Virginia Raggi e la disabilità: un fallimento totale

Nonostante la nomina del delegato Andrea Venuto, la situazione della disabilità a Roma rimane inaccettabile. Anche in questo campo sono stati 5 anni buttati.

Spostarsi a Roma è un problema per tutti, vuoi per il TPL al collasso, oppure per il traffico che sta ormai riprendendo i suoi soliti pazzeschi ritmi. Per chi però ha problemi di deambulazione, Roma è una città dove muoversi è quasi impossibile.

Usare una sedia a rotelle è infatti una vera odissea a Roma, tra assenza di scivoli sui marciapiedi o scivoli bloccati da veicoli, mezzi TPL di superficie non attrezzati, scale mobili e ascensori della metropolitana rotti o fuori servizio in percentuale altissima.

 

L’ostilità di Roma per la disabilità non è cosa recente e dipende senz’altro da una struttura urbanistica stratificata in secoli, ma anche da decenni di mancata considerazione delle esigenze di chi ha difficoltà o esigenze particolari per muoversi.

 

Una delle pochissime novità positive dell’attuale amministrazione capitolina è stata la nomina alla fine del 2017 di un delegato per la disabilità, nella persona di Andrea Venuto, nomina che al tempo salutammo con sincero favore.

Lo intervistammo subito il delegato Venuto per conoscere le sue idee e capire cosa aspettarsi da lui. Approfittammo dell’incontro per fargli un paio di proposte operative, che però egli non accolse, e manifestammo il seguente auspicio:

Ci auguriamo davvero che Andrea Venuto non voglia fare da foglia di fico per l’amministrazione e dia molto presto notizia di sé. Le possibilità per lui di incidere realmente sui problemi dei disabili a Roma saranno direttamente proporzionali ai fastidi che creerà alla Giunta che l’ha nominato. Se qualche assessore comincerà a lamentarsi di lui sarà segno di attività in corso; se invece ne sentiremo parlare solo in occasione di qualche inaugurazione o convegno vorrà dire che per l’ennesima volta la lobby dei portatori di disabilità non verrà rappresentata da nessuno. 

 

Purtroppo sono passati oltre tre anni e nessuno si è lamentato dell’invadenza del delegato Venuto; non stupisce quindi che la condizione dei disabili a Roma non abbia manifestato il minimo miglioramento.

 

A febbraio 2020 il delegato Venuto rispose ad un video dei Disabili Pirata, dove venivano denunciate le difficoltà di muoversi a Roma su una sedia a rotelle, accampando un po’ di scuse e dicendo che a breve sarebbe stato approvato in Giunta il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), col quale si sarebbe data la possibilità ai municipi di intervenire in maniera efficace.

Il PEBA è stato effettivamente approvato dalla Giunta capitolina ma i suoi effetti sono ancora ben lungi dal vedersi.

 

Chi scrive ha anche un’esperienza personale che dimostra quanto disinteresse vi sia a tutti i livelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Nel 2019  segnalai la necessità di creare degli scivoli a tre marciapiedi nel territorio del Municipio V. Ne scrissi sia all’assessore ai LLPP del Municipio che al delegato Venuto ed entrambi risposero che nella pianificazione degli interventi di rimozione delle barriere architettoniche si sarebbe tenuto conto della mia segnalazione.

Chiesi allora di conoscere l’eventuale cronoprogramma di tali interventi, rendendoni anche disponibile a sostenere in proprio la spesa a patto che il municipio si fosse fatto carico della parte burocratica, richieste queste che però rimasero inevase.

Sono passati oltre due anni dalla mia richiesta/proposta e gli scivoli che avevo richiesto non sono stati ancora realizzati. In questi due anni le persone che necessitavano di quegli scivoli hanno continuato a dover transitare sulla sede stradale, a rischio di essere investiti, e chissà per quanto tempo saranno costretti ancora a farlo.

 

Vi è poi tutto il tema del trasporto pubblico praticamente inibito alle persone con disabilità. Ad agosto 2018 la sindaca dichiarava: “… sale quindi a 21 il numero delle tratte dov’è garantita la presenza di bus, dotati di pedane per la salita e la discesa dei passeggeri con difficoltà motorie”.

Peccato che da allora tale garanzia non si sia mai realizzata, come continuano a dimostrare Mercurio Viaggiatore e Enrico Tolomei con il loro sistema di monitoraggio dei bus.

 

 

Continuano poi i casi di disabili bloccati nelle stazioni metro per indisponibilità di ascensori e scale mobili. L’ultimo caso è di fine maggio, con un disabile intrappolato nella stazione di Rebibbia a causa degli impianti fuori servizio.

Quello degli impianti di traslazione inagibili è uno dei maggiori scandali di Atac, con i disabili a farne le peggiori spese. Basta dare un’occhiata alla pagina web di Atac dove sono elencati gli impianti fuori servizio per rendersi conto della Caporetto quotidiana. Questa è la situazioni della solo metro A:

 

 

La situazione è talmente fuori controllo che vi sono impianti chiusi per fine vita trentennale e non c’è ancora un contratto per la sostituzione!?!

 

 

Va detto che in questa totale debacle di Atac il delegato Venuto non può fare molto, ma almeno prendere le parti degli utenti più deboli che devono subire ogni giorno disagi e non di rado vere e proprie umiliazioni, quello sì che potrebbe ed anzi dovrebbe farlo.

Non potrà aiutare Atac a riportare la situazione entro binari di normalità ma se facesse sentire la sua voce a difesa degli utenti e contro una dirigenza Atac incapace e irresponsabile, si potrebbe pensare che lui la sua parte la faccia.

Invece ogni volta si ha la netta impressione che lui stia lì per coprire il fianco della sindaca sul tema della disabilità, senza che però questo incida realmente sulla condizione dei disabili a Roma.

 

Nell’intervista del 2020 che abbiamo citato il delegato Venuto chiude dicendo:

… stiamo facendo e ci arriveremo piano piano“.

Eh no delegato, i vostri tempi sono inaccettabili; serve ben altro, anzitutto più coraggio.

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