Ambulanti. Slitta il decreto del Governo ma il rischio di cristallizzare la situazione attuale è alto

Dalla bozza del "DDL Concorrenza" anche le bancarelle nella Bolkestein. Ma le gare - se si faranno - avranno come vincitori gli attuali operatori. E Bruxelles potrebbe contestare

 

Ieri il Consiglio dei Ministri ha stralciato dal “Decreto Concorrenza” la questione ambulanti. Il decreto è un adempimento richiesto dalla Commissione Europea nell’ambito del Pnrr. Pur non essendo vincolante per la concessione dei fondi, è ritenuto comunque indispensabile approvarlo entro giugno di ogni anno. E l’Italia è in ritardo di nove mesi. Il testo di ieri, infatti, era a carico del governo Draghi che per le tensioni interne non lo approvò entro giugno 2022.

L’esecutivo a guida Meloni è certamente molto sensibile a due categorie che nel nostro Paese fanno il bello e il cattivo tempo da anni: i balneari e gli ambulanti. Per la prima l’Italia è sottoposta a procedura di infrazione da Bruxelles in quanto si procede a tenere ferme le concessioni che si tramandano di padre in figlio senza metterle sul mercato e sottoporle a una gara regolare. Una scelta, lo ricordiamo, che tiene fuori da questi mestieri giovani e nuovi imprenditori perché lo spazio pubblico è limitato e dunque chi è dentro resta dentro e chi è fuori resta fuori.

Per tentare di arginare le multe che l’UE vuole far pagare all’Italia, il governo Meloni ha ripreso il dossier ambulanti e li ha inseriti di nuovo nella direttiva Bolkestein che prevede le gare almeno ogni 10/15 anni. Il Governo Conte I aveva addirittura tenuto fuori gli ambulanti dalla Bolkestein ma l’Europa non aveva gradito affatto tanto da mettere in discussione la concessione dei fondi Pnrr. Ecco allora che Meloni li ha riportati nella Bolkestein ma nel contempo la bozza prevede tali e tante clausole di dettaglio da cristallizzare la situazione attuale.

Il sottosegretario alle Imprese, Massimo Bitonci, lo aveva già detto i primi di marzo quando aveva assicurato che le concessioni saranno affidate in base “alla professionalità e all’esperienza maturata da anni di duro lavoro e servizio ai cittadini“, come a dire che chi fa l’ambulante oggi lo continuerà a fare anche domani.

Per fare questo la bozza di decreto stabilisce regole diverse in base alle situazioni delle varie città. In quei comuni che hanno già effettuato gare, le concessioni resteranno in vigore fino al 2032.
I comuni che hanno fatto le gare ma ancora non hanno rilasciato le concessioni, avranno tempo per farlo fino al 31 luglio del 2024.

Quelle città (e questo è il caso di Roma) che non hanno ancora avviato nessun procedimento di rinnovo, né una gara, potranno intanto decidere una proroga della situazione attuale fino al 31 dicembre 2024 e poi dovranno bandire una gara i cui criteri di assegnazione, però, terranno conto della “professionalità ed esperienza maturata negli anni“.

Vi ricorda qualcosa? A noi ricorda tanto il famigerato bando per il mercato della Befana di piazza Navona che assegnò praticamente tutti i banchi ai soliti noti che lo avevano gestito nei decenni precedenti. Il risultato di quello che potremmo definire “metodo Coia” è sotto gli occhi di tutti con una piazza ben lontana dagli standard qualitativi richiesti.

Insomma il governo Meloni sembra essersi ispirato a piazza Navona esportando quell’esempio al resto di Italia. Poveri noi! E’ probabile che un impianto siffatto non regga al vaglio di Bruxelles e che il risultato sia far indispettire ulteriormente le autorità europee che potrebbero avviare la procedura di pre-infrazione. Ma il problema non è solo far pagare ai contribuenti italiani una sanzione per mantenere lo status quo, quanto è quello di tenere fuori da questo mestiere tutti coloro che vogliono farlo con criteri nuovi, magari innovativi.

In una città come Roma significa lasciare che poche famiglie proseguano a detenere un oligopolio odioso, fatto di sfruttamento del lavoro con stranieri sottopagati che vendono prodotti scadenti. Sarà per questo che ieri la premier ha voluto farne slittare l’approvazione? Non è chiaro. L’unica nota certa è una frase della Meloni che ha parlato di “equità di trattamento sugli ambulanti“. La parola equità può essere interpretata in due modi: uno secondo il quale il decreto sarebbe troppo generoso con gli attuali operatori. L’altro (assai più probabile) è che neanche le regalie previste nella bozza siano sufficienti e che quindi agli ambulanti vadano date ulteriori garanzie. Come andrà a finire lo vedremo tra pochi giorni. Bruxelles preme e una risposta va data entro la metà di aprile.

 

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3 risposte

  1. Mai lette così tante inesattezze in un solo articolo. Procedura di infrazione per gli ambulanti??? Dove sta? State facendo confusione tra ambulanti e balneari.la corte di giustizia si è occupata solo di balneari È l’italia che ha deciso di inserire gli ambulanti nella bolkestein. Il contrasto con la direttiva è del tutto opinabile visto che la risorsa strada non è certo scarsa.

    1. Sugli ambulanti non vi è ancora la procedura di infrazione (aperta invece per i balneari) ma vi sono diversi pareri e sentenze che confermano le ragioni della Bolkestein anche per chi fa commercio su strada. La sentenza della Corte di Giustizia del 14 luglio 2016 sui balneari può essere estesa anche agli ambulanti? A detta di molti sì, tanto è vero che il Tar del Lazio nel 2023 ha confermato un parere del Consiglio di Stato del 2021 col quale si riteneva corretto inserire gli ambulanti nella direttiva europea. Si legge nella sentenza del giudice amministrativo: “…anche in tali settori, quando acquisiscono risorse strumentali all’esercizio delle relative attività (o quando concedono il diritto di sfruttare economicamente risorse naturali limitate), gli Stati membri sono tenuti all’obbligo della gara, che si pone a monte dell’attività poi svolta in quella materia’”.
      Lei Angelo sostiene che questo discorso sia opinabile perché la risorsa strada non è scarsa. Ma a suo avviso, in una città come Roma c’è spazio per rilasciare altre 4/5mila concessioni? Le nostre strade, i nostri mercati, i nostri spiazzali davanti le stazioni non sono già sovrabbondanti di bancarelle? Nella realtà non c’è spazio per tutti e allora lei deve spiegare perché la sua concessione se la vuole tenere tutta la vita come se fosse un negozio tradizionale. Sono due forme di commercio diverse con la differenza che il negozio tradizionale opera su uno spazio privato e un ambulante opera su uno spazio pubblico. Nessuno vuole uccidere chi ha il proprio banco e lavora duramente, ci mancherebbe. Ma occorre anche pensare alle nuove generazioni. Una soluzione va trovata, magari immaginando di mettere a gara una parte delle concessioni e non tutte, premiando chi lavora meglio e offre servizi di migliore qualità.
      (se poi lei vuole contestare il fatto che a Roma una grandissima parte dei banchi viene affidata a lavoratori extracomunitari spesso non in regola, la invito a farci un giro insieme in una qualunque strada della città e se io dovessi avere torto sarò il primo ad ammetterlo).

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