abbandonato e chiuso da anni.

La sua storia è lunga e intricata e come spesso accade per le proprietà pubbliche è segnata dall’abbandono e dal degrado. Nel 1975 il Campidoglio espropria alla famiglia Leopardi Dittajuti il cosiddetto Casino Nobile del Parco: costruito a fine ottocento in stile neogotico, il villino era stato un albergo e aveva ospitato perfino una casa di appuntamenti. Il Comune decide di dargli una destinazione pubblica e lo trasforma prima in sede della Circoscrizione e poi in comando dei Vigili Urbani. Dalla fine degli anni 90, da quando cioè i Vigili hanno spostato la loro sede in viale Parioli, il Casino è in completo abbandono. E’ stato occupato più volte da nomadi o senza tetto e sgomberato.

Per uscire dall’impasse, nel 2006 l’amministrazione Veltroni decide di assegnarlo ad una fondazione benefica, la Scheerson che avrebbe dovuto crearci un asilo nido. La Fondazione fa capo alla Comunità Ebraica di Roma ma evidentemente tra i vertici della Scheerson e il presidente della Comunità all’epoca non correva buon sangue. Infatti è nato un contenzioso tra chi dei due dovesse avere la gestione del villino. La Fondazione ne rivendicava il diritto: la Comunità Ebraica sosteneva di essere lei l’intestataria. A nulla è servito il tentativo di mediazione di Riccardo Pacifici (presidente della Comunità), né il ricorso al Tar.

Il Villino, nel frattempo, è precipitato in un degrado senza precedenti. Per evitare nuove occupazioni, la settimana scorsa sono state murate porte e finestre, in attesa di trovare una nuova assegnazione. La presidente Del Bello e l’assessore all’Ambiente del II° Municipio, Rosario Fabiano, hanno voluto indire un bando per raccogliere idee sulla sua riqualificazione. Tra poco si conoscerà il risultato del bando e si vedrà se vi sono soggetti pubblici o privati interessati. Il costo per la risistemazione è di circa 1 milione e 800 mila euro. Il Municipio aveva pensato di realizzarvi una Casa delle Consulte, un luogo dove cittadini e associazioni potevano riunirsi. Ma i fondi scarseggiano e senza l’intervento di un privato sarà difficile riuscire nell’obiettivo.

Soddisfatto per il lavoro svolto fin qui e per il bando Roberto Ferraresi (Pd), presidente della commissione bilancio e patrimonio del Municipio: “E’ il risultato di anni di battaglie in cui il Municipio ha voluto un progetto nuovo di partecipazione dei cittadini per la riqualificazione di un bene abbandonato da anni”.

Il Dipartimento Patrimonio del Campidoglio non riesce a prendersi cura dei troppi beni di cui dispone. Il Municipio sta provando a dare una svolta e c’è da augurarsi che ci riesca. L’abbandono del villino, infatti, si ripercuote sull’intera area di villa Leopardi e delle vie circostanti, provocando un degrado dal quale sarà difficile uscire.

 

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