L’inutile (e dispendioso) rinvio a giugno del voto in 8° Municipio

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Sembra che la giunta Raggi sia affetta da una strana allergia al voto dei cittadini. Prima il rinvio del referendum sulla privatizzazione di Atac e adesso anche le elezioni in VIII° Municipio slittano alla primavera. Eppure il 4 marzo, data delle consultazioni politiche nazionali, era perfetta. Ma senza apparente motivo si è deciso di chiamare più volte i cittadini alle urne, provocando un notevole dispendio economico e organizzativo (chiusura delle scuole proprio nei giorni di esame).

La caduta dell’VIII° Municipio risale all’aprile del 2017, quando il presidente grillino Paolo Pace rassegnò le dimissioni a causa della frattura interna alla sua stessa maggioranza. Troppi dossier aperti nella zona Colombo, Garbatella, Ostiense. Dal recupero degli ex Mercati Generali, al centro direzionale di piazza dei Navigatori all’ex Fiera di Roma. Progetti importanti sui quali i pentastellati non hanno trovato la quadra. Pace lasciò polemicamente la guida del municipio e passò nelle settimane seguenti con il centro-destra. Da allora la sindaca Raggi ha commissariato la mini-giunta ed ha assunto tutti i poteri. Sono trascorsi 10 lunghi mesi e dunque che si dovesse tornare al voto in quella fetta di Roma era cosa nota da tempo. Una maggioranza che si professa sempre attenta al risparmio e al taglio dei costi della politica aveva un’occasione concreta per dimostrarlo: unificare il voto locale con quello nazionale. Ma voci ben informate sostengono che il gruppo 5stelle in quel municipio sia oggi più litigioso di prima. E dunque la possibilità di trovare un candidato unitario e una serie di nomi disposti a mettersi in lista è del tutto vana.

Sarebbe questo il motivo che ha spinto la Raggi a rinviare le elezioni a giugno, costringendo alla chiusura delle scuole e alla chiamata degli scrutatori per due volte in pochi mesi. Ma non solo: c’è ancora da stabilire la data del referendum sulla privatizzazione di Atac per il quale i Radicali hanno raccolto 33 mila firme e che dovrebbe tenersi entro l’estate. Sebbene la giunta Raggi abbia già prorogato il contratto di servizio con l’azienda fino al 2021 (contro ogni logica e anche contro la normativa), la consultazione popolare si farà comunque. Cosa farà la Sindaca? Convocherà i romani per una terza volta alle urne?

C’è poi il caso del III° Municipio ormai prossimo alla caduta. La presidente Roberta Capoccioni non ha più la maggioranza in consiglio, dopo che 4 consiglieri 5stelle sono passati all’opposizione o al gruppo misto. Abbiamo già scritto della paralisi che ha investito quel quadrante di Roma e degli importanti provvedimenti che non riescono a compiere passi avanti. La novità delle ultime ore è la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia con l’appoggio di altri consiglieri di opposizione, compresi i transfughi pentastellati. Dovrebbe essere discussa in consiglio entro le prossime due settimane e a quel punto la presidente Capoccioni sarebbe costretta a dimettersi. Roberta Lombardi che è nata politicamente nel III° Municipio, sta facendo di tutto per evitare questa rovinosa caduta a pochi giorni dalle elezioni alla Regione, per la quale corre come presidente. Sarebbe un colpo alla sua immagine, dato che quel Municipio è considerato un suo feudo.

Riuscirà la Lombardi a far sopravvivere la giunta Capoccioni come una sorta di zombie senza possibilità di decisione, dato che non ha la maggioranza? Oppure i cittadini di Montesacro, Conca d’Oro e Talenti torneranno alle urne a fine 2018?

 

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Pubblicato da Andrea Coia su Venerdì 3 luglio 2020
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