Anni e anni ad imbrattare Roma di cartelli gialli e nessuno riesce a fermarli

Nuova invasione di cartelli e adesivi abusivi di un traslocatore che la Polizia Locale nel 2017 diceva di aver bloccato. Città condannata al degrado

Ci risiamo, il traslocatore dalle pubblicità gialle si è rifatto vivo a Roma con una nuova invasione in grande stile di cartelli e adesivi abusivi:

 

 

 

 

Per qualcuno si tratterà delle solite pubblicità abusive che spuntano un po’ ovunque a Roma, invece questi cartelli gialli hanno una storia particolare che vale la pena ripercorrere.

 

Sulle nostre pagine riportammo le prime segnalazioni di pubblicità abusiva nel dicembre del 2016 qui, qui e qui.

Al tempo, in alcune zone di Roma, c’era stata una vera e propria invasione, soprattutto di adesivi:

 

 

Poi nel febbraio 2017 uscì un comunicato stampa della Polizia Locale di Roma che informava dell’individuazione e denuncia dell’affissore abusivo seriale, con annessa disattivazione dell’utenza telefonica.

Di seguito un estratto del comunicato:

Era da tempo che gli agenti del PICS (Pronto Intervento Centro Storico) erano sulle tracce dell’italiano di 38 anni, responsabile delle ripetute affissioni di centinaia di cartelli abusivi in tutta la città: dal Tuscolano a Conca D’Oro, dall’Appio a Garbatella, e poi Montesacro, Eur, Casilino, solo per dirne alcune.

I cartelli, recanti pubblicità relativa a servizi di trasporto, facchinaggio e altro, oltre alla concorrenza sleale nei confronti dei colleghi che rispettano le regole della pubblicità, creavano indecorosi danneggiamenti dei beni comuni, soprattutto per la loro invasività.
Molti cittadini e associazioni avevano denunciato il fenomeno, e nonostante le continue rimozioni sia da parte degli agenti anche con ausilio di personale dell’AMA e di associazioni di volontariato, il responsabile perseverava nelle affissioni, addirittura collocando i cartelli a 5 metri di altezza per renderne difficile la rimozione.
Le indagini per risalire al responsabile sono durate circa 3 mesi, indagini rese difficili dalla irreperibilità dell’uomo sia agli indirizzi riportati dagli archivi del Comune e della Camera di Commercio, sia a quello dell’utenza telefonica riportata sui cartelli (che sarà disattivata).

 

 

In una città normale quei cartelli gialli e soprattutto quel numero di telefono sarebbero stati archiviati per sempre, con l’affissore abusivo che eventualmente ci avrebbe riprovato in altro modo e con un altro numero di telefono, ma anche in questo caso Roma si è dimostrata tutt’altro che normale.

A distanza infatti di qualche settimana i cartelli gialli rispuntarono con le stesse modalità e, incredibile a dirsi, con lo stesso numero di telefono, mandando un messaggio devastante alla Polizia Locale e all’amministrazione capitolina, ossia che a Roma si possono violare le norme alla luce del sole con la certezza dell’impunità.

 

I cartelli gialli continuarono a spuntare sulle strade di Roma di quando in quando senza che la Polizia Locale desse più notizie di sé, come a dire: hanno vinto gli abusivi e la forza pubblica “fa pippa“!

 

Tornando all’oggi, nelle ultime settimane si sta assistendo ad una nuova invasione in grande stile dell’affissore seriale abusivo, con gli stessi cartelli e adesivi gialli di sempre (vedasi immagini all’inizio dell’articolo).

Come già avvenuto in passato, più di un cittadino ha reagito a questa ennesima invasione provvedendo a rimuovere i cartelli dalle strade, come a dire: a brigante, brigante e mezzo!

Peraltro la stessa Polizia Locale, nel comunicato del febbraio 2017, riconosceva il contributo delle associazioni di volontari nell’opera di rimozione dei cartelli.

Le immagini che seguono mostrano il “bottino” di alcuni di questi cittadini:

 

 

 

Ma la palma di miglior cacciatore di cartelli gialli spetta ad un cittadino particolarmente indignato che da solo ha staccato quasi un centinaio di cartelli:

 

 

Cosa stia facendo la Polizia Locale di fronte a così tanti cabusi non è dato saperlo, ammesso stia facendo qualcosa, della qual cosa dubitiamo fortemente.

Quel che sappiamo è che un noto giornalista ha fatto una segnalazione via email in merito ai cartelli gialli, inviandola ad un vasto indirizzario comprendente diversi comandi della Polizia Locale, incluso quello generale, il Dipartimento Attività Produttive e l’assessore alle stesse, Monica Lucarelli.

Ebbene quest’ultima ha risposto ringraziando per la segnalazione (a conferma che bisogna essere di una qualche notorietà per catturare l’attenzione dell’attuale amministrazione capitolina, Gassmann docet) e informando della rimozione di qualche centinaio di cartelloni abusivi dal territorio cittadino. Peccato però che in questo caso si parla di semplici cartelli, non di cartelloni, e la diversa fattispecie richiede un diverso approccio per far cessare una volta per tutte gli “affissori seriali abusivi”, provvedendo, ad esempio, a disattivare definitivamente il numero di cellulare che da anni, sempre lo stesso, viene utilizzato.

 

Sono passati sette anni e a Roma continua a giocarsi un apparentemente eterno gioco dell’oca del degrado, con le amministrazioni che cambiano ma che finiscono per mostrare tutte la stessa desolante incapacità di governare il territorio.

 

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