Proroga governativa per le OSP “COVID”, continuerà anche il far west?

La proroga della normativa emergenziale decisa dal governo ha reso inutile l'intervento del Campidoglio. Rimane però inaffrontato il tema dei controlli, resi difficili dalle carenze d'organico

Nulla di fatto per il tentativo del Comune di Roma di restringere il campo d’azione della cosiddetta normativa emergenziale per le Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP).

Come infatti aveva spiegato lo stesso sindaco Gualtieri in un incontro con alcune associazioni di cittadini, a fronte della scadenza del regimen emergenziale al 30 giugno p.v., l’intenzione era di consentire ai locali di mantenere le OSP “COVID” fino all’autunno ma con un’importante limitazione: al fine di alleggerire la pressione delle OSP nelle aree più centrali, si era deciso di non consentire la proroga dei soli ampliamenti nel territorio del Municipio I.

In altri termini, si prevedeva di prorogare tutte le OSP “Covid”, sia quelle interamente nuove sia gli ampliamenti di OSP esistenti, ma queste ultime non nel Municipio I.

 

Il provvedimento era già stato approvato dalla giunta capitolina ed aspettava di passare anche in Assemblea Capitolina, ma è sopraggiunta la decisione del governo nazionale, il quale ha sostanzialmente prorogato la disciplina OSP “COVID” fino al 30 settembre di quest’anno.

Niente riduzione quindi delle OSP nel territorio del Municipio I, bensì una proroga generalizzata per tutta la città di Roma.

 

L’amministrazione capitolina ha espresso rammarico per non aver potuto limitare il rinnovo delle OSP “COVID”, ma il punto centrale di tutta la questione continua a rimanere non affrontato.

A prescindere infatti dal merito della normativa, l’esplosione incontrollata di OSP “COVID” soprattutto nelle aree più centrali di Roma è stato determinato dal meccanismo di “presentazione della domanda di nuova OSP e contestuale allestimento” che ha reso impossibili i controlli.

Gli uffici commercio di alcuni municipi, quello del Municipio I in particolare, sono stati sommersi di richieste che non hanno potuto lavorare, ossia verificarne la legittimità, rendendo così impossibili anche i controlli della Polizia Locale.

Moltissimi locali hanno approfittato di un tale meccanismo e allestito OSP in violazione delle norme di sicurezza o del Codice della Strada, avendo comunque la garanzia dell’impunità.

 

La proroga generalizzata decisa dal governo non copre eventuali illegittimità delle OSP, per cui l’amministrazione capitolina potrebbe ugualmente alleggerire la pressione delle OSP cominciando a fare controlli seri e diffusi che senz’altro porterebbero all’eliminazione di centinaia di nuove OSP.

I controlli sono però possibili solo potenziando gli uffici commercio, quello dei Municipi I e II in particolare, consentendogli così di controllare tutte le richieste di OSP “COVID” presentate e procedendo con la decadenza di quelle fuorilegge.

Purtroppo questo è un punto su cui l’amministrazione capitolina continua a glissare. A domanda diretta il sindaco Gualtieri nell’incontro con le associazioni ha detto che i tempi per le assunzioni di nuovo personale sono lunghi e così certificando il fatto che la stragrande maggioranza delle OSP continueranno a non essere controllate.

 

Continueremo quindi a vedere OSP che occupano interi marciapiedi, che invadono gli incroci, che impediscono il transito in sicurezza dei pedoni. I municipi continueranno a fare qualche controllo qua e là, eventualmente anche qualche rimozione di tavolini abusivi, ma ben sapendo che non ci sarà modo di assicurare il benché minimo rispetto per la legalità.

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