Disastro rifiuti: uno sguardo dall’interno di AMA

Ci siamo imbattuti nella pagina facebook “LILA – Laboratorio Idee Lavoratori AMA” e vi abbiamo trovato delle interessanti riflessioni. Chiaramente il punto di vista è assolutamente di parte, tutto teso a tutelare gli interessi e le esigenze dei lavoratori di AMA. Ciononostante pensiamo sia utile conoscere come la vivono costoro la disastrosa situazione dei rifiuti a Roma e quali sono le loro eventuali proposte per superarla.

 

Un paio sono i post recenti che vogliamo menzionare. Il primo riguarda le operazioni sempre più frequenti che AMA deve svolgere per rimuovere i cumuli di rifiuti da alcune strade. Eccone l’incipit.

 

ragnoAma

 

LA RAGNATELA IL RAGNO
(e le mosche aggredite)

LA RAGNATELA

Mentre continua raffinata la campagna per privatizzare tutto il privatizzabile, portata avanti dai finti editori del Messaggero, Corsera, Repubblica, Tempo ecc. (innamorati persi del PD/multiutilties),
ma anche da parte dagli inconsapevoli liberali in buona fede (vedete articoli specie quello che attacca oggi vigliaccamente gli autisti Atac),

la raccolta in Ama si fa sempre più eccezionale, come vedete dalla prima foto.
IL RAGNO
Ormai non si contano più gli interventi di raccolta con automezzi pesanti dotati di “ragno” da parte di Ama e di aziende a supporto (…e io pago!).
In genere, si formano, quotidianamente, delle vere discariche presso postazioni isolate in periferia, ma da un po di tempo si generano anche in quartieri semicentrali. La prima foto di oggi era a San Basilio.

 

 

L’altro riguarda invece le “Green Machine” (chiamarle “macchine verdi” deve sembrare troppo banale a tutti, a partire dal Sindaco Raggi), e vi si dà una spiegazione del perché quelle macchine erano state accantonate subito dopo l’acquisto (il che implica che l’enfasi con cui Sindaco e assessore all’ambiente hanno annunciato la rimessa in funzione di queste macchine è del tutto fuori luogo). Ecco un estratto del post:

 

motozappe

 

LE MOTOZAPPE
( green machine)

Dato che nessun giornalista presente conosceva bene le green machine, vi forniamo noi qualche spieghazione tecnico funzionale e le ragioni del forzato abbandono.
– Sempre perché da noi non si testano prima i prototipi da acquistare recependo i commenti degli operatori. Ma a quei tempi il politicante Alemanno aveva bisogno di SPOT e a quello servivano –
SPIEGAZIONI
1) Per non far uccidere l’operatore alla guida su strada, PRIVO DI LUCI E TARGA sulla schiena, questa motozappa Ama SENZA SEDILE, può operare solo su isole pedonali, e grandi marciapiedi.
Pertanto, per un problema logistico, deve essere parcheggiata nei pressi del luogo da spazzare.
E, se non custodite, sono soggette ad atti di vandalismo e furti di carburante. Link pubblicità prodotto a Parigi
****
https://youtu.be/ytkvA4eFx7Q
****

2) A Roma non ci sono grandi isole pedonali e larghi/lunghi marciapiedi da richiedere uno spazzamento meccanizzato di quel tipo. Nel filmato di Parigi, tra l’altro, la green machine aveva un sedile.

Da noi, tranne forse che per qualche piazza, è molto più efficace, semplice, economico, silenzioso, versatile ed ecosostenibile lo “SPAZZINO” col carrettino al seguito.

3) La guida su tratti con buche e sampietrini era problematica e pericolosa, come anche il salire su un marciapiede alto come sono ora. Gli scatti di accelerazione in queste manovre non erano facilmente controllabili/gestibili, in particolare da una operatrice donna poco robusta. Ci sono stati piccoli contatti con muretti, cancelli ed altro.

4) Inoltre, come per tutte le macchine aveva bisogno di un minimo di manutenzione sul filtraggio da parte dell’operatore. Si intasano le Ravo, figuratevi quella macchina. Insomma tempi persi…

 

 

C’è infine un elemento ricorrente nei post di questa pagina facebook che ci ha incuriosito ed interessato, ed è la critica costante dei lavoratori AMA nei confronti di quello che chiamano “inamovibile management AMA”.

 

lila

 

Che i lavoratori tendano a scaricare sulla propria dirigenza l’inefficacia ed inefficenza del servizio è una cosa tutto sommato normale. Ma in questo caso la loro critica fa il paio con quanto da tempo noi affermiamo, ossia la necessità di cercare di sostituire quanti più possibile dirigenti all’interno di AMA, perché quelli presenti hanno già dimostrato con decenni di errori e menefreghismo, quando non con pratiche del tutto illecite, di fregarsene altamente di una gestione responsabile e sostenibile dei rifiuti a Roma.

Ricordiamo anzi che noi lo chiedemmo direttamente all’allora candidata Raggi, nell’ambito del confronto tra candidati sindaco che organizzammo, se avrebbe preso qualche iniziativa nei confronti della dirigenza AMA, non solo dei vertici, per cercare di cambiare il clima complessivo in azienda. E la risposta della Raggi fu, sostanzialmente, che lei avrebbe responsabilizzato direttamente i dirigenti AMA. Chissà se la Raggi al tempo aveva un’idea chiara di come si sarebbe mossa (cosa su cui purtroppo ormai dubitiamo fortemente), ma i fatti di quest’anno di governo stanno a dimostrare che non solo non si è intervenuti minimamente nei confronti della dirigenza dell’AMA, ma apparentemente si è solo passato il tempo ad avvicendare amministratori delegati e direttori generali, oltre che assessori all’ambiente, continuando a rimestare acqua nel paiolo.

 

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