Casale Strozzi, la splendida residenza del XVI secolo dimenticata

All'interno del Parco Teulada, la villa di proprietà del demanio è in abbandono. Fu progettata da Giacomo del Duca, allievo di Michelangelo. Senza un intervento rischia di crollare

 

Se non fosse per il rumore del traffico in sottofondo, sembrerebbe di trovarsi di fronte ad uno splendido casale immerso nella campagna toscana. Circondato dal verde, alle pendici di Monte Mario, Casale Strozzi non nasconde il tocco dell’artista che lo ha ideato e realizzato. Giacomo del Duca era uno scultore e architetto ed aveva imparato il mestiere da un maestro d’eccezione: Michelangelo Buonarroti.

Gli Strozzi, possidenti toscani, nella metà del XVI secolo decisero di costruire una residenza a Roma. Incaricarono del Duca di realizzare una villa signorile circondata da due casali. La villa oggi non c’è più ma i casali sono rimasti e sono stati separati dalla Panoramica, la strada di scorrimento che porta sul Monte.

Uno dei due ospita l’Organizzazione per le Migrazioni. L’altro, inglobato dentro Parco Teulada, sta finendo in rovina. L’Agenzia del Demanio ne è proprietaria e se ne disinteressa da anni. Nel 2016 aveva sottoscritto un accordo per concederne l’uso al Corpo Forestale dello Stato. Nel casale, però, non si è mai visto neanche un agente.

 

I senzatetto che nei mesi più caldi alloggiano nel parco, usano le storiche mura dell’edificio come latrina. Il comitato di quartiere “Trionfalmente 17” lotta da anni perché sia trasformato in una biblioteca e dalla stessa parte si è schierato l’assessore al Bilancio del Municipio I, Jacopo Scatà, che da consigliere municipale aveva sollecitato il recupero del Casale.

Vogliamo inserire il progetto nel Pnrr perché è un casale vincolato posto all’interno di una riserva naturale, dunque non potrà mai essere abbattuto“, aveva dichiarato Scatà alcune settimane fa ad un quotidiano.

Ad oggi sono solo i residenti a garantire un minimo di tutela dell’edificio. Si sono rimboccati le maniche e hanno rimosso una grande quantità di rifiuti che lo circondava. L’ultimo appello i cittadini l’hanno lanciato a maggio scorso: “Inondiamo di mail il Ministero dei Beni Culturali e chiediamo la salvaguardia di questo casale prima che sia troppo tardi“, scrivevano sul blog del Comitato. Il timore è che la struttura in mattoni possa cedere sotto il peso del tempo senza una adeguata manutenzione.

 

L’esempio da seguire, secondo il Comitato, è quello del Casale del Giannotto al parco del Pineto, che nel 2006 fu ristrutturato per ospitare la biblioteca del quartiere. Il Casale Strozzi, invece, nonostante si trovi a un passo dalla Rai, dal Tribunale e dagli uffici di Roma Natura sembra non interessare a nessuno.


 

Per le precedenti puntate di Città in rovina, clicca qui

 

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Una risposta

  1. Il Casale potrebbe divenire un bel centro culturale per esposizioni d’arte , eventi musicali etc con parco annesso sarebbe una vera chicca. E farebbe lievitare il valore degli immobili del circondario. Un esempio? La “cascina Farsetti” a villa Pamphili.

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