Camion bar e urtisti di nuovo a ridosso di S. Pietro

Abbiamo letto della nuova ordinanza del commissario Tronca, quella che ri-autorizza camion bar e bancarelle ad operare a ridosso della basilica di S. Pietro, ma non siamo ancora riusciti a leggerne il contenuto. Per evitare quindi di commettere un nuovo errore premettiamo che per il suo contenuto ci affidiamo a quanto riportato da Repubblica e Corriere.

Dal contenuto degli articoli capiamo quindi che il divieto assoluto che era stato stabilito dalla prima ordinanza del Commissario per piazza Pio XII ed il primo tratto di via della Conciliazione è decaduto, almeno per i giorni di lunedì, martedì, giovedì e venerdì. Rimane il divieto nei fine settimana, il mercoledì per le udienze papali ed a richiesta per ogni eventuale manifestazione che si terrà nella zona di S. Pietro.

Originariamente i divieti erano stati motivati da esigenze di sicurezza ma la Questura ha fatto un’analisi sui flussi dei pellegrini, che si sono rivelati inferiori a quelli attesi, ed ha quindi dato il via libera al ritorno degli ambulanti.

Pur comprendendo che le considerazioni relative alla sicurezza sono prioritarie al momento, non possiamo non stupirci che esse non vengano coniugate con quelle di cui al decoro in luoghi così in vista soprattutto durante il Giubileo.

Ci chiediamo ad esempio che fine abbia fatto il Tavolo del Decoro, quello che stabilì il grande spostamento delle bancarelle dei primi di luglio e poi fece perdere le sue tracce. Agli inizi di gennaio di quest’anno la presidente Alfonsi dichiarò che il tavolo era stato riattivato dal Commissario, anche perché loro l’avevano segnalato come una delle priorità dell’amministrazione; ma anche nell’ipotesi che esso stia effettivamente lavorando, l’aspettativa è che si riesca a vedere qualche altro risultato di tale attività.

Ricordiamo inoltre che alla fine di dicembre parlammo di un ipotetico “piano regolatore degli ambulanti” a cui starebbero lavorando gli uffici, un progetto che potenzialmente potrebbe rivoluzionare (in meglio) il modo in cui viene gestito il commercio ambulante a Roma. Immaginiamo che questa sia materia per la prossima amministrazione ed anzi vorremmo che fosse uno dei temi su cui le forze politiche ed i candidati sindaco dicessero chiaramente agli elettori come la pensano.

Ma non sarebbe male se il Commissario Tronca, oltre che dare ascolto alle rimostranze degli ambulanti tenesse anche conto delle esigenza di tutela del decoro che continuano a non avere nessun paladino nell’amministrazione.

E c’è la storia del camion bar sulla terrazza del Circo Massimo, apparentemente spostato su un lato dagli uffici con una semplice diffida, a dimostrare che probabilmente i casi più eclatanti di “abuso di posizione” potrebbero essere facilmente risolti se solo qualcuno se ne facesse carico.

E se servono idee, si potrebbe per favore iniziare dalla bancarella davanti al Pantheon e dalle due davanti a Fontana di Trevi?

pantheon

trevi2

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13 risposte

  1. Un applauso al commissario Tronca che ha avuto il coraggio e la forza di tornare indietro. L’ordine pubblico ordinario è un’assurdita. Le esigenze di tutela ci sono solo in occasione di particolari eventi. Come in tutte le parti del mondo.
    Sul decoro abbiamo presentato molti progetti,ma nessuna risposta, che le apette vadano bene solo quando c’è una bella griffe sopra? mah penso di no comunque.

  2. adesso va assolutamente rivisto lo spostamento delle altre soste, troppo comodo togliere il lavoro senza dare nessuna alternativa e nascondersi dietro una presunta temporaneità di un anno e mezzo!

    ps
    le calunnie di qualcuno non pagano più (vedi ultimo in ordine di tempo il famoso servizio del tgr). Lo sapete che su un tweet anche il comandante dei vigili mi ha detto che hanno protestato anche loro senza aver nessun riscontro (certo se noi ci mettiamo in posti a caso…la colpa è ache dei vigili che non controllano).

  3. sto scrivendo qui senza andare dallo sponsor delle apette di qualche imprenditore perchè spero si possa aprire una discussione seria senza calunnie. Che poi tra l’altro, oltre a portarle in tribunale, si stanno rivelando un boomerang perchè anche i vertici istituzionali ne stanno prendendo atto.

  4. un buon piano per il decoro e nello specifico una normativa esclusivamente dedicata al commercio su strada, è una priorità non più differibile.
    Le caratteristiche del piano/normativa possono essere poche ma chiare, semplici, di facile controllo ed applicazione; debbono essere ben individuate le figure in ambito Comunale e Municipale delegate ai controlli, con una rotazione degli incarichi che impedisca il crearsi di metastasi corruttive.
    E misure realmente efficaci contro l’abusivismo (e ce ne sono!).
    Però, va ribadito che l’esercizio del commercio è attività che comunque deve sempre sottostare ai principi di tutela e salvaguardia (e quindi anche al decoro) dei beni culturali, architettonici, storici; e non è una mia opinione ma un principio sancito dalla Corte Costituzionale e da innumerevoli sentenze di merito del Consiglio di Stato, del TAR e pure della Cassazione.
    Ciò non significa che bancarelle ed urtisti non abbiano diritto ad esercitare la loro attività, ma che tale esercizio trova dei limiti in relazione ai luoghi dove può o non può essere svolto. E perciò, si trovino pure gli spazi per questa tipologia di commercio ma è evidente che non potranno stare là dove la vicinanza ai siti e luoghi tutelati è incompatibile con il commercio (esempio fra tutti, il Colosseo e Via dei Fori Imperiali).
    Inoltre, per favorire la loro conversione da commercio di strada a quello fra le mura, o almeno per dare un’alternativa a coloro che si sentono danneggiati, ci sarebbero diverse misure ed iniziative da percorrere (sgravi fiscali, bandi pubblici a loro dedicati per affitti di locali di proprietà comunale, ecc. ecc.).
    E se qualcuno pensa che è meglio l’anarchia o l’impunita violazione delle regole, bè….. poi il minimo che si deve aspettare è il pregiudizio nei confronti della categoria, la stampa che rappresenta gli urtisti ed il commercio su strada come un girone dantesco, le reazioni dei cittadini di fronte al degrado della loro città.
    Personalmente sono piuttosto pessimista riguardo al fatto che si riesca ad avere un piano o una regolamentazione del commercio di strada efficace: amministrazione corrotta, politici preoccupati dei loro pacchetti di voti più che del decoro cittadino (vedi vicenda di Piazza Navona), insipienza della stampa, mancati controlli e sanzioni, concorrono a creare la situazione attuale che non mi sembra faccia intravvedere sbocchi positivi.
    Se c’è voluto l’intervento dell’ANAC per ripristinare un minimo di legalità solo su Piazza Navona, cosa ci vorrà per regolamentare tutto il centro storico?

  5. Certo che bisogna tutelare i monumenti, come ha sancito il Tar sta proprio nella natura delle cose che il commercio , anche ambulante, non solo non è in contrasto con il decoro ma ha tutto da guadagnare se viene effettuato con pieno rispetto dei monumenti (semmai è assurdo il mega chiosco a piazza di spagna)..
    Ora si è in parlato di centri commerciali, bar , caffetterie e anche apette (la butto li spesso ma vi assicuro che c’erano progetti ben precisi….) ora mi dovete spiegare perchè chi ha il titolo non può più esercitare mentre altri bip (scusate l’auto censura ma per ora ci vuole).
    La storia degli incentivi, lasciamola stare, ho assistito alle riunioni di qualche mese fa e sostanzialmente nessuna proposta. Zero spaccato (le apette erano per altri). Basta vedere le soste che ci hanno dato. Anzi sono convinto che la stessa amministrazione è rimasta sorpresa su come ordinatamente non abbiamo risposto alle provocazioni (chissà forse speravano che ci mettevamo veramente in posti a caso).

    PS
    piazza navona dovresti prendertela con i responsabili…

  6. @MR Fixit – Per quanto mi riguarda nessuna preferenza o privilegio per griffe di alcun genere. Io sono convinto che il commercio ambulante vada drasticamente ridimensionato a Roma, in particolare in centro storico, e quello residuo reso decoroso e significativo non solo per l’esercente ma anche per la città (che renda un servizio valido e ne condivida in maniera equa I guadagni).

    @lor – considerazioni del tutto condivisibili, così come un certo pessimismo. C’è però il precedente dei cartelloni a dare qualche speranza, anche se ancora bisogna vedere come va a finire lì.

  7. il camion bar a circo massimo è stato spostato di pochi metri (cm?). Salvaguardando decoro e lavoro.
    Poi se mi sostenete che vorreste un ristorante di tal dei tali…ditelo ma almeno non nascondetevi dietro al decoro.

  8. Il camion bar al Circo Massimo è stato spostato di una decina di metri, forse anche qualcuno in più, altro che centimetri …
    E già così quella postazione è molto meno invasiva.
    Basterebbe applicare lo stesso principio un po’ ovunque per ripristinare il decoro di tanti luoghi, uno su tutti, il Pantheon; se poi l’esercente che gestisce la bancarella davanti al Pantheon un giorno verrà cacciato chissà dove che almeno non si stupisca: è la sua prevaricazione quotidiana che gli ha attirato tanto odio cittadino.

    Per chiarire, noi non sponsorizziamo ristoranti di nessun “tal dei tali”. Vorremmo solo che invece che camion bar il cui disegno e decori sono lasciati alla sensibilità dell’ultimo arrivato e la cui offerta alquanto discutibile sotto il punto di vista della qualità e dei prezzi, a Roma riuscissimo ad avere postazioni mobili degne dei luoghi in cui devono operare.

  9. parlavo di commercio su strada, non di altri tipi di commercio (esercizi di somministrazione, centri commerciali, ecc.).
    Per quanto riguarda queste altre tipologie, sono d’accordo con te MrFixit sul fatto che l’abusivismo e l’illegalità ci sono anche in quei settori, specie nel centro storico; e chi scrive ha per anni battagliato con l’amministrazione municipale del centro storico per ottenere un minimo di controllo e regolamentazione (ad esempio sulle occupazioni di suolo pubblico di bar e ristoranti).
    Però non commettiamo l’errore di sostenere la tesi: siccome quelli violano le regole anch’io sono legittimato a farlo! sarebbe ed è un gravissimo errore da parte di chi esercita il commercio su strada.
    Se il limite è 130 ma tutti imitano chi va a 200, prima o poi ci si schianta.
    Sempre dal punto di vista personale, ho sostenuto la tesi che nel centro storico, per evitare il collasso anche economico, bisogna tornare a favorire il cosidetto commercio di prossimità (che include anche parte del commercio di strada), disincentivando centri commerciali ed omologazione e privilegiando artigiani, botteghe ed anche (sempre ben regolamentato e ben controllato!) il commercio su strada.
    Su Piazza Navona i responsabili stanno soprattutto nell’amministrazione del municipio i cui rappresentanti si sono dimostrati, come dire, un po’ troppo “sensibili” alle rivendicazioni di una parte ben individuata (dall’ANAC), predeisponendo chissà perchè un nuovo bando. Ma quelle manifestazioni dell’anno scorso, “il gran rifiuto” dei titoli concessori, mica l’ho fatto io….

  10. Roberto i cm era una battuta. 10 metri ! ti sembra che le soste, anzi i parcheggi, sul lungotevere stanno a km e rientrano chiaramente in delle provocazioni!

    i camion bar non sono lasciati ai disegni dell’ultimo arrivato ma dobbiamo rispondere alle prescrizioni dell’amministrazione. Non scherziamo. Le stesse scritte che vedete sono stabilite dal comune !

  11. Ior se il colosseo è zona rossa non capisco come ci possano essere delle attività commerciali . Compresa la casa dell’acqua non funzionante ! Noi siamo i primi che vogliamo tutelare i monumenti e si deve mirare a questo. Coniugare le attività con la tutela dei beni culturalii !
    Sono fiducioso !
    Tronca ha avuto molto coraggio nel prendere una decisione scomoda ma giusta .
    Onestamente ritenere che toglierci (magari mandandoci anche dove non ci sono persone) il lavoro sia giusto forse qualcuno ha delle idee e dei progetti che vanno ben oltre la tutela dei moumenti ed anzi veda in questi una semplice merce da usare per proprie finalità !
    Ior anch’io condivido il tuo pensiero su piazza navona, specifiche e precise responsabilità dell’amministrazione e una certa leggerezza degli operatori (neanch’io ho fatto serrate).

  12. “Per chiarire, noi non sponsorizziamo ristoranti di nessun “tal dei tali”. Vorremmo solo che invece che camion bar il cui disegno e decori sono lasciati alla sensibilità dell’ultimo arrivato e la cui offerta alquanto discutibile sotto il punto di vista della qualità e dei prezzi, a Roma riuscissimo ad avere postazioni mobili degne dei luoghi in cui devono operare”

    Roberto sono convinto che non sponsorizzate nessuno. Lo dico meglio, VOI non sponsorizzate nessuno. Sugli assenti non parliamo,giusto ? sulla qualità e sui prezzi devono rispondere i singoli non certo tutta una categoria. In questi mesi i nas hano controllato locali e penso avrai letto le notizie. La coca cola e i kinder non sono qualità ? non so, sono prodotti sicuramente industriali ma di qua a demonizzarli ce ne corre. Puoi consigliarmi un bar di qualità ? ti dico sia sui prezzi sia sui prodotti …perchè se parliamo in termini aleatori non si arriva da nessuna parte.
    PS
    Le apette gourmet violano tutte le leggi in tema in quanto cucinano e preparano panini sui mezzi, non si può fare. Noi dobbiamo comprare panini da fornitori certificati con l’indicazione del giorno e dei prodotti utilizzati. Dimmi cosa preferisci ? la certezza ma chiaramente con un prodotto industriale (sono laboratori dove fanno migliaia di panini al giorno) o violare le regole sulla tracciabilità del prodotto e magari fare un prodotto anche più buono (compro due etti di affettato e faccio da solo) ? me lo sono chiesto e visto tutti i controlli che riceviamo non posso rischiare. Magari sbaglio !

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