La conversione pro-Bolkestein di Virginia Raggi (e del M5S)

Quasi 5 anni passati a difendere in ogni modo gli ambulanti tradizionali ed ora la sindaca cambia totalmente idea a seguito di un parere dell'autorità per la concorrenza

La cosiddetta “direttiva Bolkestein” (direttiva 2006/123/CE) è un provvedimento adottato nel 2006 dal Parlamento Europeo e in sostanza prevede la messa a gara di tutte le attività che si svolgono su suolo pubblico. Il principio della direttiva sta nella limitatezza del suolo pubblico, che non può essere appaltato ad un soggetto per sempre, ma deve essere messo a gara periodicamente per offrirlo a chi può garantire alla città i servizi migliori.

Tale direttiva è stata recepita nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo n. 59 del 2010 ma finora mai applicata per una serie di proroghe che via via vari governi hanno concesso.

 

Su queste pagine abbiamo sempre difeso la bontà della direttiva Bolkestein, in particolare in relazione al settore del commercio ambulante romano, le cosiddette bancarelle. Considerata infatti la situazione assolutamente patologica delle bancarelle a Roma, oltre 12.000 operatori ambulanti localizzati nei luoghi più disparati della città, l’applicazione dei principi della Bolkestein avrebbe permesso di mettere ordine in tale settore riducendo le licenze, rilocalizzandole e mettendole a bando.

 

Purtroppo l’attuale amministrazione capitolina si è sempre professata fermamente contraria alla direttiva Bolkestein e non ha perso occasione per manifestarlo con comunicazioni o atti formali. Peraltro la linea dei cinque stelle romani è sempre apparsa perfettamente in linea con quella del M5S nazionale, che già nel 2016 con l’allora capo politico Luigi Di Maio sposava personalmente e platealmente la linea NO-Bolkestein.

 

 

D’altronde una pietra tombale sulla direttiva Bolkestein applicata al settore del commercio ambulante è stata posta dal governo Conte 1 con la legge finanziaria del 2018. Ne parlammo ad inizio 2019 mostrando anche un video con gli ambulanti di una nota famiglia romana che si congratulano con l’allora presidente del consiglio per l’enorme regalo ricevuto.

 

A livello romano proviamo ad elencare alcuni momenti salienti della contrarietà alla Bolkestein da parte del M5S.

 

  1. Mozione presentata nel novembre 2016 da Andrea Coia ed approvata dall’Assemblea Capitolina:

Impegno per la Sindaca ad attivarsi presso il Governo al fine di ottenere una proroga delle concessioni dei posteggi su aree pubbliche fino all’anno 2020 e  affinché utilizzi tutti gli strumenti idonei alla modifica della parte relativa al commercio su aree pubbliche della direttiva 2006/123/CE (c.d. “Bolkestein”) e  del decreto legislativo n. 59/2010 che la recepisce.

 

2. Nuovo regolamento sul commercio ambulante, scritto da Andrea Coia, che nelle premesse riposta il seguente testo:

il Movimento 5 Stelle è contrario all’applicazione della direttiva europea 123/2006 (cd. Bolkestein)… e auspica e manifesta l’intento di voler stralciare dalla presente normativa ogni riferimento alla messa a bando e durata delle licenze ad oggi esistenti …“.

 

3. Post trionfante del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito (maiuscolo suo):

FUORI DALLA BOLKESTEIN
DOPO ANNI DI IMPEGNO, E MALGRADO IL PD E GLI ALTRI PARTITI, LA PROMESSA E’ MANTENUTA:

IL SETTORE DEGLI AMBULANTI E’ FUORI DALLA BOLKESTEIN

 

Ricordiamo inoltre che uno dei motivi della cacciata dell’assessore al commercio Adriano Meloni fu senz’altro la sua volontà di approfittare delle norme della Bolkestein per riordinare il commercio ambulante a Roma, operazione chiaramente osteggiata dall’allora presidente della commissione commercio, Andrea Coia, ed evidentemente anche dalla sindaca Raggi.

 

Infine, in occasione dell’approvazione della delibera Coia sul commercio ambulante scrivemmo:

Sei giovane, ti sei inventato una nuova formula di vendita su strada? Cucini cibo di qualità? Vuoi vendere prodotti artigianali del tuo territorio? Te lo scordi! Il MoVimento 5 stelle ha deciso che chi opera oggi, dovrà farlo per sempre. E tutti gli altri fuori!

 

Ebbene, con nostro enorme stupore ieri abbiamo udito la sindaca Raggi sposare esattamente questa posizione. In occasione infatti dell’ultima diretta del venerdì, la Raggi ha detto in sostanza: basta con il monopolio delle licenze ambulanti a Roma, mettiamo tutto a bando così come indicato dalla direttiva Bolkestein!?!

Una conversione di 180° fatta nel giro di qualche settimana, dopo che l’amministrazione capitolina aveva prorogato fino al 2032 le licenze dei camion bar possedute dai Tredicine.

L’occasione di un tale radicale mutamento di posizione è stata data alla sindaca da un recentissimo parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), da lei richiesto, proprio in merito alla proroga delle licenze ambulanti.

Ne avevamo parlato anche noi di questa richiesta, in verità prendendola come una foglia di fico ideata dalla Raggi per scaricarsi un po’ di responsabilità per la mega-proroga delle licenze ambualanti.

 

Ora che il parere è arrivato, con tanto di invito all’amministrazione capitolina a disapplicare le norme nazionali in materia di commercio ambulante, la Raggi ha deciso questa conversione “a U”, ovviamente guardandosi bene dal fare autocritica delle posizioni opposte prese per oltre quattro anni dalla sua amministrazione. Come si fede nel video, la sindaca l’ha buttata là come niente fosse, vendendosela come l’ennesimo successo della sua amministrazione.

 

Noi siamo ben lieti che praticamente a fine mandato Virginia Raggi abbia compreso l’importanza della concorrenza nel settore delle bancarelle, anche se ormai è per lei troppo tardi per fare qualcosa di significativo. L’occasione per sistemare il settore la Raggi e la sua amministrazione l’hanno avuta nel 2017, ma la scelta cadde sul Coia protettore dello status quo, anziché sul Meloni riformatore.

Tra l’altro siamo convinti che la Raggi la faccia troppo facile quando afferma che sulla base del parere dell’AGCM ora si potrà disattendere la normativa nazionale. È facile infatti immaginare l’enorme contenzioso giudiziario che un tale modo di procedere potrà generare con gli agguerriti ambulanti romani.

Quello che va fatto è probabilmente investire il governo nazionale della questione affinché si faccia promotore di un’inizaitiva parlamentare che adegui la normativa vigente al parere dell’autorità.

 

Da ultimo segnaliamo l’improvvisa conversione anche dell’assessore Coia: dall’indossare magliette NO-Bolkestein al rilanciare il post pro-Bolkestein della sindaca è stato un attimo.

 

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