I portici di piazza Vittorio come uno slum anni ‘70 nel terzo mondo

Benché l’emergenza non sia mai cessata del tutto, torna esplosiva la situazione dei senza fissa dimora intorno alla piazza. Nuove proteste degli abitanti esasperati

È di nuovo esplosiva la situazione dei portici di piazza Vittorio.

La presenza di senza fissa dimora non è mai completamente cessata, ma il presidio fisso istituito a suo tempo dalla Polizia Locale aveva dato qualche limitato risultato. Eliminato tale presidio la situazione è via via tornata a peggiorare, con le ultime settimane che hanno visto una nuova esplosione di presenze fisse con corredo di problemi di sicurezza, decoro, ma soprattutto di salute pubblica; nella zona è ormai frequente imbattersi in deiezioni umane lasciate dove capita dai tanti senza fissa dimora che l’hanno eletta come residenza stabile.

Questo il post del Gruppo Rione XV Esquilino che descrive la situazione al 1 gennaio u.s.:

 

 

La presenza continua di così tante persone, molte delle quali con problemi anche gravi che richiederebbero assistenza da parte delle istituzioni, è incompatibile con le normali residenzialità e attività commerciali, perché non è pensabile che costoro si arrangino per strada senza servizi igienici regolari e perché non si possono costringere le persone a convivere con individui “problematici” le cui reazioni possono essere imprevedibili.

Qui non si tratta di discriminare persone disagiate, bensì di assisterle, curandole ove necessario, provando a ridare loro una dignità e nel contempo restituire a tanti cittadini condizioni adeguate di decoro, sicurezza e salute nei luoghi in cui vivono.

 

Vi sarebbe l’articolo 4 del vigente Regolamento di Polizia Urbana che vieta il bivacco o l’espletamento di bisogni fisiologici in pubblico, prevedendo sanzioni ed eventualmente l’allontanamento del trasgressore dal luogo in cui il fatto è compiuto (una sorta di DASPO). Peccato però che la Polizia Locale, l’organo primario che dovrebbe occuparsi di polizia urbana, non abbia mai fatto rispettare tali previsioni, se non in casi sporadici, con interventi che durano qualche ora al massimo.

Una decina di giorni fa c’è stato ad esempio un intervento “programmato” (come lo chiamano loro) della Polizia Locale, conseguenza pare delle moltissime segnalazioni ricevute dal comando del Primo Gruppo, che intorno alle 11 del mattino ha sgomberato i portici dai bivacchi, consentendo anche una pulizia da parte dell’AMA. Peccato però che già dal primo pomeriggio tutti i senza fissa dimora erano tornati ai loro posti, rendendo del tutto inutile l’iniziativa dei vigili.

Stesso copione è stato messo in atto ieri, anche in questo caso in seguito alle moltissime richieste di intervento sollecitate dai cittadini: i vigili sono intervenuti allontanando i bivaccatori, l’AMA ha provveduto a pulire i portici e dopo qualche ora i tanti senza fissa dimora sono tornati alle loro postazioni.

Durante quest’ultima azione qualcuno ha sentito un agente dire ai bivaccatori qualcosa tipo: “alzatevi che puliamo”, dimostrando così che lo scopo di questi interventi non è provare a risolvere stabilmente il problema, identificando le persone, individuando quelli bisognosi di assistenza ed eventualmente provvedendo a sanzionare e/o allontanare laddove necessario. Evidentemente agli agenti viene richiesto di fare del loro meglio con un intervento isolato che già si sa non potrà portare ad alcun risultato duraturo.

 

La verità è che le presenze fisse a piazza Vittorio, ma il discorso vale anche per le altre zone di Roma, richiederebbero il coordinamento di diversi uffici, dal Dipartimento Politiche Sociali al Municipio I, alla Polizia Locale e alle altre forze dell’ordine. Purtroppo di tale coordinamento non si vede traccia e al massimo si assiste ogni tanto a qualche sporadico intervento dei vari uffici che però non mostra alcuna efficacia.

E dire che ci sarebbe la “Cabina di regia Esquilino-Termini-Castro Pretorio”, istituita dalla commissione turismo dell’Assemblea Capitolina e che si riunisce presso la Prefettura di Roma  dedicata ad affrontare soprattutto questo tipo di problemi. Peccato però che tale cabina non abbia sortito alcun effetto e da qualche tempo non se ne sia più saputo nulla.

 

L’esasperazione di coloro che abitano a piazza Vittorio sta di nuovo montando, dopo che già negli anni passati avevano aderito alle manifestazioni anti degrado svoltesi nel luglio 2021 e poi ancora nel giugno 2023. Molti di loro cercano di fare la loro parte nel segnalare alle istituzioni le situazioni più gravi, ma in genere senza sortire effetto alcuno. Come quando nel luglio 2021 avvenne la morte annunciata di un senza fissa dimora.

 

L’ultima notizia sulla situazione sotto i portici risale a ieri sera, quando l’ennesima richiesta di intervento è stata declinata dalla Polizia Locale con una risposta incredibile:

 

 

Gli abitanti si stanno organizzando per valutare una nuova diffida (quella inviata all’amministrazione Raggi sortì qualche effetto) o una denuncia in Procura per omissione di atti d’ufficio.

Un primo incontro pubblico è previsto per questo venerdì, in serata sotto i portici, per prendere atto tutti insieme della situazione e concordare i passi successivi.

 

Quello che appare evidente è la totale inconsistenza delle politiche sociali dell’amministrazione Gualtieri, con l’assenza pressoché totale del Municipio I e della Polizia Locale e le altre forze dell’ordine che intervengono solo in presenza di reati.

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