Riceviamo e pubblichiamo la nota di risposta dell’assessora Lucarelli al nostro articolo dell’11 agosto u.s.
Ringraziamo l’assessora per le sue osservazioni, che però continuano a non convincerci, e ci riserviamo di commentarle nei prossimi giorni.
La lettera dell’assessora può essere scaricata a questo link ed il testo viene comunque riportato di seguito. ![]()
Alla Cortese Attenzione della Redazione di “Diario Romano”
Gentile Redazione,
ho letto con attenzione il vostro articolo dell’11 agosto dal titolo “Cartelloni a Roma: Gualtieri azzera la riforma del 2014 e fa riscrivere le norme alle ditte pubblicitarie”.
Mi permetto di intervenire perché alcune affermazioni riportate non corrispondono ai fatti e rischiano di restituire un’immagine parziale e imprecisa del lavoro che stiamo portando avanti. Si tratta di un intervento organico, volto a riformare e riordinare un intero settore, superando criticità e incertezze che da anni ne condizionano la gestione. L’obiettivo è duplice: da un lato, garantire regole chiare e trasparenti, assicurando che l’assegnazione degli spazi avvenga esclusivamente tramite procedure pubbliche di gara; dall’altro, ridurre in maniera significativa la superficie pubblicitaria complessiva presente in città e pianificare l’utilizzo dello spazio pubblico in modo ordinato, sostenibile e coerente con il contesto urbano. Tutto questo con tempi serrati, proprio per dare finalmente risposte efficaci alle richieste dei cittadini e delle cittadine.
Scrivete, ad esempio, che “dopo 4 anni di nulla, l’amministrazione capitolina propone nuove regole che aumentano gli impianti e danno più poteri ai privati, prorogando la Cartellopoli attuale per altri 10 o 20 anni”.
In realtà è vero il contrario: il nuovo regolamento è stato pensato proprio per chiudere la stagione delle proroghe concesse senza gara. Lo strumento per farlo sono i nuovi Piani di Localizzazione, equivalenti – per la pubblicità – a quello che i Piani del Commercio sono per gli ambulanti: la base giuridica e tecnica per bandire gare pubbliche con regole chiare e applicabili.
Criticate poi il fatto che “la giunta approva la riforma il 31 luglio e chiede ai Municipi di esprimersi nei canonici 30 giorni, coincidenti con la chiusura estiva”.
Quel termine è previsto dalla normativa. Un’amministrazione non può sospendere la propria attività nei mesi estivi, ma può e deve modulare i tempi procedimentali successivi per consentire a tutti di intervenire. I Piani di Localizzazione saranno comunque approvati dalla Giunta solo dopo aver ascoltato i territori attraverso il confronto con i Municipi, successivamente all’approvazione in Assemblea Capitolina del regolamento.
Scrivete ancora che “l’amministrazione Gualtieri annulla tutto quanto fatto negli ultimi undici anni, a partire dal Piano Regolatore del 2014”.
Non c’è nessun azzeramento: l’impostazione del 2014 e il relativo Piano Regolatore restano la struttura di base, con molti articoli identici nella formulazione. Le modifiche sono frutto dell’esperienza maturata e di una evoluzione normativa che ha reso inapplicabili alcune procedure di allora: la legge 160/2019, ad esempio, impone che il regolamento indichi fin da subito la superficie massima autorizzabile in metri quadrati.
Sul passato ricordiamo che i Piani di Localizzazione del 2017 non furono mai approvati in via definitiva perché non individuavano fin dall’inizio le ubicazioni precise degli impianti da mettere a gara: un vulnus giuridico che ne impedì l’attuazione. I nuovi Piani, invece, partono da ubicazioni attuali – dati certi – e sono finalizzati a una riduzione, in numero e in mq, dell’esistente, valorizzando il percorso di partecipazione dei Municipi. La riduzione è immediatamente quantificata in mq e non affidata a calcoli successivi sugli indici di affollamento, ed è parametrata al rapporto tra pubblicità e popolazione e tra pubblicità e dimensione territoriale, come previsto dalla stessa legge 160/2019.
Affermate che “si dà possibilità ai privati di intervenire nella pianificazione, come nel 2009 con Alemanno”.
Il coinvolgimento delle associazioni di categoria è previsto dalla legge e serve a garantire un regolamento solido anche dal punto di vista giuridico, riducendo il rischio di ricorsi. La vera novità è che i nuovi Piani avranno dimensione municipale, non più per ambiti sovracomunali, così che i Consigli municipali possano integrare nei pareri anche le istanze di comitati e
associazioni di cittadini.
Infine, scrivete che “si ripristinano i grandi formati (4×3 e 6×3), aboliti in passato”. Non è un ritorno a “Cartellopoli”: i formati maggiori saranno ammessi solo in determinate aree, compatibili con il contesto urbano, e sempre nel quadro di una riduzione complessiva della superficie espositiva. Tornare a renderli possibili significa prendere atto delle esigenze di mercato adattandole alle caratteristiche specifiche di Roma, non liberalizzarli indiscriminatamente.
Questo regolamento non è “dettato” da nessuna lobby. È un testo costruito su norme vigenti, dati concreti e obiettivi di decoro urbano.
Il nostro obiettivo è colmare un vuoto che dura da anni, avviare gare trasparenti, ridurre l’impatto della pubblicità sul territorio e legare gli impianti a servizi di pubblica utilità.
Ritengo che, su un tema così complesso e con una storia così lunga, sia indispensabile fondare il dibattito su basi documentate e sull’analisi normativa.
Monica Lucarelli
Assessora alle Attività Produttive, alle Pari
Opportunità e All’Attrazione Investimenti




2 risposte
Grazie per aver preso a cuore l’argomento ed averlo chiarito. Confidiamo nella sensibilità e buona volontà per realizzare ciò che è meglio per questa città.