Tra proroghe governative e caos amministrativo, i tavolini dei locali continuano ad essere fuori controllo

Il governo ha prorogato fino a fine dicembre la normativa "COVID" per le OSP, ma con le migliaia di richieste che sommergono gli uffici municipali rimane impossibile assicurare la legalità

Con la nuova proroga al 31 dicembre 2022 della normativa emergenziale in materia di OSP, decisa dal governo, viene ulteriormente rimandato il tentativo di riportare entro ambiti di ragionevolezza l’utilizzo del suolo pubblico da parte dei locali.

L’amministrazione capitolina aveva infatti previsto, con delibera d’aula n.43 del 21 giugno 2022, di prorogare le nuove OSP e gli ampliamenti “COVID” fino al 31 dicembre 2022, ma escludendo questi ultimi nel territorio del Municipio I, dove sarebbero rimaste solo le nuove OSP “COVID”.

La proroga del governo rende inutile la delibera del Comune e lascia la situazione immutata in tutta Roma.

 

Ci sarà quindi da aspettare il 1 gennaio per tornare alla vecchia normativa in materia di OSP, quella che prevedeva i pareri delle sovrintendenze/soprintendenze e i Piani di Massima Occupabilità. Sempre che l’amministrazione capitolina non riesca ad approvare l’annunciato nuovo regolamento in materia di OSP, quello che nelle intenzioni dell’assessore Lucarelli dovrebbe concedere più spazi esterni per i locali.

 

Come però abbiamo detto a maggio di quest’anno, in occasione dell’ennesima proroga della normativa emergenziale, il punto cruciale di tutta la questione OSP, ossia l’impossibilità degli uffici commercio dei municipi di gestire la mole di richieste,  rimane inaffrontato.

In un settore dove tradizionalmente almeno la metà degli allestimenti esterni dei locali erano già illeciti, l’assurdo meccanismo introdotto dalla giunta Raggi della denuncia di nuova OSP “COVID” e contestuale allestimento degli arredi, salvo controlli ex post, ha generato centinaia, forse migliaia, di nuove situazioni illegali.

Con un’illegalità tanto diffusa, così come confermato ogni volta dai controlli effettuati dove in media il 70-80% dei locali risultavano difformi, non è bastata la creazione di un’apposita task force per controllare le OSP del Municipio I, le quali ancora operano liberamente a prescindere dalle previsioni normative.

 

In una recente seduta della commissione commercio del Municipio I l’assessore al commercio, Jacopo Scatà, ha dato conto dell’impegno profuso dalla task forse per contrastare gli innumerevoli abusi, ma egli stesso ha dovuto ricordare come il meccanismo scelto dalla passata amministrazione capitolina per agevolare la ripresa dei locali dopo il COVID ha generato una situazione oggettivamente esplosiva.

Non solo gli agenti della Polizia Locale non riescono a star dietro alle migliaia di nuove e ampliate OSP nel solo Municipio I, ma con la cronica carenza di organico dell’ufficio commercio né la gran parte delle pratiche dei locali sono state lavorate, rendendo praticamente impossibili i controlli, né riescono ad essere lavorate con tempestività tutte le sanzioni che vengono elevate. La necessità di rimpinguare adeguatamente gli uffici commercio di alcuni municipi, il I e il II su tutti, era stata fatta presente al sindaco Gualtieri, ma la risposta è stata che non si poteva procedere con la necessaria velocità a nuove assunzioni.

 

Il risultato è il perdurare di innumerevoli situazioni di illegalità che riguardano in massima parte l’occupazione con arredi degli spazi che dovrebbero essere riservati al transito pedonale.

Nell’articolo del maggio scorso così concludevamo:

Continueremo quindi a vedere OSP che occupano interi marciapiedi, che invadono gli incroci, che impediscono il transito in sicurezza dei pedoni. I municipi continueranno a fare qualche controllo qua e là, eventualmente anche qualche rimozione di tavolini abusivi, ma ben sapendo che non ci sarà modo di assicurare il benché minimo rispetto per la legalità.

 

Marciapiede di via Cavour: dove sono i 2 metri liberi?

 

Largo S. Susanna, anche qui senza i necessari 2 metri minimi per il passaggio pedonale

 

Passati oltre quattro mesi la situazione è rimasta sostanzialmente immutata, con l’amministrazione capitolina che non è ancora riuscita a riprendere un minimo di controllo del territorio.

 

Anche riguardo il supposto nuovo regolamento OSP annunciato dall’assessore Lucarelli non ci sono novità e rimane il forte timore che esso si tradurrà nell’ennesimo pateracchio buono solo a perpetuare il caos sulle strade.

Alcune associazioni di cittadini hanno avanzato una proposta di collaborazione all’assessore Lucarelli, forti di anni di esperienza in materia di utilizzo del suolo pubblico, ma senza ricevere neanche un riscontro generico.

Questa continua chiusura ad ogni contributo dei cittadini, sempre pronti però ad ascoltare le varie lobby che non possono che perorare le loro cause particolari, è l’ennesimo pessimo viatico per l’attesa nuova disciplina in materia di OSP.

 

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