Per gustare il gelato di Fassi occorre parcheggiare in doppia fila?

Andrea Fassi, pronipote del fondatore della storica gelateria, ce l’ha con Enrico Stefàno, presidente della commissione mobilità: “Se insiste con questa storia dei cordoli potremmo ridurre il personale oppure chiudere l’attività e spostarla altrove”. Eppure da un giovane imprenditore che rappresenta la quinta generazione di una famiglia di maestri gelatieri ci saremmo aspettati una visione più moderna ed europea.

Di fatto, pur senza ammetterlo apertamente, il giovane Fassi difende la doppia fila che da anni ammorba via Principe Eugenio e rallenta il traffico in tutto il quadrante. La sua convinzione – errata – è che se gli automobilisti non possono sostare davanti alla pasticceria non compreranno più il gelato e gli affari andranno a rotoli. Uno dei nostri lettori più affezionati, Filippo B., ha fatto della doppia fila in via Principe Eugenio una sorta di crociata personale. In questi ultimi due anni ci ha mandato almeno 20 segnalazioni di auto in sosta d’intralcio proprio davanti Fassi, dimostrando quanto aumentasse il pericolo per pedoni e ciclisti e quali code si formassero ad ogni ora del giorno e della sera. In fondo troverete i link alle segnalazioni di Filippo.

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doppia fila via turati

 

Le macchine in doppia fila sono una costante davanti al Bar Fassi. Le auto in transito sono costrette a scavallare sulla adiacente corsia preferenziale, così sia il traffico privato che quello dei mezzi pubblici viene rallentato e in molti casi bloccato perché 4 o 5 persone hanno deciso di mangiare un gelato lasciando la propria vettura in doppia fila. Una situazione intollerabile che ricorda molto da vicino la vicenda del Bar Pompi di via Albalonga. Anche qui regnava il caos ad ogni ora fino a che, durante l’amministrazione Marino, fu deciso di posizionare dei New Jersey per restringere la carreggiata e quindi impedire la doppia fila.

via albalonga sosta selvaggia
Prima e dopo in Albalonga (foto Romafaschifo.com)

 

Anche in quel caso il pasticcere minacciò sfracelli, arrivando a millantare una vendita dell’azienda ai cinesi che l’avrebbero trasformata in un negozio di casalinghi a poco prezzo. Poche settimane dopo ammise di aver lanciato una provocazione proprio per fermare il progetto dei cordoli che comunque andò avanti. Dal settembre del 2014 l’arredo urbano di via Albalonga è questo e non solo Pompi non ha dichiarato fallimento ma i suoi affari vanno a gonfie vele al punto da aver aperto altri punti vendita in altre zone di Roma. Gli abitanti del quartiere, riuniti nel gruppo Cittadini Re di Roma, organizzarono un sit-in dal nome evocativo: #lascialadoppia. E così fu. I problemi non sono del tutto risolti, ma sicuramente la situazione è più civile e ordinata.

Insomma, con Fassi sembra ripetersi lo stesso copione. Gli automobilisti che vogliono sostare ovunque, il pasticcere che minaccia di chiudere l’attività e l’amministrazione che almeno questa volta si sta muovendo correttamente con Enrico Stefàno intenzionato a montare dei cordoli di protezione della preferenziale. La soluzione alternativa suggerita da Andrea Fassi è quella di installare telecamere di sorveglianza, ma purtroppo non è una soluzione. Dietro le telecamere, infatti, ci vogliono degli agenti che le controllano e che elevano le multe. Queste vanno poi notificate e riscosse. Troppe volte non vengono neanche pagate. Insomma non solo occorre personale che non c’è, ma il problema non verrebbe risolto.

Come sperimentato in tutte le altre città italiane e d’Europa, è solo l’arredo urbano che sconfigge la doppia fila. Guardate le foto qui sotto. Le vetture si fermano davanti a Fassi perché le auto in transito possono passare salendo sulla corsia preferenziale.

cordoli preferenziale

 

Doppia fila via Principe Eugenio 2

 

 

Proteggendo la corsia con un cordolo, nessuno potrebbe più fermarsi perché impedirebbe a chiunque di passare. Senza necessità di agenti che fanno multe e di costose telecamere da manutenere.

Per quanto riguarda Fassi, i suoi affari andrebbero molto meglio. E’ provato, infatti, che gli avventori di bar e ristoranti si fermano più volentieri in un luogo gradevole senza auto piuttosto che su un marciapiede invaso dalle gomme. Così funziona in tutto il mondo. Perché via Principe Eugenio dovrebbe fare eccezione?

 


Cordoli per evitare la doppia fila  

Via Principe Eugenio non cambia mai

Sta sempre lì – via Principe Eugenio

Via Principe Eugenio e la perenne doppia fila

Miracolo a via Principe Eugenio

Ancora sulla doppia fila in via Turati e via Principe Eugenio

 

 

 

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2 risposte

  1. La situazione è la stessa per la “Gelateria La Romana” a via ostiense 48: tra l’altro lì la logistica è ancora peggiore essendo all’angolo di via del porto fluviale immediatamente dopo il semaforo, e 200 mt. più avanti per il ristorante Doppio Zero. Andate a dare un’occhiata.

    1. Vero. Con l’aggravante che in quell’incrocio c’è una garitta dei vigili, benché quelle ormai servono solo a far pisciare i cani.

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I dehors dei locali continuano ad essere fuori controllo e si sono perse le tracce dell’attesa nuova normativa anticipata dal sindaco 3 mesi fa. Urge ormai un’ordinanza che ponga un freno al dilagante abusivismo.

Ci si sarebbe aspettati che alla campagna per il rispetto della precedenza sulle strisce pedonali si fosse accompagnata una stretta dei controlli per la sosta sulle strisce, ma evidentemente ciò non sta avvenendo.
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