Piazza Navona: si è ancora in tempo per rimediare all’errore

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Corsetti Leonori Alfonsi

Marta Leonori e Sabrina Alfonsi

 

Non c’è alcun piacere a svolgere il ruolo delle cassandre, per cui alla vista dei tanti che oggi insorgono davanti all’imbarazzante bando per la festa della Befana di piazza Navona possiamo solo stupirci che si siano accorti così tardi di quello che si stava preparando in municipio.

Passi per i cittadini e le associazioni, che non sono tenuti ad avere antenne per captare quello che ha in lavorazione l’amministrazione (ma neanche a fare sistematicamente da codazzo all’amministrazione, salvo cercare di recuperare coinvolgendo nomi importanti quando ci si accorge di essere stati strumentalizzati). Ma una stampa che si rispetti avrebbe potuto indagare per tempo su una vicenda che lo scorso anno aveva creato tanto clamore e che difficilmente certi personaggi avrebbero lasciato così com’era.

E dire che noi in tempi non sospetti avevamo cercato di mettere in guardia dall’errore di cui avevamo avuto sentore (qui il nostro articolo del maggio scorso e qui quello del 23 settembre). E come da stile che ci siamo dati, lo abbiamo fatto non indirizzando improperi agli interlocutori istituzionali, ma invitando l’amministrazione a riflettere sulla delicatezza di una manifestazione sulla quale già lo scorso anno ci si era comportati in maniera dilettantesca. Ma evidentemente la Presidente Alfonsi, col suo fido assessore Pescetelli, si sono fatti prendere da un piccolo delirio d’onnipotenza e come degli apprendisti stregoni hanno cercato di fare del loro meglio per predisporre un nuovo bando per la festa. E purtroppo dobbiamo prendere atto che in questa iniziativa ci è finita anche la stimata assessore Leonori che non ci capacitiamo come non possa aver colto l’enorme errore che si stava commettendo.

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Senza entrare nel merito dei dettagli del bando noi vogliamo qui ribadire quella che è stata fin dall’inizio la nostra idea: c’è già un bando esistente per la festa della Befana di quest’anno e di quello prossimo. Il fatto che i vincitori del bando dello scorso anno abbiano voluto boicottare la festa, non ritirando i titoli concessori a cui avevano diritto, li ha messi in condizione di non poter allestire i banchi neanche quest’anno è quello prossimo. E dove sarebbe il problema? Forse che piazza Navona perde di attrattiva a Natale se non la si riempie di banchi?

Che si proceda quest’anno e quello prossimo come si è fatto quello passato, magari cogliendo l’occasione di una piazza più sgombra per organizzare qualche altra originale iniziativa. Dopo decenni di fiera paesana in piazza Navona, qualche anno sottotono (per quanto possa essere sottotono uno scenario simile) non guasterà a nessuno.

Nel contempo che finalmente si inizi a lavorare ad una nuova festa della Befana che riprenda la vecchia tradizione ma sia in grado di non sfigurare di fronte ai tanti mercatini natalizi con cui giocoforza si è in competizione. Per fare questo non ci si può affidare ai soli uffici comunali e a dei politici pur armati di buona volontà, ma è necessario ricorrere ad altre energie che la società può esprimere, capaci di delineare un’idea di festa che poi starà agli uffici codificare con delibere ed atti sulla base della legislazione vigente.

Per un percorso del genere i due anni ancora coperti dal bando vigente sono sufficienti per fare un buon lavoro, dando anche agli esercenti il tempo per organizzare le cose come si deve.

Sul fatto infine che in questo modo il Comune perde un consistente introito, tutti sanno che dalla festa della Befana quelli che ci guadagnano in maniera spropositata sono gli esercenti, mentre l’amministrazione si accontenta al solito di poche briciole. Un nuovo bando fatto con tutti i crismi potrà riequilibrare questa storica sproporzione permettendo lauti guadagni futuri anche per l’amministrazione (e quindi per tutti i cittadini).

 

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  1. Anonimo

    Io vendo a Pz Navona da 30 anni, non vendo dolci, vendo altro, ci metto i soldi miei per la merce, il banco, suolo pubblico, acea, immondizia, assicurazione di un milionecinquecentomila euro, pago le 2 postazioni ambulanze, tasse, inps 4000 Euro, ivs a percentuale, il commercialista, l’affitto del magazzino deposito merce, enel magazzino, immondizia magazzino, il furgone, bollo furgone ed assicurazione, entrata ztl per scaricare la merce, parcheggio strisce blu, tassa camera di commercio, iva, installazione pos per il pagamenti, rimessa del banco 11 mesi all’anno, gru che porta il banco in piazza e lo porta via, versamento inail, potrei continuare.
    Fare l’ambulante, non e’ ne’ facile ne’ piacevole. Non ho studiato con l’idea di svolgere quest’attivita. Lavorare e’ una necessita’, non ho mai preteso di fare cio’ che aspiravo, come milioni di noi. Solo i fortunati ci riescono e spesso dimenticano di essere privilegiati.
    Come capirete 30 anni in piazza ho una certa eta’, sto li 15 anche 18 ore al giorno i festivi, non si fanno i festivi a casa, nessun pranzo di natale con i parenti (come tanti che lavorano nei bar ristoranti ecc). 45 giorni consecutivi, senza sosta, non un giorno di riposo. Si mangia panini ecc, non ci si mette MAI seduti per mangiare, magari servendo poggiando il panino da una parte tra cliente e l’altro, osservati mentre si mangia. Non ci si va al bagno, la pipi’ si fa la mattina prima di aprire e quando si arriva a casa verso le 2 del mattino, impossibile andare a fare la fila al bar, ci sono i clienti in attesa al banco che devono essere serviti.
    Non vi rendete conto.
    Se piove il weekend o il festivo non si incassa, un anno piovoso puo succedere che si e’ fortunati a fare le spese.
    Criticate, volete fare il nostro lavoro senza sapere ne’ avere gli oneri. Sapete una cosa, voglio io fare il vostro lavoro. Stare all’aperto mi ha fatto venire l’artrosi, scaricare e caricare il furgone e’ troppo pesante, non si finisce mai, ho la casa riempita di documenti.
    Il Bando non vi sta bene, volete fare la festa neanche avendo il titolo amministrativo per poterlo fare, non avendolo mai fatto prima, voglio il posto di un impiegato, in ufficio, al caldo, con i weekend liberi, CON LE FERIE PAGATE, CON LA TREDICESIMA, se sto male saro’ pagato. Non mi date il vostro posto? E non volete che continuo nella mia attivita’.
    Il problema e’ che non avete rispetto per noi, magari per l’abusivo extracomunitario si’ che lavora tutto l’anno nella piazza lo difendete pure se i vigili lo mandano via. Vi illudete che la festa e’ bio / riciclabile/ naturale/ senza glutine, ma la vera festa non e’ questa, e’ popolare, nel senso bello della parola, viene il popolo. Guardate su youtube i filmati del 1952 dell’archivio storico, con la porchetta bigiotteria, la caciara. E cosi’. Siamo in balia di finti intelletuali con la fobia di essere “del Sud”, aspirano ad essere come nord Europa, ma perche’? San Biagio ai Librai a Napoli lo imaginate senza merce all’esterno dei negozi, con solo la meta dei negozi? Per favore un po di rispetto, negli ultimi 20 anni siamo riusciti a fa venire sempre piu gente in piazza e purtroppo e’ proprio questo il problema. Pensate un po con la testa vostra, senza ripetere le cose che leggete.

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