Poco meno di tre anni fa avevamo dato conto dell’iniziativa della presidente della commissione cultura dell’Assemblea Capitolina, Erica Battaglia, tesa a scrivere un nuovo regolamento per l’arte di strada a Roma.
Dopo tanto tempo senza segnali di progresso torniamo a parlarne perché nelle ultime settimane c’è stata un’improvvisa accelerazione che però rischia di creare problemi piuttosto che, finalmente, dare una sistemazione accettabile alla materia.
Attualmente per l’arte di strada a Roma la normativa vigente risale al 2012 quando, sindaco Alemanno, l’Assemblea Capitolina approvò un regolamento abbastanza imabarazzante: scritto male, sostanzialmente inapplicabile e ulteriormente depotenziato da una sentenza del TAR.
Da allora la situazione è stata sempre fuori controllo, particolarmente nei molti luoghi del centro storico appetiti dagli artisti per la grande presenza di turisti, con gli stessi agenti della Polizia Locale che a più riprese hanno affermato l’impossibilità di effettuare controlli e che da anni inviano richieste di revisione della normativa al Dipartimento Cultura.
Il maggior problema lamentato è l’inefficacia delle sanzioni previste dalla normativa: si tratta infatti di multe che il più delle volte non vengono pagate dagli “artisti”, soprattutto quelli più spregiudicati, i quali quindi non si fanno problemi a violare a ripetizione le norme.
I risultati del sostanziale far west sono da anni:
- fastidi acustici anche gravi patiti da chi risiede o opera nei luoghi più “battuti” dagli artisti, con esibizioni musicali a volume altissimo e che si ripetono tutti i giorni per ore fino a tarda notte,
- una selezione al contrario degli artisti, con quelli più spregiudicati (spesso i meno capaci, quando non del tutto privi di capacità artistiche) che occupano militarmente e, se occorre, violentemente i luoghi più appetiti, e gli artisti più disposti a seguire le regole che subiscono una concorrenza sleale.
Di seguito un esempio recente del tipo di “artisti” che presidiano il centro storico di Roma (sorvolando sull’eventuale contenuto artistico dell’esibizione, si segnala che in piazza di Pietra l’uso dell’amplificazione non è ammesso):
Tornando all’iniziativa della commissione cultura, dopo anni di silenzio lo scorso dicembre è stata improvvisamente resa nota una bozza di nuovo regolamento che però ha scontentato un po’ tutti, sia le rappresentanze dei residenti del centro storico che quelle degli artisti.
Il testo proposto non si discosta di molto da quello vigente, evitando di affrontare del tutto il tema del controllo delle emissioni acustiche, prevedendo un registro degli artisti senza alcuna selezione e procedure di prenotazione impossibili da gestire senza un’adeguata piattaforma tecnologica (prevista come mera opzione), lasciando invariato l’inefficace regime sanzionatorio e addirittura prevedendo un’estensione degli orari delle esibizioni senza i limiti di due ore previsti attualmente!?!
La proposta prevede la possibilità di esibirsi in ogni luogo cittadino, salvo la possibilità per i municipi di definire delle postazioni specifiche, ma con un meccanismo complicato e la decisione finale rimessa alla Giunta Capitolina. Ai municipi sarebbe inoltre affidato l’onere di gestire le prenotazioni delle esibizioni degli artisti, un compito per loro impossibile da svolgersi con la già drammatica scarsità di risorse a disposizione.
Considerato che le esibizioni degli artisti di strada avvengono nella stragrande maggioranza dei casi nel territorio del Municipio I, è quest’ultimo quello maggiormente interessato ad avere una normativa efficace e gestibile, e infatti a luglio dello scorso anno il Municipio I ha inviato all’assessore alla cultura, Massimiliano Smeriglio, una serie di osservazioni e richieste relative al nuovo regolamento per l’arte di strada.
La principale richiesta del Municipio I è stata il ribaltamento del principio per cui le esibizioni sono ammesse ovunque, salvo dove vietate esplicitamente. Questo un estratto dal testo della richiesta:
“Il Municipio Roma I Centro Storico, alla luce delle carattesristiche urbanistiche, monumentali e residenziali del proprio territorio, […] conferma che, per principio generale adottato dal Municipio, l’attività musicale e performativa di strada non è consentita in alcun luogo del territorio ad eccezione degli spazi specificamente indicati […] ”
Altre richieste del Municipio I sono state l’istituzione di un ufficio centrale per l’arte di strada, così da non scaricare le incombenze sugli sguarniti uffici periferici, e il mantenimento della possibilità per i municipi di inibire l’arte di strada in luoghi in cui la stessa crea problemi.
Da indiscrezioni parrebbe che né l’assessore Smeriglio né la presidente Battaglia siano disponibili ad accogliere le richieste del Municipio I, ma dovrebbe esserci ancora un’interlocuzione in corso.
Da segnalare inoltre che le associazioni di residenti del centro storico hanno elaborato una serie di osservazioni alla bozza di regolamento e le hanno presentate alle commissioni municipali cultura e regolamenti del Municipio I.
Sostanzialmente le richieste dei residenti riguardano:
– la previsione che le esibizioni artistiche possano realizzarsi solo nei luoghi indicati dal Municipio,
– la riduzione degli orari per le esibizioni,
– l’obbligo di utilizzare una piattaforma digitale per gestire le esibizioni,
– la dimostrazione di capacità artistiche per essere iscritto nel registro degli artisti,
– l’obbligo di presentare una valutazione di impatto acustico per le esibizioni con amplificazione o strumenti impattanti,
– la previsione della confisca degli strumenti nel caso di recidiva reiterata.
Dai primi riscontri pare che il Municipio I sia disponibile ad accogliere anche tali richieste e farsene promotore presso l’amministrazione centrale.
Si direbbe quindi che a livello locale sia l’istituzione che i cittadini vedano le cose allo stesso modo, disponibili entrambi a non ” … penalizzare l’arte di strada, bensì promuoverne una regolamentazione responsabile, accessibile e capace di valorizzare l’espressione artistica nel rispetto del contesto urbano e sociale.” (dalla lettera di luglio 2025 del Municipio I all’assessore Smeriglio).
A livello centrale si coglie invece un appiattimento su posizioni apparentemente ideologiche, tutte volte a tutelare i diritti degli artisti ma dimenticandosi totalmente i diritti di tutti gli altri attori coinvolti dalle esibizioni artistiche.
Ci sarebbe, ad esempio, una chiusura totale da parte dell’assessore Smeriglio e della presidente Battaglia alla sanzione accessoria della confisca dello strumento nel caso di recidiva. È questo un punto centrale delle richieste dei residenti, stante che anni di esperienze hanno dimostrato la totale inefficacia delle sole sanzioni pecunarie, come ripetutamente dimostrato dai rapporti della Polizia Locale.
All’assessore Smeriglio e alla presidente Battaglia i cittadini vorrebbero chiedere come pensano di far rispettare le nuove norme senza sanzioni efficaci, e questo a tutela non solo di residenti, operatori commerciali e sacerdoti (che vorrebbero celebrare le funzioni senza sottofondi musicali impropri), ma anche degli artisti “buoni” che vorrebbero rispettare le regole e che invece, con sanzioni inefficaci, continuerebbero a soccombere di fronte ai prepotenti.
Peccato che la presidente Battaglia abbia deciso di evitare l’interlocuzione con le associazioni dei residenti del centro storico, decidendo addirittura di far dare un frettoloso parere positivo dalla sua commissione al testo proposto, e che anche l’assessore Smeriglio eviti anche solo di rispondere alle richieste di incontro che gli sono state inviate.
Negarsi al confronto diretto con i cittadini per dei sedicenti “democratici” appare contraddittorio, ma quello che preoccupa è che in assenza di un reale coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti nella materia, il risultato non potrà che essere un’ennesima occasione mancata, ossia un nuovo regolamento che resterà lettera morta, come quello attuale, e che ben difficilmente potrà essere sbandierato dai promotori come esempio di buon governo.
C’è ancora la possibilità di far fare un passo in avanti a Roma in tema di arte di strada, regolandola in modo che finalmente costituisca un arricchimento culturale e non l’ennesimo elemento di degrado cittadino, se solo in Campidoglio si acconciassero ad ascoltare i cittadini …




3 risposte
Mi sembrerebbe, a questo punto, necessario inondare, a scadenza settimanale gli indirizzi e-mail di Smeriglio e Battaglia con nostre e-mail,
contenenti le richieste così chiaramente esposte dal Dr Tommasi
Roma una città morta per i ricconi residenti del centro. Pretendi lo stesso silenzio che se abiti in campagna? Avrete chiasso dalla movida, dalle partite, dagli eventi della capitale, anche senza l’ arte di strada. Una parola positiva sull’arte di strada? Il fatto che contribuisce ad allietare molti turisti e residenti? Che rende Roma una capitale moderna e viva? Il problema sono i volumi, occorrono misurazioni e limiti. Limitare le postazioni a poche consentite, significa di fatto vietare l’ arte di strada a Roma, con conseguente abusivismo visti i numerosi artisti per i quali le poche postazioni non saranno sufficienti e che LAVORANO. Se la prendessero con gli spacciatori, i parcheggiatori abusivi e tutti i delinquenti del centro, invece che con quelli che danno un tocco di poesia alla città
La solita scelta ideologica di non toccare una categoria che non esiste, formata da persone che pensano al solo lucro, sulla pelle dei residenti, lavoratori e dei cittadini qualsiasi, che ha ben poco di artistico ma solo inquinamento acustico, vista la proliferazione del rumore molesto. Basta passare accanto a questi non musicanti per provare il fastidio alle orecchie, ovvero solo rumore fracassone fine a se stesso. Oltretutto talmente amplificato da creare solo disturbo. Come ogni luogo comune duro a morire, questa non categoria è stata dipinta addirittura svantaggiata, che è quello che vorrebbe far credere, questa maggioranza di incolti al governo cittadino. Questi musicanti è gente che ha votato questa maggioranza e riceve in cambio la libertà di far rumore. Stante l’enorme volume di amplificatori usati. Questa è l’amministrazione che mette le ZTL a mille euro per una vettura elettrica, che fa pagare la fontana di Trevi, ovvero una giunta che vuole solo i ricchi al centro. Alla faccia della vita normale di tanta gente normale o modesta, che al centro ci lavora e ci vive e non sono di certo ricchi, come qualche balzano vorrebbe fare credere. Provino a suonare questi fracassoni sotto le case o i residences o gli alberghi di qualche ricchissimo e vedrai come verranno cacciati senza complimenti, Grazie ai pessimi Smeriglio e Battaglia, Roma centro sarà solo un luogo per super ricconi.