Al Pigneto il vallo ferroviario non verrà coperto

La nuova stazione in grave ritardo. Per realizzarla entro il 2025, si rinuncerà al parco pubblico sopra i binari. Rfi presenterà un nuovo progetto nelle prossime settimane

L’area ferroviaria che si vede nella foto qui sopra sarebbe dovuta diventare un parco pubblico. Sopra i binari era prevista una copertura con giardini, panchine, camminamenti e sotto sarebbe nata la terza stazione di Roma per numero di passeggeri, dopo Termini e Tiburtina.

Era questo il progetto del Pigneto che Rfi e giunta Raggi avevano venduto come “quasi fatto”. Qui di seguito il render che fu realizzato nel 2015 con l’importo previsto del secondo lotto di lavori per 20 milioni di euro.

 

Ma il parco non nascerà più, il vallo ferroviario resterà così come è, tanto è vero che Rfi sta per presentare un nuovo progetto in “versione light”, limitato solo al tunnel di scambio con le linee Fl1 e Fl3. E’ l’unica possibilità di accelerare i tempi e permettere al sindaco Gualtieri di mantenere l’impegno di aprire la stazione entro il Giubileo del 2025. Anche l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, ha confermato che Pigneto diventerà una stazione entro la fine del mandato di questa giunta. Ma che tipo stazione? Una infrastruttura molto più piccola e meno completa.

Secondo il progetto originario, infatti, qui sarebbe nato un nodo di scambio con le linee regionali ma anche con la metro C. E’ però necessaria una copertura parziale del vallo ferroviario che fin dall’inizio era stata prevista per un importo complessivo di 22 milioni. Questa copertura, almeno parziale, si farà? Al momento non è dato sapere. Occorre attendere il nuovo progetto di Rfi che sarà comunque al ribasso. E così – per i gravissimi e ingiustificati ritardi che si sono accumulati in questi anni – la stazione Pigneto potrebbe essere molto meno utile ai pendolari.

Occorre ricordare, infatti, che questo cantiere si sarebbe dovuto aprire a novembre del 2016 e invece neanche una pietra è stata mossa. La responsabilità starebbe nella rete dei sottoservizi di telefoni, luce, gas che impediscono alle ruspe di scavare. In quasi cinque anni il Campidoglio non è riuscito a convincere Italgas, Acea, Telecom a spostare le tubature. Una storia che a raccontarla non ci si crede.

Ecco perché a febbraio sollecitammo Gualtieri a fare la voce grossa. Non può, il Sindaco, restare inerte di fronte a tanta approssimazione. Ad ogni modo, sembra che una stazione in miniatura dovrebbe nascere, salvo poi in un secondo tempo coprire l’intero vallo ferroviario e realizzare il parco che i cittadini sperano di ottenere. Ma il parco resta oggi una illusione che con ogni probabilità non si realizzerà mai.

Nel frattempo la viabilità della zona è sottoposta a uno stress continuo. Per un cantiere che non hai mai aperto, nel 2017 furono invertiti i sensi di marcia di via l’Aquila e della circonvallazione Casilina, costringendo gli automobilisti a giri lunghissimi e lunghe code. Il presidente del Municipio, appena insediato, arrivò a proporre il ripristino della viabilità originale. Ma sarebbe stata una sconfitta politica per l’amministrazione Gualtieri, una sorta di resa ai ritardi.

Così si è trovata una soluzione di compromesso: la viabilità resta quella provvisoria ma i lavori (in versione light e senza parco) dovrebbero cominciare in fretta. Andrà davvero così?

 


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Una risposta

  1. La storia secondo alcuni documenti è leggermente diversa ma non cambia la sostanza.
    Chi ha realizzato i sottoservizi (dal 2000 ai giorni d’oggi se non erro) NON li HAI MAI MAPPATI (roba non crederci) quindi senza prima capire DOVE passano i tubi è impossibile fare i lavori.

    Quindi sarebbe da denunciare chi ha omesso questa fase di processo fondante!
    Ora resta da capire questa nuova promessa come si concilia con quanto detto sopra dato che la precedente amministrazione ha richiesto la mappatura ma non ne è venuta a capo

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