Fermata metro Conca d’Oro: esempio della teoria delle finestre rotte

 

 

Abbiamo parlato altre volte della tremenda situazione della fermata metro Conca d’Oro: un grande piazzale attrezzato a verde che potrebbe essere un luogo di ritrovo e di svago e invece è preda della peggiore feccia di Roma, quella che sporca e distrugge ogni cosa.

Una consigliera municipale di Fratelli d’Italia, Giordana Petrella, ha contato più di 500 bottiglie di vetro lasciate in terra dopo una notte di bagordi e ha inviato le foto al Campidoglio e al neo presidente del 3°, Giovanni Caudo. La Petrella accusa il Comune di aver emesso l’ordinanza anti alcool scegliendo vie a casaccio e lasciando dunque che piazza di Conca d’Oro venga occupata dagli ubriaconi della movida.

 

In realtà, quello dell’alcool e della movida è solo uno degli aspetti del problema, sicuramente non il principale. Se infatti quell’area fosse tenuta in ordine e difesa dalla devastazione quotidiana, è sicuro al 100 per cento che quelle bottiglie lì non sarebbero state lasciate. E’ l’applicazione pratica della teoria delle finestre rotte di cui più volte avrete letto sui blog antidegrado. Si tratta di uno studio sociale, durato anni, che ha dimostrato come il degrado dei luoghi sia la causa di ulteriore degrado. E che invece posti ben curati sono tenuti indenni da comportamenti incivili, senza bisogno di controlli da parte delle autorità. Si chiama teoria delle finestre rotte perché il primo esperimento venne condotto negli Stati Uniti, dove furono infrante volontariamente le finestre di un edificio.  Pochi giorni dopo i vandali avevano devastato il giardino circostante e rotto altre finestre. Tempo dopo, lo stesso luogo venne invece tenuto in ordine e tutte le finestre riparate. Sebbene fosse non vigilato, nessuno si azzardò a compiere atti di vandalismo.

Ecco, è la stessa cosa che accade ogni notte a piazza di Conca d’Oro. La stazione è stata lasciata andare da 5 anni a questa parte: le strutture in cartongesso sfondate, le vetrate coperte di scritte fatte con l’acido, i muri completamente graffitati. Ogni panchina, elemento di arredo è stato devastato. E tutto è rimasto così per anni.

Ora, davvero ci si può stupire che vengano lasciate in un luogo così centinaia di bottiglie di vetro? Niente affatto. E’ la diretta conseguenza dell’abbandono. Ecco perché è necessario intervenire subito sul degrado, quando appaiono i primi elementi che in genere sono le tags sui muri. Se si cancellano entro pochi giorni e si ripete a cancellarli non appena riappaiono, ben presto la zona resterà esente dal degrado. E state sicuri che nessuno getterà centinaia di bottiglie in terra.

Non si tratta, insomma, di mancanza di controlli di sicurezza – come vorrebbe farci credere la consigliera di Fratelli d’Italia – ma di mancanza di manutenzione. Laddove si fa manutenzione, non servono vigilanti o poliziotti. L’esempio di New York (negli anni 80 ai vertici nella classifica degli omicidi e dei reati sulla persona) lo dimostra chiaramente: non si scelse di mettere un poliziotto in ogni strada, cosa impossibile, ma di coprire tutte le scritte vandaliche, di essere severi su chi evadeva il biglietto della metro, su chi lasciava l’auto in sosta selvaggia. Ben presto, l’amministrazione Giuliani dimostrò di avere il controllo del territorio e la conseguenza fu che i reati gravi si ridussero in pochi mesi. Oggi New York è una delle città più sicure degli Stati Uniti e scritte e bottiglie nei parchi non ce ne sono.

 

Non serve andare così lontano per avere conferma che questa teoria funziona. Basta guardare a piazza Cavour, una delle pochissime di Roma tenuta come si deve. In quella piazza non si verificano atti vandalici a danno dell’arredo urbano, i muri sono puliti e le piante rispettate. Proviamo a scommettere che se Conca d’Oro venisse mantenuta in ordine per un anno, non si verificherebbero più episodi di questo tipo?


Sulla teoria delle finestre rotte invitiamo a leggere questo articolo di Rivelazioni.com e de Il Foglio

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Una risposta

  1. Se questi spazi fossero stati organizzati con una visione di luogo di ritrovo piuttosto che mero punto di scambio inconcepibilmente sovradimensionato, allora potremmo parlare di luogo di svago.

    In realtà i manufatti e l’allestimento dell’area richiamano il degrado proprio perché non premettono alcuna altra funzione che quella del passaggio degli utenti dei trasporti pubblici.

    Un progetto senza nessun valore e senza alcuna funzione che non sia l’accesso alla fermata MB1 Conca d’oro. E’ naturale che finisca così

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