Torniamo a parlare del proposto nuovo regolamento per l’arte di strada a Roma, dopo averlo fatto a metà febbraio circa e senza che apparentemente vi sia stato qualche sviluppo nel suo iter.
Il Municipio I, quello di gran lunga più interessato alla materia e che si è dimostrato sensibile alle richieste dei cittadini, non ha ancora espresso il proprio parere sul nuovo regolamento, mentre non si hanno notizie dal lato dell’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, e della presidente della Commissione Cultura dell’Assemblea Capitolina, Erica Battaglia.
L’assessore continua a non rispondere alle richieste delle associazioni di residenti del centro storico, che vorrebbero solo avere un’interlocuzione per illustrare le loro richieste, mentre da indiscrezioni pare che abbia un dialogo aperto con le rappresentanze degli artisti di strada. Se confermato, si tratterebbe di un curioso doppio registro di apertura ai cittadini, alquanto bizzarro per un sedicente esponente democratico: porte aperte per alcuni, totale chiusura con altri.
L’occasione di tornare a parlare di arte di strada ci viene data da un lettore, nonché abitante nel centro storico ed evidentemente interessato ad una normativa capace di governare un fenomeno oggi fuori controllo, che un paio di settimane fa ha inviato il seguente messaggio alla presidente Erica Battaglia e all’assessore Massimiliano Smeriglio:
[messaggio firmato]
A stretto giro la persona ha ricevuto la seguente risposta dalla presidente Battaglia:
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Previsione che le esibizioni artistiche possano svolgersi solo nei luoghi indicati dal Municipio I
Sì, tale indicazione è confermata. -
Riduzione degli orari per le esibizioni
La questione è attualmente oggetto di approfondimento. - Obbligo di utilizzare una piattaforma digitale per la gestione delle esibizioni
Non è possibile introdurlo, in quanto esporrebbe l’Amministrazione al rischio di un ricorso al TAR. - Dimostrazione di capacità artistiche per l’iscrizione nel registro degli artisti
No, non è previsto questo requisito. -
Obbligo di presentare una valutazione di impatto acustico per esibizioni con amplificazione o strumenti impattanti
Si rinvia al Piano di Zonizzazione Acustica, già vigente e applicabile:
https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF34753&pagina=2 -
Confisca degli strumenti in caso di recidiva reiterata
Attualmente è prevista solo la sanzione amministrativa.
Troviamo apprezzabile, anzitutto, che la presidente Battaglia abbia voluto fornire delle risposte ai rilievi del cittadino, mentre continuiamo a non comprendere il silenzio di tomba da parte dell’assessore Smeriglio (basterebbe mettere un cortese messaggio di risposta automatica per apparire meno respingente).
Analizzando nel merito le risposte fornite, troviamo ci sia poco da stare tranquilli, in quante esse prefigurano una sostanziale continuità tra la normativa vigente e quella proposta, col risultato di lasciare l’arte di strada nel far west attuale, dove le regole non esistono e vige solo la legge del più prepotente.
Proviamo ad argomentare sui punti più critici.
Piattaforma digitale per gestire le esibizioni – in assenza di uno strumento che consenta di gestire agevolmente le prenotazioni e le esibizioni, al momento previsto solo come opzione dal testo proposto, sarà materialmente impossibile controllare l’attività degli artisti, col risultato che gli agenti della Polizia Locale continueranno a non effettuare controlli perché impossibilitati a farlo. Ricordiamo inoltre che a Milano da anni vengono utilizzate delle piattaforme disponibili su internet, per cui non si capisce perché a Roma ciò non sia possibile.
Dimostrazione di una qualche capacità artistica per l’iscrizione al registro – già la normativa attuale non prevede alcuna verifica per iscriversi al registro, col risultato che chiunque, semplicemente presentando una domanda d’iscrizione, può “esibirsi” nei luoghi più preziosi di Roma anche senza avere alcuna capacità artistica. La necessità di dover dimostrare tale capacità sarebbe peraltro a tutela dei veri artisti ed è già prevista, ad esempio, per i pittori di piazza Navona. La speranza è che su questo punto la commissione o l’Assemblea Capitolina vogliano cambiare idea.
Obbligo di presentare la valutazione d’impatto acustico – Il fatto che tale valutazione sia già prevista da altra normativa non ne impedisce il richiamo nel nuovo regolamento nel caso di esibizioni con amplificatori e strumenti impattanti. Come d’altronde avviene già oggi, tale valutazione non viene mai né presentata né richiesta, nonostante la zonizzazione acustica già la preveda. Renderla obbligatoria nel nuovo regolamento metterebbe fine all’opacità attuale.
Confisca degli strumenti in caso di recidiva reiterata – Questo è il punto più critico di tutta la normativa: se infatti non vengono introdotte sanzioni efficaci in caso di violazioni delle norme, qualsiasi cosa si scrive rimarrà lettera morta, come già avviene attualmente. La possibilità di confiscare gli strumenti, da prevedere solo in caso di recidiva reiterata e quindi per violatori seriali delle regole, renderebbe efficaci le sanzioni (efficaci, ovvero atte a produrre i risultati voluti, non esageratamente punitive) e porterebbe naturalmente al loro rispetto; una situazione diametralmente opposta a quella attuale, in cui le sole sanzioni pecuniarie vengono ignorate dagli “artisti” che nella stragrande maggioranza dei casi hanno buon gioco a non pagarle. Da sottolineare infine come sanzioni efficaci sarebbero anzitutto a tutela degli artisti “bravi”, ossia di quelli intenzionati a rispettare le regole che quindi non dovrebbero temere di venir sanzionati, e di converso sarebbero un vero spauracchio per i tanti prepotenti che da anni occupano militarmente i luoghi migliori del centro storico infischiandosene delle norme vigenti.
La domanda che in molti vorrebbero fare alla presidente Battaglia e all’assessore Smeriglio è: siete consapevoli che in mancanza di sanzioni accessorie come la confisca (o di una qualsiasi altra che abbia pari efficacia) qualsiasi normativa verrà approvata rimarrà lettera morta come quella attualmente vigente?
La richiesta di interlocuzione è stata da poco girata anche al sindaco Gualtieri, segnalando il silenzio del suo assessore alla Cultura. Riusciranno alla fine ad avere ascolto i cittadini romani?



