Sta diventando quasi una rubrica settimanale per noi il bollettino dei pedoni uccisi dalle strade romane, con dei numeri paragonabili a quelli di una zona di guerra.

Dopo meno di due settimane pubblichiamo una nuova puntata del nostro post di denuncia, questa volta dovendo registrare la bellezza di tre pedoni morti in due giorni, quando poi già nel fine settimana altri due pedoni erano stati uccisi!?!

Sabato scorso un primo pedone investito a piazza Risorgimento da un autobus di linea e poi domenica un altro morto in via del Fosso di Dragoncello.

Quindi in rapida sequenza: martedì una donna investita ed uccisa in via dell’Acqua Bullicante, mercoledì un’altra donna a Dragona e lo stesso giorno un uomo a viale America.

 

Con questi numeri ormai anche l’espressione “mattanza pedonale“, che coniammo nel lontano 2015, appare riduttiva.

 

Come l’“assessora alla città in movimento”o il Sindaco di una città in queste condizioni non sentano il bisogno di prendere provvedimenti immediati o, in alternativa, considerare seriamente l’opportunità di presentare le proprie dimissioni, sono cose che sfuggono alla nostra comprensione.

 

Nel nostro piccolo continuiamo a ripetere il mantra che abbiamo adottato per sottolineare le responsabilità specifiche che stanno dietro alla strage romana dei pedoni.

 

 

Che Raggi, Meleo, Stefàno e Porta avvertano le loro dirette responsabilità nelle morti dei cinque pedoni degli ultimi giorni sulle strade romane.

 

Costoro non sono morti per un destino cinico e baro ma per trovarsi a vivere in una città i cui amministratori in quasi 20 mesi di governo non sono riusciti a fare un singolo passo avanti per fermare la strage di pedoni!

 

Sui motivi per cui a nostro avviso il sangue di queste vittime della strada ricade su chi da quasi 20 mesi non ha messo in campo alcuna iniziativa immediata per cercare, anche solo “cercare”, di fermare questa strage, rimandiamo ad un nostro post del novembre 2017.

 

Alla prossima puntata, purtroppo.

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