I fischi per fiaschi del PUMS

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A metà maggio abbiamo parlato della prima presentazione dei risultati del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e di come la graduatoria presentata risultasse anomala rispetto ai voti che lo stesso portale PUMS ancora mostrava.

Dopo la presentazione ed a seguito delle rimostranze dei promotori dei due progetti più votati, Metrovia e #W:E.B. (di Salvaiciclisti-Roma), dall’assessorato alla mobilità avevano fatto sapere informalmente che i numeri sarebbero stati rivisti. Ed una revisione deve esserci stata, come reso noto da un post di Salvaiciclisti-Roma; peccato che nessuno tra i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione dei risultati del PUMS, ossia il Sindaco Raggi, l’assessore Meleo ed il presidente Stefàno, abbia ritenuto il caso di chiarire il mistero dei numeri sbagliati fornendo quelli giusti.

Ecco quanto dichiarato nel post:

 

ESITO PUMS: BRINCHI CHIARISCE CON METROVIA E SALVAICICLISTI.
ORA PUBBLICITA’ ALLE CLASSIFICHE CORRETTE.

Ieri una delegazione del gruppo Metrovia insieme a Sabrina Grisoli, presidente dell’associazione Salvaiciclisti Roma, ha incontrato Stefano Brinchi, presidente di Roma Servizi per la Mobilità e a capo della Segreteria Tecnica del PUMS e Simone Gavino di Risorse per Roma.

Oggetto dell’incontro, la richiesta di chiarimenti da parte di Metrovia e Associazione Salvaiciclisti Roma in merito a quanto comunicato durante la conferenza stampa del 10 maggio scorso circa gli esiti della consultazione dei cittadini sul PUMS.

Come già evidenziato, in quella occasione sono stati comunicati dati sbagliati: i risultati diffusi, relativi a voti aggregati, riportavano numeri del tutto incongruenti con quelli chiaramente visibili sul portale. E per di più riferibili a una data anteriore alla conclusione del voto popolare.

In conseguenza di ciò, le due proposte più votate risultavano gravemente penalizzate. Anche per l’omissione o la modifica dei nomi con cui le stesse proposte erano conosciute: Metrovia e WEB_il Biciplan.

Sebbene Brinchi si sia attribuito la responsabilità dell’errore e Roma mobilità abbia poi pubblicato sul portale le classifiche finali corrette – classifiche che questa volta riportano fedelmente le denominazioni dei progetti presentati – il danno arrecatoci risulta evidente.

Sugli organi di informazione è infatti mancata la visibilità dovuta alle due proposte che, oltre ad essere state di gran lunga le più apprezzate, hanno concorso in larga misura al successo dell’iniziativa, moltiplicando la partecipazione dei cittadini alle votazioni.

Ci attendiamo e richiediamo dunque che tale chiarimento non resti confinato nelle quattro mura di una stanza, ma che Roma mobilità si adoperi per fare adeguata pubblicità alle classifiche corrette.

Questo non solo quale riconoscimento al duro lavoro e all’impegno professionale profuso nell’interesse dell’amministrazione, ma anche e soprattutto per il rispetto che si deve ai tanti cittadini che hanno sostenuto e sostengono la Metrovia e WEB_il Biciplan.

Staff Metrovia
Associazione • Salvaiciclisti • Roma

 

 

Sembrerebbe quindi che il pasticcio l’abbia fatto Roma Servizi per la Mobilità (pensa tu in che mani è la mobilità della capitale d’Italia) pubblicando non la classifica finale al 28 febbraio ma quella al 18 gennaio. Sul sito del PUMS è stato pubblicato un documento che dettaglia i risultati delle votazioni, anche se esso stesso richiederebbe qualche ulteriore spiegazione. Nel documento le graduatorie sono duplicate e riferite a due date: il 18 gennaio 2018, termine ultimo di caricamento delle proposte, ed il 28 febbraio 2018, termine ultimo per votare le proposte. Considerato che le votazioni sono partite il 18 settembre 2017, non si capisce il perché non si siano presentati i soli risultati finali, quelli al 28 febbraio, ma si sia deciso di includere anche quelli al 18 gennaio.

Qualunque sia il motivo, la cosa ha creato una confusione di cui evidentemente sono state prime vittime proprio i tecnici di Roma Servizi per la Mobilità, che hanno passato alla Meleo la classifica sbagliata.

Questa è infatti la classifica presentata in conferenza stampa:

 

 

Come si vede la Metrovia appare seconda ed il #W:E.B. addirittura decimo. Come riporta il titolo questa è però la classifica dei progetti al 18 gennaio, non quella finale.

Quella finale è invece la seguente:

 

 

Anche nella classifica finale il progetto più votato è il prolungamento della linea C della metropolitana ed il secondo è la Metrovia, ma il #W:E.B. balza al terzo posto, dal decimo della classifica precedente.

 

Il documento caricato sul sito del PUMS fornisce quindi qualche spiegazione. Anzitutto, come si era intuito, si è proceduto ad accorpare i progetti simili sommando i relativi voti. Per il prolungamento della metro C sono stati 22 i progetti simili presentati, per la Metrovia 5, per la linea D sono stati 14 e così via. A parer nostro sarebbe stato più corretto fare maggior chiarezza all’inizio della consultazione, accorpando i progetti prima che potessero essere votati, ma evidentemente un elevato grado di improvvisazione deve essere stata la cifra dell’iniziativa del PUMS.

Inoltre si nota come la maggiore differenza tra le due classifiche mostrate, relative come detto ai voti espressi alla data del 18 gennaio e a quella dfinale del 28 febbraio, è il balzo in avanti fatto dal progetto #W:E.B. che in circa un mese è passato da 256 a 691 voti! Deve esserci stata una mobilitazione straordinaria dei ciclisti, che da 256 voti espressi in quattro mesi sono riusciti a raccoglierne 435 in poco più di un mese.

 

Il chiarimento tra le associazioni e Roma Servizi per la Mobilità c’è stato il 22 maggio ed a tutt’oggi non risulta esserci stata alcuna rettifica ufficiale da parte dei responsabili della mobilità cittadina. Questo non può che ulteriormente confermare quanto poco in fondo costoro tengano alla partecipazione dei cittadini, al di là di slogan di facciata.

Peraltro, come abbiamo già scritto, una pseudo-partecipazione come quella messa in campo dall’amministrazione sul PUMS, che è riuscita a raccogliere poche centinaia di voti su progetti dai costi e tempi di realizzazione enormi, non può che essere uno spreco di tempo e risorse. L’unica utilità di processi del genere, mal disegnati e peggio condotti, è permettere all’amministrazione di sbandierare una partecipazione dei cittadini ai processi decisionali che nella realtà è invece totalmente preclusa.

 

Non c’era bisogno delle votazioni del PUMS per capire come sia indispensabile fare chiarezza sulla linea C della metro, in termini di piani per il futuro e risorse per realizzarli, così come non si capisce perché progetti quali la Metrovia ed il #W:E.B. non siano stati immediatamente adottati dall’amministrazione ed avviati alla realizzazione.

Preferire il nulla di questi due anni passati invano a progetti di tanto buon senso e poche risorse necessarie alla realizzazione (metro C a parte) è l’ennesima dimostrazione di quanto incapace ed inutile possa essere l’attuale amministrazione M5S.

 

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