P.za S. Lorenzo in Lucina: ennesimo cantiere sbagliato del Municipio I

Dopo lo sperpero di via Sistina e p.za della Rotonda, il Municipio imbrocca un lavoro corretto ma lo inizia nel momento sbagliato. Le proteste degli operatori

Prima c’è stata via Sistina, dove nell’estate del 2020 il Municipio I di Sabrina Alfonsi ha dilapidato circa 500mila euro rifacendo la strada così com’era, ossia lasciando meno di due metri in totale per i due marciapiedi e oltre sette metri di carreggiata.

Così ne scrivemmo:

Sulla base di quale criterio il Municipio abbia deciso di non modificare la distribuzione degli spazi sulla strada non è dato saperlo ed è sinceramente difficile da comprendere.

Nella stessa zona c’era già stato il pessimo esempio di via Ripetta, dove l’amministrazione di centrodestra nel 2012 aveva buttato 900.000 euro per rifare la strada tale e quale (stesso criterio di via Sistina), e poi il vistuoso progetto di via del Babuino nel 2014, dove l’allargamento dei marciapiedi ha totalmente cambiato il volto della strada.

Con tali precedenti il Municipio di Sabrina Alfonsi ha deciso di replicare il pessimo intervento in via Ripetta del 2012, anziché cogliere l’occasione per ridistribuire lo spazio sulla strada, eliminando la parte  normalmente utilizzata per la sosta in doppia fila e destinandola all’allargamento di entrambi i marciapiedi.

Non occorreva un’archistar per arrivare a tanto, bastava applicare un minimo di buon senso e smetterla di utilizzare criteri degli anni ’60/’70 per amministrare il centro storico della capitale d’Italia nel 2020.

 

 

 

Poi è venuta piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, dove lo stesso Municipio I guidato da Sabrina Alfonsi sta spendendo 800mila euro per rifare una pavimentazione che per gli standard romani era a dir poco perfetta. Giudicare per credere la vecchia pavimentazione:

 

 

 

 

Veniamo infine al cantiere da poco iniziato in piazza S. Lorenzo in Lucina per il rifacimento della pavimentazione e che già ha sollevato molte polemiche.

In questo caso non è il merito dell’intervento il problema, giacché la pavimentazione della piazza meritava una sistemazione da molti anni, bensì il momento deciso per effettuarlo.

 

 

Praticamente tutti gli esercizi commerciali presenti sulla piazza si sono sollevati alla vista dell’allestimento del cantiere. Il cartello dei lavori parla di circa otto mesi di cantiere che inevitabilmente avranno impatti assai negativi per tutti i negozi della piazza. In particolare i bar presenti dovranno ridurre o eliminare in gran parte i loro allestimenti esterni, rischiando addirittura di non poter più operare, nel caso rimanessero in vigore le ultime norme approvate dal governo nazionale e che prescrivono la sola possibilità per i locali di lavorare in presenza di arredi esterni.

Ovviamente agli esercenti è sorta spontanea la domanda: possibile che dopo mesi di chiusura generalizzata dei locali, mesi in cui potevano essere realizzati i lavori senza intralcio per nessuno, si è attesa la riapertura per procedere?

D’altronde per un bar che è stato chiuso per molti mesi, dover limitare o posporre ulteriormente la ripresa delle attività potrebbe significare la chiusura definitiva.

 

 

 

Insomma, sembra proprio che al Municipio I non ne azzecchino una in materia di grandi interventi stradali. Ovviamente è molto più grave scegliere un intervento sbagliato, come nel caso di via Sistina e piazza della Rotonda, ma anche non tenere nella giusta considerazione le impellenti esigenze di operare dei vari esercizi sulla piazza non è una mancanza da poco.

 

A noi questa suona come un’ennesima conferma della pessima qualità del governo del Municipio I, a partire dalla presidente Alfonsi, come abbiamo descritto recentemente, e non ci capacitiamo di come Carlo Calenda possa pensare di valorizzare a livello cittadino incapacità del genere.

 

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