Il nostro commiato al Direttore Generale di AMA, prematuramente scomparso: un grande professionista appassionato di Roma

Quando lunedi mattina la notizia, prima che apparire in rete, ha iniziato ad apparire nella nostra chat il primo pensiero, dopo lo sgomento, è stato “E’ proprio vero che se ne vanno sempre i migliori”.

Alessandro Filippi, l’ingegnere Direttore Generale di AMA ci ha lasciato lunedi 24 agosto 2026, a soli 56 anni dopo una lunga malattia. Anzi “E’ nato in Cielo” come ha tenuto a sottolineare la moglie Daniela nell’elogio funebre finale.

La mattina di mercoledì 26 agosto,  siamo andati noi di Diario Romano, insieme a Cristiano Tancredi, il presidente di Retake, in rappresentanza anche delle due altre realtà di volontariato civico che formano Co.Ro. (Coordinamento Romano) e cioè Tutti per Roma e Roma Pulita, a Monteverde, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Regina Pacis per salutarlo un’ultima volta.

Siamo arrivati poco prima dell’inizio della funzione e la chiesa era già gremita e lo stesso il sagrato antistante: c’era il Sindaco Roberto Gualtieri, l’assessora alla scuola Claudia Pratelli e molti presidenti e assessori di Municipio oltre a tantissimi dipendenti AMA: i banchi in alcuni punti erano letteralmente illuminati dall’arancione delle pettorine di servizio.

La funzione è stata celebrata da Mons. Baldo Reina, vescovo ausiliare della Diocesi di Roma e concelebrata da diversi sacerdoti, tra cui il cognato di Alessandro. Mons. Reina ha descritto la figura di Alessandro Filippi ricordando sia le sue brillanti doti di manager, il quale lavorava con passione per Roma, e dunque l’impegno civile, ma anche la sua profonda fede cattolica che lo portava a dire che questa malattia era una grazia e che sicuramente Dio aveva in serbo per lui un bene superiore. E’ il concetto espresso da San Paolo (una sua lettera ha costituito la prima lettura) in particolare nella Lettera ai Romani (8,28), dove afferma che «tutto concorre al bene per quelli che amano Dio». Per quanto riguarda il Vangelo è stata scelta la parabola del buon samaritano.

La preghiera dei fedeli si è trasformata in una sequenza di brevi elogi funebri: tutti i lettori avevano la voce rotta dall’emozione e rivolgevano lo sguardo al feretro che custodiva il corpo di Alessandro, costituito da una semplice bara lineare con, al posto del drappo, la pettorina arancione dei lavoratori AMA e un cappellino.

La direttrice del coro ha esortato l’assemblea ad accompagnarli nei canti visto che erano stati scelti proprio da Alessandro (a riprova che è stato un manager visionario sino alla fine).

L’elogio funebre vero e proprio è stato tenuto dal Sindaco Gualtieri, il quale, ha indugiato all’inizio a causa della forte emozione. Ha raccontato che Alessandro, a pochi giorni dalla conclusione della sua esistenza terrena, lo ha voluto incontrare, per più di due ore, per fare il punto sul lavoro fatto e affinchè non si disperdessero i risultati raggiunti e sulle cose da fare per completare il rilancio di AMA. Roberto Gualtieri ha raccontato che Alessandro ha tenuto questo incontro con una energia che non aveva nei giorni precedenti e che non ha avuto purtroppo più nei giorni a seguire, tanto che il Sindaco voleva porre fine all’incontro per non affaticarlo e, invece, Alessandro ha voluto proseguire finchè non ha completato il suo pensiero. “Credo che tutta questa energia solo dal Cielo gliela possano aver inviata!” ha detto col tono rotto dall’emozione, a conclusione di questo passaggio.

Ecco, per noi di Diario Romano le qualità di Alessandro Filippi non sono state certo una sorpresa: riproponiamo di seguito la lettera con la quale lo abbiamo cordialmente “sfrugugliato” qualche mese dopo l’inizio del suo incarico:

 

Lettera aperta al dg Ama, ing. Filippi: 5 consigli non richiesti

 

e la sua cortese e puntuale risposta:

 

https://www.diarioromano.it/filippi-ecco-cosa-stiamo-facendo-per-rendere-ama-unazienda-normale/

 

Ecco, quello che ci auguriamo, come cittadini di Roma, è che il lavoro di Alessandro Filippi non vada perduto, che AMA prosegua nel suo cammino virtuoso e che il sindaco Gualtieri scelga un degno sostituto: crediamo che non ci possa essere miglior modo di ricordarlo.

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2 risposte

  1. Caro Diario, le belle parole per una persona come Filippi, sicuramente degna, mal si coniugano col fatto che abbia collaborato in particolare, con ben due sindaci inadeguati e inconcludenti come Gualtieri e Marino e con la realtà di una Roma ancor più sporca dopo il gran spolvero, solo in alcune zone però, del Giubileo. Ogni sera quando torno a casa sento la puzza dei cassonetti, non lavati e puliti da troppo tempo, magari da sempre. Col caldo le strade sono piene di foglie secche, a conferma che la città è sporca, non solo per colpa degli zozzoni, ma soprattutto per l’incapacità di AMA di far fronte ai suoi compiti. Non so come fosse messa AMA prima di Filippi, ma la città è peggiorata in pulizia, ed è questo quello che conta. RIP.

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