Anche quest'anno la Giornata Internazionale delle persone con disabilità a Roma passerà come nulla fosse, come se vivessimo in una città dove i disabili hanno gli stessi diritti di tutti

Il 3 dicembre è sempre la Giornata Internazionale delle persone con disabilità ma non a Roma dove sarà anche quest’anno un giorno come tutti gli altri.  Un giorno nel quale la gran parte delle persone disabili non usciranno di casa per evitare di rimanere bloccati su qualche marciapiede o in qualche fermata della metro o del bus, ma anche un giorno in cui il sindaco Gualtieri farà finta di niente per una situazione tanto grave.

 

Lo scorso anno in occasione di questa ricorrenza ricordammo lo stato vergognoso della condizione dei disabili a Roma e pur prendendo atto del solo recente insediamento della nuova amministrazione, segnalammo l’assenza della necessaria attenzione al tema nelle linee programmatiche presentate dal sindaco Gualtieri.

Così chiudevano quell’articolo:

Qualche giorno fa Dario Dongo è stato protagonista di un nuovo episodio di discriminazione, avendo dovuto affrontare con la sua sedia a rotelle una scala della fermata metro Cipro, supportato dall’aiuto di un’altra persona.

In quell’occasione lo stesso Dongo ha dichiarato:

“Una vergogna che prosegue indisturbata e impunita, la sistematica inaccessibilità delle fermate delle metropolitane di Roma Capitale. Attendiamo dal nuovo sindaco Gualtieri un cambio di rotta, con un intervento deciso nei confronti dei vertici di Atac“.

Decisamente sì, pur appena insediato, occorre già un cambio di rotta del nuovo inquilino del Campidoglio, se non altro nella considerazione che meritano i diritti delle persone con disabilità a Roma.

Cominciare a riconoscerli e a dargli la giusta importanza è il primo passo per sperare di poter pian piano diventare una città normale anche sotto questo punto di vista.

 

Ebbene, passato un anno, assolutamente nulla è cambiato: tutta Roma è una gigantesca barriera architettonica sia dal punto di vista strutturale, con marciapiedi e strade dissestate, scivoli mancanti, percorsi interrotti e impianti di traslazione del TPL sistematicamente fuori uso, che rispetto ai comportamenti dei cittadini i quali, soprattutto con la sosta selvaggia, creano vere e proprie trappole per i disabili.

 

Anche rispetto alla giornata odierna, fino a ieri sera il sito web del Comune di Roma non ne faceva parola, dimostrando ancora una volta la totale impermeabilità dell’attuale amministrazione ad un tema importante come quello della disabilità.

Potrebbe darsi che nella giornata odierna il sindaco si scomodi a far fare un tweet o un breve post al suo Social Media Manager, sciorinando qualche facile quanto inutile slogan, ma senz’altro a Roma serve ben altro.

 

Se occorresse qualche idea migliore, il sindaco potrebbe chiedere al presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, che ha già partecipato a diverse “passeggiate inclusive” muovendosi su una sedia a rotelle insieme ad altre persone disabili.

Oppure il sindaco potrebbe riprendere la proposta che presentammo ormai cinque anni fa all’allora Disability Manager dell’amministrazione Raggi, Andrea Venuto, che consiste nell’istituzione di un nucleo di Polizia Locale dedicato a sanzionare i veicoli in sosta che interrompono i transiti pedonali e gli scivoli per i disabili.

 

Purtroppo temiamo che anche con questa amministrazione, Roma sarà condannata a rimanere all’età della pietra in tema di diritti dei disabili.

Per avere qualche speranza servirebbe molta più decisione, diremmo meglio “cattiveria“, da parte delle associazioni che rappresentano i disabili nel chiedere il rispetto dei loro diritti. C’è l’associazione “Sirio e i tetrabondi“, di abbastanza recente costituzione, che sembra avere un approccio più deciso nei confronti delle istituzioni. Ad esempio riguardo la giornata odierna dicono di aver declinato i tanti inviti ricevuti perché non serve avere tanta visibilità oggi ed essere dimenticati tutti gli altri 364 giorni dell’anno.

 

 

Bene, ma serve molto di più, bisogna pretendere molto di più.

 

 

 


L’immagine di copertina è presa da un tweet dell’account @oldmanandsea

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