Verde pubblico: nessuna manutenzione durante il lockdown. Le foto scandalo dal II e III Municipio

La scusa addotta dal Campidoglio è il Covid. In realtà, la giunta non è riuscita ad assegnare per incapacità 84 milioni di appalti per lo sfalcio e le potature

Dobbiamo meritarci la concessione che ci è stata fatta sull’uso del parchi da parte del Presidente del Consiglio“, dice Virginia Raggi in un video pubblicato sul suo profilo Facebook. È per questo che la sindaca invita al rispetto delle regole di prevenzione per il virus.

Bene. Che le regole vadano rispettate e che farlo sia nell’interesse di tutti non c’è dubbio. Ma che si tratti di una “concessione da meritarci” la Sindaca se lo poteva risparmiare. Non si tratta tanto di correggere un’espressione infelice che può essere sfuggita alla prima cittadina, quanto di farle notare che noi romani ci meritiamo altro e cioè parchi e ville in condizioni decorose.

Invece, dopo ben due mesi di chiusura, quello che chiunque troverà entrando nei nostri giardini pubblici sarà erba altissima, rami pericolanti, panchine divelte e vegetazione fuori controllo. Il lockdown sarebbe potuta essere l’occasione perfetta per procedere a quella manutenzione ordinaria primaverile che tanto serve alle aree verdi e invece non è stata mossa foglia. La scusa? Il pericolo di contagio per gli operatori.

Ma è una scusa che non regge e può essere smontata da chiunque sia pensante e provi a usare il proprio raziocinio. Se, infatti, c’è un’attività che produce rischi minimi è proprio quella di sfalcio dell’erba, taglio delle siepi, rimozione delle piante morte. Si fa a bordo di trattorini, con l’uso di motoseghe o falciatrici che si manovrano in rigorosa solitudine. Non serve stare vicino a colleghi durante le lavorazioni se non nella fase di asporto dei materiali di risulta che può comunque essere effettuata usando le normali precauzioni. Non si tratta, insomma, di un lavoro di ufficio, a contatto col pubblico o in catena di montaggio dove si è costretti alla vicinanza con altre persone. Chiunque ha un orto, un giardino, una terrazza sa che può e deve svolgere la manutenzione da solo.

Nella realtà le cose stanno diversamente e lo avevamo anticipato lo scorso 16 aprile quando abbiamo elencato gli appalti per il verde che la giunta non è riuscita ad assegnare in 4 anni di mandato. In cassa ci sono ben 84 milioni di euro da spendere per la manutenzione dei nostri parchi e l’incapacità dell’amministrazione di snellire le procedure non ha permesso di utilizzarli. Ecco perché anche quest’anno la primavera ha trasformato Roma in una selva, altro che Covid!

Vediamo allora qualche esempio davvero scandaloso in quartieri centrali e in altri periferici. Cominciamo da questi ultimi.
Qui sotto vediamo le condizioni dell’giardino di via S. Leo, dove si trova il punto verde qualità di Fidene e un’area giochi per bambini. Le erbacce sono così alte da aver sovrastato le panchine.

L’area giochi non viene pulita da gennaio
Impossibile usare le panchine del punto verde

Ci spostiamo a Villa Spada, dove il giardino attrezzato di via Cortona è precipitato in un abbandono senza precedenti. “Abito qui da 16 anni – ci racconta una residente mentre porta a spasso il cane – e una cosa del genere non l’avevo mai vista”.
Il record del degrado di questo fazzoletto verde è dimostrato dal fatto che le panchine qui non si vedono più, tanto che nella foto abbiamo dovuto segnalarle con una freccia. La vegetazione ha preso totalmente il controllo dell’area.

Il giardino comunale di via Cortona
E’ pure pericoloso provare ad avventurarsi all’interno del giardino

Nei quartieri “bene” della capitale non va affatto meglio, anzi. Le foto che seguono mostrano le condizioni tremende del Parco Rabin, il tratto finale di villa Ada in direzione via Panama. Da una parte i soliti nastri gialli lasciati a marcire, dall’altra l’erba è così alta da superare il metro di altezza.

Un ingresso del parco Rabin 

 

Erba completamente fuori controllo che invade i vialetti

 

Un altro ingresso che il comune ha “dimenticato” di aprire dopo il lockdown

E infine lo scandalo di villa Chigi, il parco del II Municipio che è ormai una foresta senza controllo. Per non annoiare i lettori, mostriamo solo tre fotografie ma si potrebbe pubblicarne anche 20 e ciascuna griderebbe vendetta per il degrado che rappresenta. Un giardino storico che era un gioiello di ulivi e collinette curate è oggi una selva.

L’altezza dell’erba: arriva alla vita del bambino e copre totalmente il cane

 

I vialetti disseminati di buche e di verde infestante

 

Le panchine sono diventate invisibili perché sovrastate dall’erba

 

Un’amministrazione che in 4 anni non è stata in grado di far partire gli appalti per una manutenzione ordinaria, pur avendo il denaro necessario, dovrebbe chiedere scusa ai cittadini. Invece la Sindaca ha il coraggio di affermare che si tratta di una concessione fatta dal governo e che ora ce la dobbiamo meritare.

Virginia Raggi, la verità è che noi ci meriteremmo un Sindaco vero, una giunta capace e dei parchi all’altezza di uno standard civile.

 

 

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3 risposte

  1. “Nel mezzo del cammin di nostre ville,
    mi ritrovai per una selva oscura,
    che la diritta via era smarrita.”

  2. Fanno le foto nelle aree giochi, che sono ancora chiuse, che vergogna che siete voi scribacchini di mafia capitale

    1. In questo articolo ci sono 10 foto e una sola si riferisce ad un’area giochi. Mafia Capitale forse è amica sua. Ci metta la faccia, dica il suo vero nome e cognome invece di difendere l’indifendibile.

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