Male Michetti sui tavolini “COVID”, ma anche Gualtieri necessita di spiegazioni

Il candidato del centrodestra promette di mantenere gratuite le nuove OSP, concedendo a chi ha già avuto molto e dimenticandosi di chi invece non ha ricevuto alcun aiuto

Siamo stati probabilmente i primi a renderci conto del pasticcio che stava generando l’amministrazione Raggi con le normativa emergenziale in materia di Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP), o se si preferisce di tavolini e pedane. Già a maggio 2020 infatti, appena approvato in giunta, avevamo descritto i pericoli di un provvedimento mal scritto e di impossibile applicazione:

Leggendo il provvedimento approvato dalla giunta c’è veramente da preoccuparsi di ciò che potrà accadere sulle strade e piazze di Roma. Praticamente chiunque potrà presentare una domanda di ampliamento dell’OSP o di richiesta di nuova OSP per via telematica e immediatamente posizionare i propri arredi sulla strada. Considerato l’enorme numero di domande che arriveranno agli uffici ed il fatto che l’organico non è stato adeguato, ci vorranno tempi biblici perché ciascuna domanda venga lavorata.

 

In realtà le cose sono andate addirittura peggio del previsto, giacché la gran parte delle nuove OSP non sono neanche state valutate dagli uffici e la Polizia Locale ha praticamente sospeso ogni controllo, aspettando che la normativa emergenziale cessasse.

Abbiamo visto così nuovi tavolini occupare interi marciapiedi e percorsi tattili, con i pedoni costretti a transitare sulla carreggiata, nuovi arredi in piazza di Spagna, dove anche la normativa emergenziale li vietava, oppure il moltiplicarsi delle pedane in via Condotti, rimosse a fatica solo perché infastidivano altre attività commerciali di un certo peso (non risultano infatti OSP rimosse per l’eventuale intralcio al transito pedonale, come a dire che conta molto di più l’interesse economico della sicurezza delle persone).

 

Ancora  a marzo di quest’anno abbiamo affrontato il tema, sottolineando come una condivisibile esigenza fosse stata affrontata dall’amministrazione Raggi nel peggiore dei modi.

 

La normativa emergenziale che ha permesso gli allargamenti e le nuove OSP scadrà a fine dicembre di quest’anno, ma già si sono fatte ipotesi su una sua estensione. Per moltissimi esercenti tale normativa ha infatti rappresentato la prima possibilità di avere arredi esterni, altrimenti non consentiti dalle norme vigenti, per di più a canone zero, avendo l’amministrazione Raggi sospeso fin dall’inizio della pandemia ogni canone di occupazione di suolo pubblico.

Il primo a paventare una proroga della normativa è stato il suo stesso artefice, l’ancora per poco assessore al commercio Andrea Coia, che pensando di ingraziarsi una buona parte del commercio romano a settembre ha dichiarato l’intenzione di portare la scadenza alla fine dell’anno prossimo, nel caso di riconferma della Raggi. Purtroppo per Coia questo suo tentativo pare aver sortito l’effetto opposto, stante che egli ha ricevuto poco più di duecento preferenze alle elezioni di domenica (224 preferenze in totale per chi ha diretto per oltre cinque anni il commercio a Roma non possono che rappresentare una sonora bocciatura).

 

 

Come abbiamo scritto a più riprese, il caos generato dalla normativa emergenziale non sarà facile da recuperare e, trattandosi di un problema complesso, non è un caso se praticamente non è stato affrontato da nessuno dei candidati durante la campagna elettorale.

 

Giunti però al ballottaggio i candidati vincenti hanno bisogno di mobilitare ancora di più le persone e per questo sembra che ora abbiano rotto gli indugi.

Ha cominciato il candidato del centrodestra, Enrico Michetti, che qualche giorno fa ha dichiarato:

Le pedane dinnanzi ai ristoranti saranno confermate a costo zero. Questa è una cosa su cui mi adopererò in prima persona se dovessi diventare sindaco.

 

Sembrerebbe una dichiarazione di buon senso questa del Michetti, volta a consolidare la ripresa degli affari degli esercizi di somministrazione, bar e ristoranti.

Peccato però che il candidato del centrodestra non si renda conto, oppure faccia finta di non sapere, che bar e ristoranti sono gli unici ad aver ricevuto aiuti consistenti da parte dell’amministrazione capitolina, che invece ha totalmente dimenticato tutte le altre attività commerciali. Molti negozi non hanno riaperto dopo le chiusure causa COVID e moltissimi che lo hanno fatto versano in gravi difficoltà economiche, non avendo ricevuto un singolo euro di aiuto.

Vi è il caso emblematico di piazza Campo de’ Fiori, dove tutti i locali di somministrazione da tempo hanno ripreso alla grande i loro affari, cosa di cui tutti possiamo rallegrarci, grazie anche all’esenzione dei canoni OSP. Nella stessa piazza vi è però una piccola libreria indipendente, unica storica attività non alimentare che meriterebbe il massimo del sostegno, che non ha ricevuto praticamente nulla in termini di aiuti da parte dell’amministrazione capitolina e che si sostiene con mille difficoltà solo grazie all’impegno e alla passione dei titolari.

 

Verrebbe allora da chiedere al Michetti perché non far ricominciare a pagare almeno i canoni OSP a chi da tempo ormai ha ripreso l’attività a pieno regime, potendo così destinare qualche aiuto alle altre attività che, pur sopravvissute, ancora scontano gravi difficoltà economiche accumulate durante la chiusura.

Vi sarebbe sempre il problema di trovare una soluzione per le innumerevoli nuove OSP che violano il codice della strada o le normative di sicurezza e che quindi non sono sanabili, ma che almeno chi ha ricominciato a guadagnare regolarmente, se non più di prima grazie ai nuovi dehors, torni a contribuire alle casse comunali permettendo di aiutare chi ancora rischia di chiudere definitivamente.

La dichiarazione di Michetti appare porsi quindi in continuità con quanto proposto dal Coia prima delle elezioni: una mossa puramente propagandistica che concede ancora di più a chi ha già avuto e dimentica del tutto chi invece non ha ancora ricevuto alcun aiuto.

 

L’altro candidato al ballottaggio, Roberto Gualtieri per il centrosinistra, non ha ancora preso posizione sul problema delle OSP emergenziali, ma una sua recente dichiarazione fa pensare che egli non abbia ben chiara la complessità del problema. Nell’ambito del suo colloquio con la sindaca uscente pare infatti che Gualtieri abbia parlato dei tavolini extra concessi a bar e ristoranti come di “una misura che ha abbellito tante piazze“.

Saremmo curiosi di sapere dove l’abbia visto questo abbellimento il Gualtieri, stante che tavolini in gran numero sono da sempre presenti in tutte le piazze di Roma e nell’unica grande piazza del centro storico dove mancavano, piazza di Spagna, sono stati allestiti dehors a dir poco discutibili.

 

Confessiamo che dal candidato Michetti non ci aspettiamo molto, avendo egli già dimostrato di non avere un minimo di visione su Roma né competenze o esperienze utili a governare la sua complessità.

Avendo invece il candidato Gualtieri dimostrato di essere meglio “equipaggiato” per un compito così difficile come governare Roma, sia in termini di esperienza personale che di competenze presenti nel suo schieramento, ci aspettiamo che lui affronti la questione “OSP emergenziali” con l’attenzione che merita. Vi è infatti una parte di nuove OSP che meriterebbero di rimanere, a patto di riuscire ad inquadrarle nell’ambito delle normative superiori esistenti, ma c’è un’altra parte che bisognerà trovare il modo di ricondurre velocemente nell’ambito della legalità, a tutela della sicurezza dei cittadini e della concorrenza leale tra operatori commerciali.

Nella prossima consiliatura vi sarà certamente la necessità di rivedere tutta la materia delle occupazioni di suolo pubblico, per farne finalmente uno strumento di governo del territorio; si potranno ad esempio disincentivare gli affollamenti eccessivi, prevedendo canoni adeguati per i luoghi più preziosi (superando quindi gli attuali circa 80 centesimi al metro quadrato al giorno!?!), e incentivare le OSP nelle strade più isolate arrivando anche ad una loro gratuità.

Ci vorrà senz’altro del tempo per arrivare a ciò, ma nel frattempo vanno affrontate le situazioni più pericolose senza strizzare l’occhio agli esercenti più spregiudicati.

 

 

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