Stazione Metro Libia: ci vuole un sottomarino

I piani più bassi sono pieni d'acqua. Per le infiltrazioni bloccati gli ascensori e recintati i passaggi pedonali. Nessuna manutenzione per l'ex fermata gioiello

A dicembre del 2019 avevamo mostrato le condizioni esterne della stazione Libia. Quella che era una delle fermate più belle di Roma, progettata dallo studio di architettura Abdr, sembrava bombardata.

A distanza di 16 mesi siamo entrati nella più profonda stazione di Roma su segnalazione di un lettore e abbiamo trovato un degrado inimmaginabile. Ormai sono più le zone interdette al passaggio di quelle dove è consentito camminare. Le infiltrazioni d’acqua sono state lasciate senza alcun controllo e il gres che ricopre i muri è staccato e pericolante.

Il grande atrio che si trova a più di 30 metri sotto il livello del mare, illuminato dalla luce naturale che filtrava dalle vetrate di superficie, è ricoperto da una melma nera e viscida. Tutto intorno una recinzione ancora più precaria.

 

Ovunque secchi poggiati alla rinfusa per cercare di raccogliere l’acqua che cade copiosa dal soffitto e le transenne che dovevano servire a direzionare il transito dei passeggeri sono state trasformate in parapetti di fortuna. La loro funzione è adesso circoscrivere le aree oggetto di allagamento.

 

Il pavimento è scivoloso ovunque e i cartelli che avvertono i passanti di fare attenzione sembrano più una presa in giro che un monito. Per non parlare degli ascensori: ne furono montati nove, ciascuno molto capiente. Potrebbero trasportare fino a 126 persone contemporaneamente ma sono quasi tutti inesorabilmente guasti. Oltre alla cronica assenza di manutenzione di tutti gli impianti di traslazione Atac, qui si aggiunge l’acqua che si infiltra prepotente e rende pericoloso l’uso degli ascensori. Il personale, per non correre rischi, disattiva anche i pochi ancora funzionanti.

Problema che riguarda non solo i disabili ma anche tutti gli altri. Basta avere una borsa o una busta della spesa per avere difficoltà a salire i cinque piani sottoterra. Le scale mobili non sempre sono d’aiuto, anche loro gravate da guasti frequenti.

 

Gli utilizzatori abituali della fermata sono sul piede di guerra: “Non si può abbandonare una stazione seminuova e lasciarla cadere a pezzi”, dice sconsolata Flavia F. che usa la linea B1 per recarsi ogni giorno al Colosseo. E in effetti si tratta di un’opera inaugurata solo otto anni fa, non ottanta!

Nel nostro precedente articolo abbiamo mostrato quanto fosse bella e innovativa il giorno che fu aperta. Lo studio capeggiato da Paolo Desideri, archistar di fama mondiale, ne aveva firmato il design ma qualcosa deve essere andato storto nella realizzazione. Forse le impermeabilizzazioni sono state fatte male, oppure i fognoli di superficie si sono otturati. Fatto sta che se non si interviene la stazione diventerà inagibile e sarà un calvario per i pendolari. Secondo i dati del 2019, a Libia transitano ogni anno 1.572.000 persone che potrebbero essere dirottate verso altre stazioni o – peggio ancora – passare all’utilizzo del mezzo privato.

Gli appelli lanciati in questi anni da blog e giornali sono stati inascoltati tanto che alcuni residenti della zona invitano i concittadini a segnalare ad Atac la situazione, chiedendo un intervento immediato. Si può andare sul sito dell’azienda, cliccare su “Atac risponde” e denunciare le condizioni.

Più volte abbiamo ricordato l’importanza della manutenzione ordinaria e non solo degli interventi straordinari. Una stazione costata più di 45 milioni di euro dovrebbe essere tutelata e costantemente seguita da una ditta edile che può svolgere interventi di riparazione semplici evitando che si arrivi a tal punto. Purtroppo a Roma si interviene solo con azioni straordinarie, con costi elevatissimi salvo poi dimenticarsi dell’opera e lasciarla sprofondare di nuovo nel degrado.

 


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Metro B1: la stazione Libia è devastata dopo solo 7 anni. Reportage fotografico del prima e dopo – Diarioromano

 

 

 

 

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Una risposta

  1. Mi rivolgo alla Corte dei Conti, signori dormienti.
    La stazione metro Libia costata 45 milione e’ senza manutenzione e si sta progressivamente deteriorando.
    Tanti soldi buttati al vento non esiste un danno erariale?

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