Sindaco da neanche una settimana e con già un pedone sulla coscienza

Ovviamente Gualtieri non ha responsabilità dirette nell'incidente di martedì scorso, ma è indispensabile che prenda subito qualche iniziativa per provare a fermare la strage

Nuova tragedia della strada a Roma lo scorso martedì 26 ottobre: in viale Bruno Buozzi, ai Parioli, un 91enne è stato investito a morte e il suo badante ferito gravemente mentre attraversavano la strada.

Non si sa ancora se l’attraversamento veniva effetuato sulle strisce pedonali o meno, ma rimane il fatto che ancora un pedone perde la vita a Roma mentre attraversa la strada, ennesima puntata di quella che fin dall’inizio delle nostre pubblicazioni abbiamo chiamato la “mattanza pedonale“.

 

Roberto Gualtieri si è insediato il 21 ottobre scorso, per cui questa prima tragedia stradale avviene a meno di una settimana da quando è sindaco di Roma. Ovviamente non gli si può dare una diretta responsabilità in questo tragico accadimento, ma tra le cose che dovrebbe aver studiato per prepararsi al Campidoglio ci sarà stata l’emergenza stradale che da anni perdura a Roma.

Purtroppo nutriamo qualche dubbio, stante l’attenzione maniacale di tutti i candidati sindaco alla monnezza, le buche, i cinghiali, senza che qualcuno prestasse attenzione ad un problema che ogni anno fa centinaia di morti.

 

Che si sia preparato o meno a questa ennesima emergenza romana, sarebbe bene che il sindaco Gualtieri vi mettesse subito mano, cominciando col chiedere al comandante della Polizia Locale di stabilire controlli straordinari per il rispetto delle strisce pedonali, per reprimere i diffusissimi eccessi di velocità, per cominciare ad attaccare l’invasione delle soste selvagge che spesso sono concausa degli incidenti.

 

In mancanza di azioni immediate il sindaco non potrà che essere ritenuto corresponsabile di queste morti. Non è detto infatti che qualsiasi misura presa risulti immediatamente efficace, ma senz’altro il lasciare lo status quo non può che mantenere le strade di Roma tra le più pericolose d’Europa (del mondo?).

 

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