Giubileo: le opere si faranno (ma per l’Anno Santo del 2033)

L'elenco degli interventi previsti e il punto sulla partenza dei cantieri. Tranne il sottovia di piazza Pia e piazza dei Cinquecento, tutto è in ritardo di mesi o anni

Martedì il Sindaco Gualtieri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano e Mons. Rino Fisichella, si vedranno per fare il punto sui lavori per il Giubileo. Una riunione della cosiddetta “cabina di regia” che non potrà fare altro che prendere atto dei ritardi della gran parte delle opere.

A parte il sottovia di piazza Pia, null’altro è iniziato. Neanche la riqualificazione di piazza dei Cinquecento dove è stata solo transennata una parte dell’area ma il cantiere vero e proprio è ben lungi dall’essere operativo. Nessuna sorpresa per i lettori di diarioromano che hanno potuto seguire le vicende della costituzione di fantomatiche società pubbliche che avrebbero dovuto accelerare l’esecuzione delle opere (!), poi  la telenovela delle nomine di queste società (11 mesi solo per decidere un paio di persone di vertice), poi la costituzione delle cabine di regia e altre amenità davvero poco commendevoli. Soprattutto per una città che oltre al Giubileo del 2025, si è candidata a ospitare l’Expo del 2030.

La Chiesa ha già annunciato che nel 2033 vi sarà un Anno Santo straordinario per i duemila anni dalla morte e resurrezione di Cristo per cui riteniamo con ragionevole certezza che le opere per il Giubileo del 2025, saranno in realtà pronte per quello del 2033.

Con l’aiuto di uno studio redatto dal Sole24ore, facciamo il punto sullo stato dei cantieri giubilari.

Il DPCM dell’8 giugno del 2023 ha stabilito che 87 interventi siano “essenziali e indifferibili“, mentre altri 97 solo “essenziali” per un importo complessivo di 2,9 miliardi di euro.

I principali tra gli essenziali e indifferibili sono:

  1. sottovia di piazza Pia
  2. riqualificazione via Giulia
  3. riqualificazione percorso pedonale via della Stazione San Pietro
  4. riqualificazione percorso pedonale via Ottaviano
  5. manutenzione di varie strade e marciapiedi per 257 milioni
  6. riqualificazione sottopasso pedonale Gregorio VII
  7. ridisegno piazza dei Cinquecento
  8. nuova sala operativa Polizia Roma Capitale
  9. riqualificazione Mercato piazza dell’Unità
  10. riqualificazione Mercato via Sannio
  11. riqualificazione Mercato Metronio, via Magna Grecia
  12. Centro Archeologico dei Fori Imperiali in varie declinazioni (una parte definita indifferibile e altra parte solo essenziale)
  13. razionalizzazione caserme Carabinieri dislocate in città

Sono dunque questi ad avere la precedenza sui restanti interventi che probabilmente vedranno la luce negli anni a venire. Tra i 13 che abbiamo riassunto qui sopra, ad oggi si è partiti solo con il numero 1 (sottovia di piazza Pia), con il numero 5 (la manutenzione di alcune strade, ma si tratta di asfaltature quindi lavori ordinari) e col numero 7 (piazza dei Cinquecento) dove però il lavoro sarà parziale e di scarso impatto per il 2025, mentre il completamento è da immaginare nel triennio successivo. Si tratta per lo più di modificare l’area di sosta dei taxi e di trovare un nuovo spazio per i capolinea. La piazza dei Cinquecento è di proprietà di Ferrovie e i lavori sono svolti da Anas. Per il 2025 non vedremo il look definitivo ma solo una parziale razionalizzazione delle aree.

Dunque il titolo dell’articolo non è poi così provocatorio e ironico come sembra.

Per quanto riguarda i punti 3,4 e 6 (cioè la pedonalità intorno al Vaticano), si sta ancora studiando la fattibilità economica e quella tecnica. Nei nostri precedenti articoli, di fine 2022, avevamo dato per probabile la realizzazione di questi interventi ma ad oggi purtroppo vanno inseriti tra quelli a rischio.

C’è poi il capitolo relativo al Ponte dell’Industria, il cosiddetto Ponte di Ferro, che Anas sta consolidando. Il fine lavori è slittato a novembre 2024 (in un primo tempo era stato previsto a settembre).

Del tutto irrealizzabili le opere per l’area di Tor Vergata. Qui sarebbero previste nuove strade per l’accessibilità alla città dello Sport, in abbandono da decenni, dove dovrebbe sorgere un’arena scoperta accanto alla Vela di Calatrava. Non è ancora stato scelto chi farà la progettazione. Tempi previsti non inferiori a dieci anni.

Capitolo metropolitane. Per quanto riguarda il restyling delle stazioni della metro A, sono stati stanziati 81,7 milioni per le banchine, le 105 scale mobili più vetuste e i 36 ascensori. Qui il soggetto attuatore è Atac che dovrà a sua volta individuare un privato che progetti i lavori e poi li dia in appalto. Consapevoli dell’impossibilità di intervenire su tutte le 27 stazioni, si è scelto di dare la priorità alle seguenti quattro: Ottaviano, Cipro, Spagna e San Giovanni. Il piano del governo prevede che almeno queste siano terminate entro dicembre 2024 ma purtroppo allo stato, sembra del tutto impossibile. Il rischio è che i lavori non inizino affatto oppure siano in piena esecuzione durante l’Anno Santo.

Sul fronte trasporti, i 30 nuovi treni per le linee A e B non sono alle viste, tranne i primi 14 che forse potrebbero essere consegnati a gennaio 2025 e già sarebbe un bel risultato. Nulla di fatto sulle nuove linee tranviarie ma questo diarioromano lo aveva anticipato già nel 2021.

Al termine del Giubileo del 2025, se andrà bene, avremo solo il sottopasso di piazza Pia come eredità di opere rilevanti. Tutto il resto nel decennio successivo.

 


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In copertina il cantiere in corso al Ponte dell’Industria

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