Paolo, cieco dalla nascita, e l’avviso acustico sui bus Atac

paolo leonardi
Paolo Leonardi

 

 

Che ammirazione per un ragazzo come Paolo Leonardi! Romano, non vedente dalla nascita, ha fondato un blog che racconta vizi e virtù di Roma nei confronti dei disabili visivi. Si è diplomato in pianoforte e ora sta per concludere il corso di studi in giurisprudenza. Ha giocato nella nazionale italiana di calcio a 5 per non vedenti ed è appassionato di tecnologie.

Insomma le sfide non lo spaventano, anzi lo stimolano. Ma Roma, si sa, è una città che supera tutte le altre per i suoi disservizi, i suoi disagi, la sua sciatteria. Se è invivibile per i normodotati, immaginiamo cosa può essere per un cieco.

Spulciando nel suo blog, abbiamo trovato questa storia molto interessante e riguarda gli avvisatori acustici di fermata installati su molti mezzi ma quasi mai funzionanti. Si tratta di un dispositivo vocale automatico che avverte della fermata e della direzione del bus in arrivo. In questo modo il cieco in attesa non avrà bisogno dell’aiuto di qualcuno per sapere quale linea sta transitando e potrà muoversi in autonomia.

bus-atac

 

Paolo, lo scorso 23 agosto, si trovava in attesa di un autobus sostitutivo della metro A, una di quelle navette che circolavano al posto dei vagoni fermi fino al 1° settembre per i lavori sulla tratta. Quasi non crede alle sue orecchie quando sente che il mezzo in arrivo apre le porte e emette il segnale acustico. Un evento per Roma, una cosa che accade così raramente da essere oggetto di articoli sui blog. Eppure in tutte le altre grandi città del mondo l’avviso acustico è la prassi e si trova praticamente sull’80 per cento degli autobus. Qui a Roma non vi è traccia del servizio, nonostante tutti i mezzi di nuova generazione ne siano dotati. Come mai? Forse per la solita sciatteria che caratterizza Atac. I bus sono stati acquistati con il dispositivo ma nessuno ha mai emesso una circolare agli autisti perché lo mettano in funzione. O, ancora peggio, gli autisti questa circolare l’hanno ricevuta ma se ne infischiano.

Fatto sta che il nostro Paolo ha notato che in quell’unica occasione di funzionamento dell’avvisatore, il conducente del bus si è soffermato a scherzare con altri colleghi che erano alla fermata e ha sottolineato quanto lui fosse “moderno e al passo con i tempi”.

Che tristezza per un’azienda come Atac. In qualsiasi altra realtà europea ci si indignerebbe se il bus non avesse l’avvisatore in funzione. A Roma accade il contrario. E poi – scrive Paolo – forse è meglio così: “Sicuramente sarebbero di più quelli cui darebbe fastidio no? Vuoi mettere, ogni fermata diventerebbe un’interferenza nell’orecchio del disattento “smartphonista” di turno, poi che importa del disagio creato al cieco che per scendere dal bus si trova a dover chiedere a gente che il più delle volte ne sa meno di lui o che peggio ancora fornisce indicazioni sbagliate…”

Ecco, noi invece la pensiamo come Paolo e come tanti altri amici non vedenti. Il grado di civiltà di una città si misura proprio da queste cose. Proviamo tutti a segnalarlo all’Atac. Hai visto mai che prima o poi il servizio diventi routine anche a Roma!

 

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