Villa Albani: il degrado intorno ad un gioiello del ‘700

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Ha ospitato la più importante collezione privata di opere romane. Alle sue pareti sono appesi Van Dyck, Tintoretto, Guercino, Giulio Romano, Vanvitelli e altri tra i più grandi pittori di tutti i tempi. Eppure Villa Albani sembra destinata ad una morte lenta, come se avesse terminato il suo ciclo di vita. La scelta di lasciarla in uno stato di semi abbandono sta in capo alla famiglia Torlonia, proprietaria della villa e del parco. Ma la responsabilità del degrado circostante è tutta del Campidoglio e del Municipio che sembrano non vedere il valore immenso del complesso. Neanche questa splendida zona è immune al virus dell’indifferenza e del degrado che caratterizza ogni parte della città, dalle periferie al centro, dalle zone storiche a quelle più moderne.

L’area di via Adda non sta messa bene, ma la parte che più soffre è quella che costeggia il parco dal lato di via di Villa Albani. La strada termina in una scala che degrada fino a via Frosinone e via Savoia. E qui sembra di trovarsi improvvisamente in un film ambientato in una periferia di Caracas.

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Villa Albani degrado scale

 

Non c’è un metro quadro che non sia coperto da scritte come se fosse una zona franca, dove chiunque può lasciare un segno. Gli angoli sono usati come orinatoio e le scale disconnesse.

L’ingresso di via Frosinone, uno dei più belli, è usato come parcheggio: le auto sostano sul marciapiede appoggiandosi alle cancellate settecentesche

Villa Albani degrado

 

La facciata, le statue e le fontane conservano tutto il loro fascino sebbene siano lasciati senza manutenzione.

Villa Albani degrado2

 

 

Il Cardinale Albani, nipote di Papa Clemente XI°, era uno dei più grandi collezionisti di opere romane. Aveva raccolto bassorilievi, capitelli, colonne, busti e li aveva disposti nella villa per creare un percorso emozionale per il visitatore. In seguito si erano aggiunti dipinti dal valore inestimabile di proprietà sia della famiglia Albani, sia della famiglia Torlonia che – nella prima metà dell’ottocento – acquistò il complesso. La manutenzione è troppo costosa e gli edifici minori richiederebbero interventi e cure. Ciò nonostante l’accesso al parco e la villa principale lasciano ancora senza fiato.

villa albani edificio principale

 

Un progetto di esproprio per 25 milioni di euro fu avanzato dalla Giunta Veltroni che avrebbe voluto trasformare gli edifici in musei e il parco in un giardino pubblico. Ma non fu mai realizzato per l’opposizione dei Torlonia che ritengono il valore degli immobili e delle collezioni assai superiore.

Date le condizioni del verde pubblico oggi a Roma, forse è un bene che sia andata così. La città non è in grado di conservare nulla in buono stato. La trascuratezza romana si vede tutta nelle mura che costeggiano i diversi ettari della proprietà. I Torlonia consentono visite gratuite su prenotazione a piccoli gruppi di studiosi. Ma il percorso d’arrivo è in condizioni tali che c’è solo da vergognarsi di non saper rispettare un patrimonio unico al mondo.

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