Il comune non fa derattizzazioni: l’appalto è bloccato dal 2016

I 7,5 milioni destinati alla lotta ai topi sarebbero stati spostati da Gualtieri su altre poste di bilancio. Nel frattempo si moltiplicano gli avvistamenti di enormi roditori

A pochi giorni dal suo insediamento, Virginia Raggi accorse a Tor Bella Monaca dove un gruppo di ragazzini si era divertito a fare la conta dei topi. Ne avevano avvistati 25 in pochi minuti e il loro video divenne virale costringendo la neosindaca a promettere derattizzazioni radicali.

Quella giunta non c’è più, ora al suo posto c’è l’amministrazione Gualtieri. Nonostante siano trascorsi quasi sei anni e in Campidoglio si siano succeduti due sindaci, il bando per la derattizzazione non è mai partito. I roditori continuano a essere protagonisti sulle nostre strade e alcuni quartieri sono in allarme, come Montesacro dove una colonia si è insediata tra via Olindo Guerrini e via Dario Niccodemi, preoccupando non poco i residenti.

 

La gara per bonificare il sottosuolo che i grillini avevano promesso nel 2016 fu approntata solo nel 2020: quattro anni per scrivere il bando!! Ma questo non è mai stato assegnato nonostante in cassa vi fossero 7,5 milioni di euro destinati alla lotta ai topi. Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Tempo, Gualtieri ha deciso di disimpegnare i fondi e spostarli su altre poste di bilancio.

Insomma i topi possono continuare a dormire tranquilli e moltiplicarsi, tanto il loro allontanamento è affidato ad Ama e questa azienda, si sa, non brilla per efficienza. Con pochi soldi e scarsi mezzi a disposizione, Ama svolge interventi spot senza incidere davvero sul fenomeno e così gli avvistamenti si susseguono. Anzi le nuove pedane installate, col pretesto del Covid, fuori da bar e ristoranti sono l’habitat ideale per il “sorcio” romano che si nutre degli scarti di cibo che filtrano dal pavimento ed è protetto da occhi indiscreti. E poi i cassonetti, luogo di elezione per i roditori che trovano alimenti in abbondanza.

Dati ufficiali sulla popolazione di ratti residenti a Roma non ce ne sono, ma uno studio del 2014 condotto da alcuni esperti dell’Università La Sapienza parla di 3 topi per ogni abitante, che si traduce in un numero oscillante tra i 5 e i 7 milioni. Poiché a Roma i cassonetti dei rifiuti sono 60.000, si può immaginare che teoricamente per ogni cassonetto ci sono 116 topi pronti a banchettare.

Intendiamoci, Roma è sempre stata popolata nelle sue fogne ma la giunta Raggi offrì un aiuto involontario alla moltiplicazione dei topi. Spiega Rino Fabiano, assessore all’Ambiente del II Municipio, intervenuto per arginare l’invasione nel parco di Villa Chigi: “In città non ci sono servizi pubblici attivi in tema di derattizzazione. Un problema che affonda le radici a sei anni fa quando il commissario Tronca prese le redini del Campidoglio. Ai Municipi vennero cancellati i denari per sanificazioni di scuole e edifici pubblici e venne eliminato il fondo chiamato Ama Card, un credito già esiguo di circa 10 mila euro che potevamo spendere direttamente commissionando ad Ama gli interventi“.

Da allora il Comune avrebbe dovuto pianificare un bando cittadino affidando il compito della derattizzazione a società esterne specializzate. Ma questo bando non ha mai visto la luce.

Non c’è da stupirsi, dunque, se nel maggio scorso un bel topone fu visto scorrazzare nel banco alimentare di un supermercato in viale Angelico, che fu costretto a chiudere poco dopo.

 

L’ineffabile Selvaggia Lucarelli che è sempre alla ricerca di qualche colpevole per i mali del mondo, un paio di mesi fa accusò il sindaco Gualtieri di essere responsabile della presenza di un topo sotto al tavolo del ristorante dove la giornalista stava mangiando nel quartiere Prati. Mentre l’attrice Giuliana De Sio pensò di vendere la sua casa dopo che a ottobre fu seguita da un enorme roditore nelle scale del palazzo dove abita.

Sebbene in questo periodo la gente è convinta che esista un solo virus e una sola malattia, nella realtà le minacce alla salute arrivano da altri patogeni pericolosi che possono essere veicolati dai ratti. “Possono trasmettere fino a cento malattie“, spiega all’agenzia Dire il biologo Fernando Pasqualucci.Essi fungono da serbatoi e contengono organismi che vengono trasferiti all’uomo da un animale intermedio come una pulce o una zecca“. Le rickettsie, i vermi sono tra i più comuni ma poi basta venire a contatto con il sangue, le urine, le feci o i peli del topo per una via di trasmissione ancora più diretta.

Gli anni persi durante l’amministrazione Raggi hanno permesso ai roditori di consolidare le loro colonie. Basti pensare che possono riprodursi 12 volte l’anno e hanno una gestazione di soli 20 giorni. Ogni cucciolata vale dai 3 ai 12 nuovi individui. E’ probabile che il vecchio conteggio del 2014 secondo cui per ogni romano ci sono tre topi sia da ricalcolare e il risultato non è affatto confortante.

Gualtieri, invece di dirottare altrove i fondi per l’appalto derattizzazione, dovrebbe impegnarsi a farlo partire al più presto.

 


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Video: i topi di Pietralata che banchettano tra i rifiuti – Diarioromano

 

L’immagine di copertina è tratta da ilGiornale.it

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Una risposta

  1. Sono passati due mesi e, per ora, l’unica cosa che è cambiata è il nome del sindaco. Non mi sono accorta di nessun altro cambiamento, purtroppo.

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