Conca d’Oro è tutt’altro che risanata. Fotoreportage della piazza

La recente inaugurazione delle aree ludiche non risolve i gravi problemi: degrado e insediamenti abusivi. Passi avanti non sufficienti

I primi di marzo molti giornali titolavano entusiasti sulla riapertura dei giardini al centro di piazza Conca d’Oro. L’area è una delle più devastate di Roma a causa del vandalismo e dell’incuria. Non è mai stato chiaro a chi spettasse la sua manutenzione tra Atac, Municipio e Ama che si rimpallavano le responsabilità. La precedente giunta Municipale, guidata da Giovanni Caudo, aveva avviato la realizzazione di un’area giochi e di una pista di pattinaggio che finalmente sono state inaugurate il 4 marzo.

Ecco come titolava uno dei principali quotidiani romani.

Evidentemente ispirati più dai comunicati stampa che da una visita del luogo, i giornalisti ormai si riducono a fare la grancassa delle istituzioni. Nella realtà le cose stanno diversamente e la piazza continua a versare in uno stato indecoroso. Molto c’è ancora da fare e abbiamo provato a documentarlo con questo fotoservizio nell’intento di mostrare ciò che è stato fatto bene e gli aspetti sui quali occorre intervenire.

Cominciamo allora dai lati positivi che riguardano effettivamente due belle aree a servizio dei più piccoli del quartiere. Il parchetto giochi è ben fatto, prevede la possibilità di far divertire anche i bambini disabili ed è circondato da una cancellata che ne dovrebbe permettere la chiusura la notte.

 

Se osservate bene le tre foto superiori potete, però, notare che i manufatti in cemento continuano ad essere ricoperti di scritte vandaliche, caratteristica di tutta la piazza. Ma il problema maggiore sta nel fatto che qualcuno ha già divelto le serrature dei cancelletti e in tal modo l’area non verrà chiusa la notte col rischio (forse la certezza) che diventi un luogo utilizzato dai senza tetto.

Gradevole anche la pista di pattinaggio che è stata realizzata ex novo e che richiama quella esistente fino a dieci anni fa, poi andata distrutta.

Le note positive, purtroppo, finiscono qui se non fosse per una nuova illuminazione notturna e alcune telecamere dislocate ai margini della piazza che sembrano però servire a poco. Il luogo, infatti, continua ad essere sede di decine di sbandati che dormono, mangiano ed espletano i loro bisogni a un passo dalle aree ludiche, rendendole di fatto inutilizzabili.
Sul lato verso Ponte delle Valli cinque persone hanno costruito delle tende di fortuna e qui passano le loro giornate, accumulando montagne di rifiuti. A sole tre settimane dalla bonifica, ecco la situazione.

 

I loro bisogni fisiologici li espletano sotto le tettoie della metropolitana dove l’olezzo non è dei più dolci.

Ma restiamo sotto questa grande tettoia perché è stata oggetto anch’essa di un “restyling” da parte di Atac che ha provveduto a sostituire le colonne di sostegno. Le nuove, in un lucente acciaio, sono già state prese di mira dai vandali ma la cosa che colpisce è che gli addetti hanno dimenticato di rimuovere la pellicola protettiva da molte di esse e le scritte sono già apparse perfino sulla pellicola. Il risultato visivo provoca un senso di abbandono se possibile ancor peggiore di quello precedente.

 

Tralasciamo gli ingressi e le uscite di sicurezza della metro limitandoci a mostrare la foto che segue………………..

 

…………….e torniamo ai giardini perché è lì che si è concentrato l’intervento maggiore. Un aspetto davvero poco comprensibile continua ad essere la mancanza di normali cestini per i rifiuti. E’ probabile che la causa sia la diatriba in corso con Ama sulla pulizia dell’area, ma averli sostituiti con buste di plastica gettate in terra e legate alla meno peggio ai pali dell’illuminazione, offre un’immagine di sciatteria davvero ingiustificabile.

 

Le aiuole restano spelacchiate e incolte, la pavimentazione spesso è sporca e la piazza continua a mostrarsi come un luogo ai confini della civiltà. Non possiamo arrenderci a questo tipo di Roma. Siamo così tanto assuefatti a condizioni da terzo mondo che basta realizzare un’area giochi per credere di aver cambiato le sorti di una piazza e invece non basta affatto. Anche Roma deve puntare ad avere giardinetti decorosi e vivibili, anche qui si può e si deve raggiungere uno standard minimo che non ci faccia vergognare con stranieri e italiani che vengono dalle altre città. A noi parlare di “rinascita” di un luogo così sembra un’offesa nei confronti di chi la capitale la ama, la vive e la difende.


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