I due mercati rionali di Monteverde sembrano in città diverse: uno devastato e l’altro quasi perfetto

La struttura di l.go S. Eufrasia moderna ed efficiente, i banchi su piazza S. Giovanni di Dio nel degrado da sempre. Mancano 5 milioni per il nuovo plateatico

Da questa foto aerea del 1967 si intuisce che il mercato di piazza S. Giovanni di Dio, 56 anni fa era esattamente uguale a oggi. Banchi affastellati e carenza di servizi. Nel 2023, passeggiare al suo interno, mostra tutta la devastazione che si è accumulata in decenni di incuria, con cavi elettrici pronti a cadere, tettoie crepate e tanta ruggine.

A dicembre 2020, un team di architetti ha vinto il concorso bandito dal Campidoglio per la totale riqualificazione del mercato. Il progetto è stato assegnato allo studio ABC di Verona,  coadiuvato da Giorgio Scarchilli, Alessandro Parena, Damiano Capuozzo e Nicola Braggio. La piazza assumerà una veste completamente nuova, con strutture coperte da pannelli fotovoltaici che costituiranno un luogo vivibile non solo per fare la spesa ma anche per mangiare, rivolgersi a uffici pubblici, parcheggiare, leggere. Nei render realizzati da Alessandro Parena per il concorso, il sogno di quello che potrebbe diventare San Giovanni di Dio.

L’importo per i lavori, quasi cinque milioni di euro, è stato però destinato ad altri scopi. Erano stati stanziati nel bilancio 2021 ma non furono utilizzati e quindi sono andati perduti. Adesso occorre capire quando i fondi saranno di nuovo disponibili e i tempi non si annunciano brevi.

 

Poco distante, il mercato Rionale de Calvi, nel cuore di Monteverde Nuovo, dimostra che anche a Roma è possibile realizzare un posto gradevole e dotato di tutti i servizi. Ve lo mostriamo perché poco conosciuto a chi non vive il quartiere, eppure è un valido esempio da seguire per i tanti mercati che ancora sopravvivono in mezzo alla strada, poco fruibili dagli utenti e scomodi per gli operatori (pensiamo a via Orvieto, Alberone, via Stimigliano solo per citarne alcuni).

Qui a largo Sant’Eufrasia Pelletier, al mattino si vive un’atmosfera tranquilla. La conformazione delle strade è tale che non permette la sosta selvaggia e le auto sono costrette a scendere nel comodo parcheggio sottostante, gratuito per chi fa acquisti.

 

I banchi sono tutti al coperto in modo da permettere di passeggiare sia in estate che in inverno al riparo dagli agenti atmosferici.

 

I rifiuti non sono accatastati agli angoli delle strade in cassette di legno che attirano i topi, ma trovano il loro spazio in cassonetti puliti e ordinati che vengono svuotati facilmente dai mezzi Ama.

 

All’interno si trovano banchi che servono buon cibo per chi ha voglia di un pranzo veloce e non manca uno spazio dedicato alla cultura con la “biblioteca virtuale” e-Lov che permette di scaricare più di 200 titoli del tutto gratuiti, leggibili sul proprio tablet o smartphone. L’altro esempio di questa biblioteca è presente a Tor Bella Monaca.

 

Insomma un piccolo mercato, con 37 posteggi, che però funge da “piazza” per il quartiere, non disturba e garantisce igiene e decoro. Si trova a sette minuti a piedi da San Giovanni di Dio, eppure sembra di stare in due città diverse. Ancora una volta si dimostra che un buon arredo urbano, realizzare parcheggi ben studiati e la pianificazione urbanistica fanno i luoghi. Le due piazze non sono frequentate da popolazioni diverse geneticamente, ma a largo Sant’Eufrasia la mano pubblica ha fatto il suo dovere, mentre a San Giovanni di Dio ha lasciato che fosse l’anarchia a regolare gli spazi. E i risultati parlano da soli.


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Nuova vita per il terribile mercato di piazza S. Giovanni di Dio | Diarioromano

 

 

 

 

 

 

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